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Università degli Studi di Lecce - Scavi ad Armavir (Armenia), anno 2002

Nell'anno 2000 è stato stipulato un accordo culturale tra l'Università degli studi di Lecce e l'Accademia delle Scienze della Repubblica d'Armenia, che attualmente prevede una collaborazione tra le due Istituzioni nei campi della Storia antica e dell'Archeologia. Responsabile locale per l'Università di Lecce è il Prof. Giusto Traina, straordinario di Storia romana e direttore del seminario di studi armeni.
Nel quadro della convenzione, nel settembre 2002 si è tenuta la prima campagna di ricerche archeologiche in Armenia. La missione è stata diretta dal Prof. Traina per l'Università di Lecce, e, per l'Accademia delle Scienze, dai Dr. Inessa Karapetian e Zhores Khachatryan dell'Istituto di Archeologia ed Etnografia. Hanno partecipato alla missione anche l'archeologa Amina Kanetsian e il dottorando in archeologia Armen Nakhshkaryan, e gli studenti dell'Università di Lecce Adriana Anzelmo, Francesco Giosa, Gianfranco Lepore e Leone Morelli.
L'équipe italo-armena ha lavorato sul sito dell'acropoli dell'antica Argistihinili/Armavir, situata a ca. 50 chilometri a ovest di Erevan, nell'attuale regione di Armavir.
Il sito presenta una continuità stratigrafica dall'età del ferro fino alla tarda antichità, e in passato è stato oggetto di numerose campagne di scavo, condotte dall'Istituto di Archeologia ed Etnografia dell'Accademia delle Scienze. Durante l'impero di Urartu, il tempio e il complesso dell'acropoli costituivano l'area sacra della vicina capitale di Argistihinili. Un'iscrizione cuneiforme pubblicata nel 1988 ha rivelato il nome del sito, Tushpa. Il complesso urarteo, frequentato anche durante il dominio persiano sull'Armenia (VI-IV a.C.), ha avuto una successiva fase ellenistica, a partire dalla fine del IV a.C. Per l'età ellenistica è attestato il toponimo di Armadoeira/Armawir: la città fu la residenza degli Orontidi, che all'epoca della dominazione seleucide (ca. 320-188 a.C.) governarono l'Armenia. Dopo la fondazione del regno d'Armenia e la fondazione della capitale di Artaxata (188 a.C.), la città mantenne delle importanti prerogative religiose, e il sito dell'acropoli-tempio fu frequentato con una certa continuità. Dopo la conversione dell'Armenia al cristianesimo (inizi IV d.C.), il tempio fu trasformato in chiesa: le strutture attualmente visibili risalgono al V secolo.
Intorno al X secolo, all'epoca del dominio dei Bagratidi, la chiesa fu ristrutturata e funzionò per vari secoli, insieme a un ridotto complesso monastico, fino al suo abbandono: alle pendici dell'acropoli si sviluppò un complesso cimiteriale, utilizzato ai vicini villaggi e tuttora in funzione. Nel XX secolo, la chiesa fu in parte sconvolta da una serie di fortificazioni militari, ma la memoria del culto cristiano si mantenne nelle grotte poste alle pendici orientali dell'acropoli.
La missione del 2002 ha lavorato sul complesso templare posto sulla sommità dell'acropoli. Le strutture attualmente visibili del complesso cultuale sono state costruite in età urartea, nell'VIII secolo a.C., su un preesistente complesso che presenta notevoli analogie con il vicino sito di Metsamor. Il santuario è stato successivamente rielaborato sia in età persiana che in età ellenistica. Sui settori a nord del tempio è stato completato il rilievo del con l'analisi dei rapporti fra le strutture dell'edificio principale e gli ambienti ricavati dal piano roccioso, oggetto di precedenti ricerche nel 1998 e nel 1999. Lo scavo sul settore ovest ha messo in luce il pavimento antistante al basamento del tempio, databile in età urartea, ma parzialmente ricostruito in età ellenistica e fortemente interessato dalla ristrutturazione altomedievale. Lo scavo ha recuperato anche un complesso artigianale tardomedievale relativo al piccolo monastero adiacente alla chiesa: sul pavimento antico, e su alcuni blocchi di recupero, vennero installati delle giare e dei forni per la lavorazione del pane. Il complesso è stato rilevato e rimosso per permettere la rilevazione del pavimento antico.
I reperti rinvenuti sono attualmente in corso di studio da parte degli archeologi dell'Accademia delle Scienze.
Contemporaneamente allo scavo, è stato effettuato il rilievo completo del gruppo di rocce lavorate posto alle pendici sudorientali dell'acropoli, in un'area estremamente rovinata e degradata, e attualmente minacciata dalla forte espansione del cimitero verificatasi negli ultimi anni. Le rocce sono state individuate sul sito all'inizio del XX secolo, ma provengono verosimilmente dalle alture soprastanti; esse presentano un complesso di decorazioni simboliche, attribuibili all'età del Ferro.
In età ellenistica sono state ulteriormente rielaborate, e su due elementi del complesso di rocce sono state eseguite delle iscrizioni greche, di importanza capitale per la storia politica e religiosa dell'Armenia ellenistica, e per lo studio della diffusione dell'Ellenismo nella regione. Oggi, purtroppo, solo una delle rocce è visibile; l'altra, nota agli studiosi per la presenza di versi di Euripide, è stata distrutta o sepolta durante l'occupazione militare dell'area. La roccia superstite presenta un gruppo di cinque iscrizioni di notevole importanza storica: tre intestazioni di epistole relative alla storia dell'Armenia nel III-II a.C., che dovevano rimandavare al testo completo, custodito nell'archivio templare; l'elenco dei mesi del calendario macedone; un elogio in versi del condottiero greco Numenio, che aiutò il primo re d'Armenia Artashes (188-160 a.C.) contro una spedizione del re Antioco IV di Siria.
Allo stato attuale, gli studiosi hanno lavorato sulla prima edizione dei testi, recuperati nel 1911 e nel 1927, ma pubblicati in modo parziale e con varie difficoltà di lettura: durante la missione del settembre 2002, la roccia superstite è stata pulita e sono stati eseguiti dei calchi in lattice che permetteranno una lettura completa delle iscrizioni.

Giusto Traina
Università degli Studi di Lecce
Dipartimento Scienze dell'Antichità






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Armavir. Veduta da est dell'acropoli.
Armavir. Veduta da est dell'acropoli.

Armavir, acropoli. Particolare della chiesa altomedievale.
Armavir, acropoli. Particolare della chiesa altomedievale.

Armavir. Fasi dello scavo.
Armavir. Fasi dello scavo.

Armavir. Fasi dello scavo.
Armavir. Fasi dello scavo.

Armavir, acropoli. Complesso per la lavorazione del pane.
Armavir, acropoli. Complesso per la lavorazione del pane.

 Armavir, acropoli. Particolare del pavimento antico.
Armavir, acropoli. Particolare del pavimento antico.

Armavir. Particolari della roccia con iscrizioni greche.
Armavir. Particolari della roccia con iscrizioni greche.

 Armavir. Particolari della roccia con iscrizioni greche.
Armavir. Particolari della roccia con iscrizioni greche.

 Armavir. Il complesso delle rocce; particolare di roccia lavorata con simboli religiosi.
Armavir. Il complesso delle rocce; particolare di roccia lavorata con simboli religiosi.

Armavir. Il complesso delle rocce; particolare di roccia lavorata con simboli religiosi.
Armavir. Il complesso delle rocce; particolare di roccia lavorata con simboli religiosi.

Armavir. Reperti urartei, ellenistici, medievali.
Armavir. Reperti urartei, ellenistici, medievali.

Armavir. Reperti urartei, ellenistici, medievali.
Armavir. Reperti urartei, ellenistici, medievali.

Armavir. Reperti urartei, ellenistici, medievali.
Armavir. Reperti urartei, ellenistici, medievali.