Prato Gian Luigi "Identità e memoria nell'Israele antico", Paideia Editrice, Brescia 2010
01 giugno 2010

All'Israele antico viene di solito attribuita una posizione singolare nel contesto storico e culturale dei suoi tempi, che in particolare nei testi biblici giungerebbe a distinguerlo per spiccata originalità religiosa tra le civiltà del Vicino Oriente antico. La storiografia elaborata da Israele lascia tuttavia trasparire un complesso confronto culturale, nel quale vengono a cadere i confini apologetici sovente intravisti o creati nella tradizione esegetica posteriore, di matrice teologica.
Le immagini che emergono da questo raffronto, e con le quali Israele mirava a definire un'identità sua propria, rivelano che in realtà le culture coeve rappresentano un polo di attrazione e di fascino più che un'occasione o una tentazione di rivalsa e di separazione. Collocandosi in questa prospettiva, il lavoro di Gian Luigi Prato prende in considerazione alcuni momenti di un percorso storiografico che si delinea nei testi biblici e si prolunga nella letteratura giudaica posteriore, illustrando come questa "erba del vicino" sia desiderata e al tempo stesso messa a frutto.