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Missione Congiunta Italo-Iraniana in Khuzistan (Iran). Prospezione dei rilievi rupestri d'Elimaide. Campagna 2008

La Missione Congiunta Italo-Iraniana in Khuzistan ha concluso la prima campagna di prospezione archeologica e topografica nella valle di Hung-e Azhdar, situata a ca. 17 km a nord dell'odierna cittadina di Izeh, nella provincia del Khuzistan Iraniano. Alla missione concorrono il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l'Asia (CST) e l'Iranian Center for Archaeological Research (ICAR), con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria del Territorio, dell'Ambiente e delle Geotecnologie del Politecnico di Torino (DITAG).
La ricerca mira ad acquisire nuovi dati sui rilievi rupestri dell'antica Elimaide. Questi rilievi, riscoperti nel corso degli ultimi due secoli sull'altopiano del Bakthiari, coprono un ampio arco cronologico, che va dal periodo elamita (XX-VII sec. a.C.) a quello partico (II sec. a.C.-III d.C.). Dopo aver attratto l'attenzione di Sir Austin Henry Layard, lo scopritore di Nimrud e Ninive, forse il primo ad averne segnalato la presenza in epoca moderna, alla metà del XIX secolo, i rilievi d'Elimaide sono stati oggetto di numerose ricerche da parte di studiosi di varia nazionalità: queste ricerche hanno raggiunto risultati scientifici di primo piano, permettendo una loro catalogazione in base alle scene rappresentate e allo stile e una loro scansione cronologica, che ha evidenziato la continuità stilistica e iconografica dei rilievi di periodo partico con quelli precedenti. Alcuni esemplari individuati a Shah Savar, Shikaft-i Salman e Kul Farah, costituiscono una preziosa fonte d'informazione sull'arte del periodo elamita, raffigurando scene a carattere prevalentemente religioso. La maggior parte dei rilievi rupestri d'Elimaide deve però essere datata al periodo partico, quando una vera e propria scuola di scultura rupestre sembra essere nata e fiorita proprio in quella regione: Hung-i Nauruzi, Hung-e Azdar, Hung-i Yar, Hung-i Kamalwand, Shinbar, Kuh-i Taraz, Tang-i Sarvak sono solo alcuni dei siti dove sono stati individuati nel corso del tempo rilievi partici e ad essi si sono aggiunte le recenti scoperte a Kuh-e Mongast e Shrinow-Mowri, così che ad oggi sono noti almeno 14 esemplari. Nonostante le fruttuose ricerche, alcuni aspetti rimangono tuttavia da chiarire e la documentazione disponibile si limita a immagini fotografiche o a disegni che, sebbene siano di elevata qualità, non permettono indagini approfondite; inoltre, mancano dettagliate prospezioni topografiche dei luoghi in cui si trovano i rilievi.
Lo scopo di questo progetto è di acquisire, tramite prospezioni archeologiche e topografiche e poi attraverso scavi stratigrafici, nuovi dati con il ricorso alle più moderne tecniche di rilievo architettonico, come la scansione laser. Questa tecnologia di acquisizione e rappresentazione grafica di oggetti tridimensionali di varie dimensioni, sviluppa informazioni di notevole complessità, ovvero modelli digitali tridimensionali che sono rappresentazioni fedeli e misurabili di oggetti reali. In questo modo, dettagli prima non rilevabili, come le tracce di lavorazione sulla pietra, potrebbero essere sottoposti ad analisi e nuovi modelli tridimensionali dei rilievi potrebbero essere costruiti sia graficamente sia su supporto digitale, incrementando notevolmente le informazioni disponibili.
I rilievi partici d'Elimaide si caratterizzano per l'omogeneità dei temi rappresentati ed hanno particolare importanza poiché si tratta del gruppo più cospicuo di rilievi dell'Iran partico – al di fuori dell'Elimaide, non si conoscono in Iran che quattro rilievi partici: uno a Sar-i Pul e tre a Bisutun – e perché le loro caratteristiche li isolano rispetto alla produzione scultorea delle altre regioni dell'impero. Il carattere iranico dei rilievi rupestri partici d'Elimaide è infatti manifesto nello stile d'esecuzione, dove prevale l'assoluta frontalità ieratica delle figure, nella scelta dei temi iconografici, come le scene di celebrazione del sovrano, di omaggio dei dignitari o le scene di investitura, e in alcuni dettagli figurativi, come l'abbigliamento. Nei temi iconografici e nella propensione ad allineare i personaggi raffigurati come in una processione, sono poi chiaramente manifeste influenze della produzione scultorea dell'Iran elamita e soprattutto achemenide. Tanto che nell'arte rupestre d'Elimaide sembrano quasi del tutto assenti quelle influenze ellenistiche che invece caratterizzarono la produzione dei centri della Mesopotamia e della Siria – come Hatra, Palmira e Dura – e, per la continuità con la tradizione iranica, questi rilievi possono essere considerati come un anello di congiunzione tra l'arte achemenide e quella sasanide.
Un esame dettagliato delle tecniche di lavorazione tramite il rilievo con scansione laser potrebbe permettere di stabilire se alla continuità riscontrata a livello iconografico e stilistico corrisponda anche una continuità nelle tecniche di lavorazione, nonché di classificare gli strumenti degli scultori allo scopo di isolare le botteghe che realizzarono i rilievi. Inoltre, diversamente dalla produzione di Palmira, Dura o Hatra, che si data a partire dal I sec. d.C., tra i rilievi d'Elimaide è presente un'opera che, per le sue caratteristiche del tutto peculiari, deve essere datata agli inizi del periodo partico, ovvero al II sec. a.C. Si tratta del rilievo con scena di omaggio scolpito sulla superficie di un grande masso a Hung-e Azdar, di notevole interesse anche per la particolare iconografia di uno dei personaggi raffigurati (tutti frontali e con veste iranica), un cavaliere barbuto che, nell'ambito di tutta la produzione del periodo, è l'unico personaggio a essere rappresentato di profilo e ad essere abbigliato come un sovrano ellenistico, cingendo addirittura un diadema. Questo rilievo, già individuato da Sir Layard, ha un'enorme importanza storica, poiché il cavaliere potrebbe ritrarre Mitridate I o forse addirittura un Seleucide – Demetrio II (?) –, e merita particolare attenzione perché le figure che ne fanno parte potrebbero essere state scolpite in due epoche diverse per formare una scena complessa.
La prospezione topografica mira ad elaborare delle piante georeferenziate. Scopo principale della prospezione è quello di verificare l'ipotesi che i rilievi siano la parte emergente di grandi complessi religiosi, ovvero di santuari rupestri, come sembrerebbero dimostrare soprattutto i rilievi di Shikaft-i Salman e Kul-i Farah, del VIII sec. a.C. Questa sarà realizzata con il ricorso a stazioni totali e a ricevitori che permettano di collocare i punti rilevati in un sistema referenziato di posizionamento globale satellitare, eventualmente integrando le informazioni ottenute con lo studio di immagini satellitari. Trincee o sondaggi stratigrafici saranno aperti nei punti ritenuti sensibili, allo scopo di individuare aree da sottoporre allo scavo in estensione dei luoghi in cui i rilievi sono collocati.

La ricerca sul terreno si è svolta dal 22 febbraio al 15 marzo.
È stata portata a termine l'acquisizione tramite scansione laser del rilievo rupestre di Hung-e Azhdar ed è stata iniziata la prospezione topografica dell'area circostante. Le operazioni di acquisizione si sono svolte in 8 giorni.
La superficie scolpita è stata suddivisa in 34 settori quadrati, ognuno di ca. 60x60 cm. All'interno di questi quadrati sono stati collocati dei markers circolari del diametro di ca. 5 mm; questi markers, che sono stati completamente rimossi dopo le operazioni di acquisizione, hanno consentito allo scanner di riconoscere la sua posizione in un modello tridimensionale.
Ogni settore è stato separatamente acquisito con uno strumento ad alta definizione (handyscan 3D HZ), uno scanner manuale posizionato a ca. 15-20 cm dalla superficie scolpita e mosso perpendicolarmente ad essa. Lo strumento non ha mai toccato la superficie.
Le scansioni dei differenti settori saranno ricomposte in un mosaico digitale dell'intera superficie scolpita nei laboratori del DITAG, che ha partecipato alla ricerca sul terreno come partner.
del CST; l'elaborazione consentirà di restituire un modello digitale 3D della superficie scolpita, con una precisione di ca. 0.2 mm.
Le informazioni ottenute dalla scansione laser sono state integrate dalla fotogrammetria, tramite una fotocamera digitale (Kodak DCS PRO 14m).
Le immagini così ottenute saranno elaborate per ottenere ortofotografie e "immagini solide" del rilievo rupestre. Le immagini solide sono immagini digitali in cui i pixels contengono informazioni relative alle coordinate x, y, z, e permettono quindi di ottenere misurazioni di angoli, distanze ed aree in un sistema di riferimento noto.
Punti trigonometrici sono stati acquisiti sul terreno col ricorso a un ricevitore GPS (Topcon Hiper PRO) e a tradizionali metodi di rilievo topografico, mentre altri punti sulla superficie scolpita sono stati rilevati grazie a una stazione totale (Topcon Get 3005N). Questi ultimi saranno impiegati per inserire i differenti settori sottoposti a scansione in un unico sistema di riferimento e per definire una griglia di base per la successiva prospezione topografica.
L'esame visivo della superficie scolpita e il confronto con fotografie o disegni già editi (ad es. in Vanden Berghe, L., Reliefs rupestres de l'Iran ancien, Bruxelles, 1983; oppure in Vanden Berghe, L., Schippman, K., Les reliefs rupestres d'Elymaïde (Iran) de l'époque parthe, Iranica Antiqua, Supplément III, Gent, 1985) hanno rivelato il danneggiamento di alcune parti del rilievo, avvenuto evidentemente in anni recenti: si tratta di danni dovuti sia all'erosione, sia ad atti vandalici.
La prospezione archeologica di un'area circoscritta nei pressi del rilievo rupestre, durata per 6 giorni, ha rivelato la presenza diffusa di frammenti ceramici e la presenza sporadica di ossa, spesso frammisti a pietrisco a formare dei raggruppamenti di diversa estensione (ognuno esteso su una superficie di ca. 2 o 3 m2).
Questi raggruppamenti si dispongono intorno al rilievo rupestre in tutte le direzioni, hanno forma irregolare e sembrano appartenere a un contesto archeologico molto disturbato.
La prospezione archeologica ha evidenziato diverse aree di interesse, le quali necessitano di ulteriori e più approfondite indagini. Di comune accordo con l'ICAR, si ritiene di dover sottoscrivere un programma quadriennale che preveda la prosecuzione della ricerca sul terreno, conducendo una più approfondita prospezione topografica dell'area, aprendo sondaggi stratigrafici o cantieri di scavo più estesi e continuando l'acquisizione tramite scansione laser degli altri rilievi rupestri della regione.
Il rilievo rupestre di Hung-e Azhdar è scolpito sulla superficie di un masso erratico alle pendici delle montagne del Bakthiari, lungo il versante sud-orientale di una piccola valle situata a ca. 17 km a nord della moderna cittadina di Izeh, nell'odierna provincia del Khuzestan. Sulla superficie del masso rivolta verso la valle è scolpito un piccolo rilievo di età neoelamita (X-IX sec. a.C.) con scena di investitura, ormai quasi del tutto eroso dagli agenti atmosferici, mentre sulla superficie rivolta verso le pendici della montagna è scolpito il grande rilievo partico con scena di omaggio oggetto dell'acquisizione tramite scansione laser.
La prospezione topografica verrà condotta proprio sul versante sud-orientale della valle, allo scopo di individuare e posizionare in un sistema di riferimento noto i resti archeologici parzialmente individuati durante la prima campagna e delineare al contempo la mappa orografica.
La prospezione sul terreno verrà preparata col ricorso a immagini aeree o satellitari e sarà condotta con esperti del DITAG. Ultimata la prospezione, sarà possibile delimitare con precisione l'area di interesse archeologico da sottoporre ad indagine e proporre alle Autorità iraniane la sua tutela.
Tra i raggruppamenti di ceramica e frammenti di ossa individuati, destano particolare interesse i raggruppamenti n. 17, 18 e 19, poiché sono posizionati nelle immediate vicinanze della superficie scolpita rivolta verso la montagna. In questo punto, tra il masso e le pendici della montagna si apre uno spazio dirispetto proprio di fronte al rilievo rupestre, sopraelevato rispetto al piano di campagna circostante; questo spazio è prodotto in linea di principio dalla naturale conformazione del terreno, tuttavia sembra che almeno il suo lato settentrionale sia stato delimitato da pietre appositamente posizionate.
Proprio in questo punto verrà aperto il primo sondaggio stratigrafico nell'area di Hung-e Azhdar, per verificare l'ipotesi che si tratti di un recinto, artificialmente creato di fronte al rilievo partico con scena di omaggio.
Al contempo, proseguirà l'acquisizione tramite scansione laser di altri rilievi rupestri della regione, nella fattispecie quelli di Hung-e Kamalwand e del santuario naturale di Khul Farah.


Vito Messina
(condirettore della missione)

Links:
www.centroscavitorino.it
www.icar.ir

contatti:
vito.messina@unito.it






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1. La vallle di Hung-e Azhdar da satellite.
1. La vallle di Hung-e Azhdar da satellite.

2. Hung-e Azhdar. Rilievo rupestre di periodo partico con scena di omaggio.
2. Hung-e Azhdar. Rilievo rupestre di periodo partico con scena di omaggio.

3. Hung-e Azhdar. Rilievo partico suddiviso in 34 settori.
3. Hung-e Azhdar. Rilievo partico suddiviso in 34 settori.

4. Hung-e Azhdar. Markers posizionati sulla superficie scolpita.
4. Hung-e Azhdar. Markers posizionati sulla superficie scolpita.

5. Handyscan 3D HZ.
5. Handyscan 3D HZ.

6. Hung-e Azhdar. Operazioni di acquisizione tramite scansione laser.
6. Hung-e Azhdar. Operazioni di acquisizione tramite scansione laser.

7. Hung-e Azhdar. Operazioni di acquisizione tramite scansione laser.
7. Hung-e Azhdar. Operazioni di acquisizione tramite scansione laser.

8. Hung-e Azhdar. Operazioni di rilievo fotogrammetrico.
8. Hung-e Azhdar. Operazioni di rilievo fotogrammetrico.

9. Hung-e Azhdar. Prospezione archeologica.
9. Hung-e Azhdar. Prospezione archeologica.