Missione Archeologica Italiana in Oman dell'Università di Pisa
Redazione Archaeogate, 19-06-2003 -
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GLI SCAVI
Quando la missione dell'Università di Pisa (IMTO, Italian Mission to Oman) ha iniziato il suo lavoro sul campo, il periodo storico e lo sfondo politico–economico in cui si collocava la storia di Sumhuram sembravano già acquisiti: la fondazione della città era messa in relazione allo sviluppo del commercio marittimo a lunga distanza, che aveva avuto un notevole sviluppo dopo la conquista romana dell'Egitto.
La fortuna e la ricchezza di Sumhuram sembravano dunque strettamente legate al commercio romano e quindi ad un determinato momento storico: i primi secoli dopo Cristo.
Tuttavia il quadro storico generale che fa da sfondo alla storia della città deve essere ripreso in considerazione dopo le ultime due campagne (2002 ed in particolare 2003).
L'insieme dei dati archeologici (datazioni al C14, tipologia della ceramica, monete e dati epigrafici) ha fornito una sequenza cronologica coerente e ben diversa da quell'arco temporale in cui in precedenza era stata posta la storia di Sumhuram: sappiamo ora che la città è stata occupata per un lungo periodo, dalla sua fondazione, che risale al IV a.C., all'abbandono nel V d.C.
Ora che conosciamo meglio la struttura urbana emerge con chiarezza che Sumhuram non era un piccolo porto, ma una città con templi, palazzi, quartieri abitativi e possenti mura di difesa.
Un tempio fuori dalle mura, individuato e scavato nella nostra ultima missione, era probabilmente connesso con la necropoli. All'interno della città un tempio dedicato al dio lunare Sin, si ergeva più alto delle mura.
Molti reperti testimoniano i contatti tra Sumhuram e paesi lontani: la statuetta della dea indiana danzante trovata dalla missione americana, la ceramica sigillata di provenienza italica, il vasellame proveniente dall'India meridionale, la moneta con l'effigie di Alessandro Magno.
In questa città, tanto ricca e dalla storia così lunga, oltre al commercio sono ben documentate tessitura e pesca, oltre ad attività che richiedevano tecnologie più avanzate come la lavorazione dei metalli, di cui Sumhuram è stata uno dei centri più importanti dell'Arabia meridionale.
A Sumhuram esisteva anche una zecca in cui si batteva moneta.
Uno dei reperti più significativi, trovato durante l'ultima campagna, è un bacile in bronzo con un'iscrizione votiva intorno al bordo: la dedica era fatta al dio Sin nel suo tempio nella città di Sumhuram nella terra di Sakalan.
Lo scavo di Khor Rori, l'antica città di Sumhuram importante centro per il commercio dell'incenso, gode del sostegno oltre che dall'Università di Pisa e del Ministero alla Cultura omanita, del Ministero italiano degli Affari Esteri, e dal 2000 l'area è stata inserita nella lista dei siti protetti dall'Unesco.