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Università degli Studi di Lecce - Scavi ad Artaxata e survey della valle del Fiume Azat (Repubblica d'Armenia), anno 2005 - G. Lepore e G. Traina (Università di Lecce), Z. Khachatryan e H. Petrosyan (Accademia delle Scienze, Rep. d'Armenia)

Lo scavo di Artaxata

Agli inizi degli anni '80 del secolo scorso dei lavori di livellamento nel settore nord occidentale della piana di Artaxata danneggiarono irrimediabilmente una parte importante di un antico complesso termale. Questo settore del sito dell'antica capitale del regno d'Armenia è collocato in una zona di frontiera sottoposta a vincoli militari tra il monastero di Khor Virap e le rive del fiume Araxes. Fino a quando questa zona fu sotto il controllo delle autorità sovietiche non furono permesse indagini archeologiche e solo pochi materiali furono recuperati da contadini e pastori del luogo che avevano libero accesso alla zona sorvegliata. Attualmente l'area è controllata congiuntamente dall'esercito armeno e russo ed è solo dal 2003 che sono stati concessi dei permessi di indagine archeologica in base agli accordi di convenzione tra l'Accademia delle Scienze della Repubblica d'Armenia e l'Università degli Studi di Lecce.

Nel 2003 è stata effettuata una campagna preliminare che, a sud est dei resti del complesso termale, a circa 150 m dalla riva dell'Araxes (Fig. A), ha portato all'individuazione della parte superiore di quattro muri allineati in direzione E-O (foto 1). Un saggio operato sul lato esterno del muro più settentrionale ha confermato la presenza di una struttura.

Successivamente si è proseguito lo scavo lavorando sul lato orientale perché la parte occidentale è attraversata da una strada. In questa fase il muro è stato messo in luce fino al terzo filare e nello spazio interno è stato rinvenuto un frammento di una colonna dentellata. Quando le attività di scavo sono arrivate al quarto filare il muro è stato ripulito per una lunghezza di 19,30 m e una profondità di 4 m ed è stato raggiunto un angolo della struttura dove il muro prosegue verso sud. Sono stati riscontrati diversi materiali, frammenti di elementi decorativi, fra i quali il frammento di una placca con una rosetta in rilievo, frammenti di diverse tipologie di vasellame, mattoni circolari di ipocausto, tegole e condutture in terracotta, frammenti di intonaci colorati. Inoltre sono stati evidenziati tre muri perpendicolari al muro della struttura principale caratterizzati da una tecnica di costruzione più approssimativa e correlati a ceramica altomedioevale.

Nella campagna del 2004 è stato rimosso il limo dell'Araxes e approfondita la trincea di scavo. Il muro principale è stato seguito e scavato per altri 10 m fino al terzo filare e ne è stato messo in luce il limite occidentale dove il muro termina irregolarmente. Nel nuovo settore della trincea di scavo si sono messi in evidenza due muri d'epoca medioevali caratterizzati da una messa in opera di blocchi di basalto ben lavorati, perpendicolari al muro principale ed alti 2 m. I due muri medioevali sono pertinenti ad una antica pavimentazione in calcare (foto 2). E' stato fatto un saggio nella parte interna settentrionale del muro per precisare l'ampiezza e la tipologia costruttiva del settore della pavimentazione e dei muri medioevali (foto 3). Di fronte ad uno dei muri medioevali sono stati ritrovate due basi di colonne e parte di un fusto reimpiegate per rinforzare la struttura. Inoltre sono stati rinvenuti durante la campagna di scavo del 2004 diversi frammenti ceramici del I sec. d.C., fra i quali il pezzo di un piatto sul quale è stata modellata una piccola testa di leone, tre monete di bronzo, non ancora studiate, e vari frammenti di "phialai" di vetro. Si è potuto constatare che la parte del muro principale che si è preservata è lunga complessivamente 28,30 m .

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Fig. A
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Foto 1
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Foto 2
Foto 2

Foto 3
Foto 3

Fig. B
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Fig. C
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