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Università degli Studi di Lecce - Scavi ad Artaxata e survey della valle del Fiume Azat (Repubblica d'Armenia), anno 2005 - G. Lepore e G. Traina (Università di Lecce), Z. Khachatryan e H. Petrosyan (Accademia delle Scienze, Rep. d'Armenia)

Agosto 2005

L'equipe scientifica, secondo le convenzioni di ricerca, è stata diretta dal prof. Giusto Traina per l'Università degli Studi di Lecce e dal prof. Zhores Khachatryan per l'Istituto di Archeologia ed Etnografia dell'Accademia delle Scienze della Repubblica d'Armenia. Hanno collaborato: il dott. Hamlet Petrosyan, per le analisi preliminari della documentazione epigrafica e iconografica d'epoca medioevale e il dott. Gianfranco Lepore per la schedatura e la registrazione topografica dei documenti.

Sono stati censiti 73 nuovi siti (unità topografiche dalla 233 alla 306 – Fig. C) concentrati, per la maggior parte, nella regione di Kotayk, in contesti rurali, nelle campagne o all'interno di piccoli centri. In questi casi, si tratta principalmente di resti di costruzioni ecclesiastiche erette con il reimpiego di diversi elementi architettonici d'epoca medioevale oppure, ancora più spesso, di madur (cappelle votive particolarmente diffuse in Armenia, in contesti rurali, che spesso conservano spiccati residui di una spiritualità popolare rivolta a pietre, rocce e "luoghi santi").

Alcune unità topografiche sono state registrate in aree più urbanizzate e popolose, nei distretti periferici occidentali della capitale d'Armenia, Erevan. Ad Avan, a soli 5 km dal centro della capitale, è stata ricognita una vasta area cimiteriale caratterizzata dalla presenza di centinaia di Chatchkhar, ovvero croci di pietra, manufatti esclusivi della cultura materiale del medioevo armeno. Questa area era riconosciuta comunemente, fino a poco tempo fa, come la seconda, per estensione e numero di Chatchkhar impiegati come pietre tombali, dopo il cimitero armeno di Julfa.

I dati e la bibliografia dedicata di siti, già conosciuti e indagati, anche recentemente, vengono opportunamente integrati nel database del progetto di ricognizione insieme con tutte le informazioni sullo stato di conservazione riscontrate sul campo (ad esempio i resti degli scavi archeologici della metà degli anni '80 del secolo scorso confusi nel degrado urbano ad Arintj, periferia orientale di Erevan). Sono rientrati nella documentazione anche siti inediti ed inoltre caratterizzati da un buono stato di conservazione, riscontrati, nella maggior parte dei casi, in zone montuose isolate dalle aree densamente abitate (ad esempio la chiesetta rupestre con gavit nella parte sud orientale del settore considerato dal progetto di ricognizione, sulla riva destra del fiume Darband o ancora i resti di un insediamento altomedioevale nei dintorni dell'odierno villaggio di Davaghiusi, tra i quali una colonna con capitello del VII sec. d.C. e un blocco con iscrizione in armeno classico su quattro lati).

Sui monti Geghama, a nord-est dell'intera area di ricognizione, ad altitudini medie di 1800-2000 m, si è ritenuto necessario ritornare ad alcuni siti già riconosciuti nelle precedenti campagne di ricognizione 2003-2004. In questa zona numerose raffigurazioni su roccia, databili fra il V e il III millennio a. C., si estendono su vasti accumuli di pietre vulcaniche; il numero dei petroglifi e l'ampiezza del contesto comportano l'accumulo di una grande quantità di materiale documentario che, senza dubbio, dovrà incrementarsi ulteriormente nel corso delle prossime missioni di ricerca.


Gianfranco Lepore e Giusto Traina (Università di Lecce)
Zhores Khachatryan e Hamlet Petrosyan (Istituto di Archeologia ed Etnografia dell'Accademia delle Scienze della Repubblica d'Armenia)

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Fig. A
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Fig. C
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