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Dossier Petra. Ultime notizie dalla cittą rosa - Archeologi a Petra - di Estelle Villeneuve

Wadi Mūsa, il vicino pił prossimo di Petra

Si arriva a Petra dalla piccola cittą di Wadi Mūsa.
Borgo insignificante, soltanto dieci anni fa, oggi č una fioritura di alberghi e di ristoranti e la sua popolazione č interamente occupata al servizio dei turisti. Dal 1996, gli archeologi scoprono l'ereditą antica di questo centro che non cessa di essere l'ultima sosta alle porte dello scrigno rosa.
Lo splendore di Petra colpģ gli archeologi al punto che essi quasi ignorarono le zone circostanti. Tuttavia circa 200 siti archeologici dominano Petra a nord e a sud, di cui il pił antico, al-Jiththa, risale al Paleolitico medio (100.000-40.000).
Sul solo territorio del municipio di Wadi Mūsa si sono contati 34 siti antichi che coprono la maggior parte della storia della regione. Le tracce dell'etą della pietra sono numerose attorno a Petra. Oltre ai famosi villaggi neolitici di Beida, Ba'aja e Basta, un altro grande villaggio di 250 metri di raggio č stato scoperto, nel 1996, nel quartiere nord di al-Basseet a Wadi Mūsa.
Dopo il calcolitico e l'etą del bronzo, il periodo del ferro II vide la prosperitą del regno edomita. Tawilan e al-Muzayr'a nella parte nord di Wadi Mūsa sono tra i siti maggiori di quest'epoca.

Il periodo nabateo č certamente il pił ricco (85% circa dei siti individuati). Il sito pił vasto, Gaeia, si estendeva sotto il centro della cittą moderna di Wadi Mūsa. Tra le tracce pił spettacolari figura Dar al-Birka, una camera cisterna costruita su una sorgente che irriga ancora le terre coltivate all'interno del villaggio.
Nel 1996 gli scavi del centro della cittą portarono alla luce i resti di una villa del I secolo d.C. i cui vani erano decorati di affreschi. La villa disponeva di latrine private, di bagni con una fontana che zampillava da una testa di leone, e di una vasta cucina sotto la quale passava una rete di canali.
Nel periodo nabateo si moltiplicarono i villaggi agricoli sui monti Šarā. Gli scavi di Khirbet en-Nawafla a nord-est del Wadi Mūsa hanno mostrato un'occupazione pressoché continua dal I secolo a.C. fino ai nostri giorni.
In ogni periodo, il villaggio fu costruito e coltivato a terrazze. Di lą viene il pił antico torchio per olive dell'inizio del I secolo d.C.
Parecchie cisterne e canali alimentavano Wadi Musa di acqua proveniente da varie fonti. Il famoso vasellame fine, fiore della cultura nabatea, era prodotto a Zurraba a sud-est di Wadi Mūsa. Sino ad oggi sono stati scavati dieci forni e parti di diversi laboratori. Essi assicurarono una produzione continua dal I al VI secolo d.C. I vasai usavano un'argilla prelevata nella cava vicino a 'Ain et-Teena, la cui composizione geologica permetteva di modellare il famoso «guscio d'uovo».

Strade pavimentate sono ancora visibili attorno a Wadi Mūsa di cui, a al-Hai a nord della cittą, un importante troncone della Via nova troiana.
A partire dalla fine del III secolo d.C. e durante i periodi bizantino e islamico, il numero dei siti diminuisce. Dar el-Birka č restaurato alla fine del periodo romano o all'inizio del bizantino; Khirbet en-Nawafla, Zurraba e Gaeia sono occupati nel periodo bizantino. I papiri della basilica di Petra menzionano parecchi luoghi di cui alcuni hanno conservato lo stesso nome fino a oggi, come al-Bassa nella parte est di Wadi Mūsa.

Nonostante i disordini precedenti la conquista musulmana, gli scavi di Khirbet en-Nawafla con le sue strutture monumentali dell'inizio del periodo islamico, indicano il permanere di una popolazione agiata. Ma il modo di occupare il territorio cambia con piccoli villaggi compatti piuttosto che larghi agglomerati. Il progresso riprende alla fine del periodo abasside e sotto i Fatimidi.

I crociati costruirono due forti nella regione di Petra di cui al-Wu'eira č al limite ovest di Wadi Mūsa. Gli scavi di Nawafla mostrano che la sua estensione č in quel tempo la pił ampia. Gli abitanti vivono della coltivazione degli alberi da frutto e dell'ulivo e si nutrono dei pesci del Mar Rosso.
Nel racconto che egli fece del viaggio del sultano Baybars dal Cairo a Kerak passando per Petra nel 1276, al-Nuwairi ricorda una notte passata a al-Udmal, toponimo che designa ancora un luogo vicino al wadi al di sotto di Khirbet en-Nawafla e che dunque si identifica con questo.
I villaggi dello Šarā rimasero fiorenti nonostante i disordini del periodo ottomano. I villaggi tradizionali testimoniano la densitą degli stanziamenti. A questo periodo risalgono i magnifici mulini ad acqua costruiti lungo i wadi e le macine per olive di cui alcune erano ancora in uso alla metą del XX secolo.

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Petra. Grandi tombe del tipo Hegra a sud della necropoli “reale”. Si tratta probabilmente di tombe di notabili benestanti, forse anche di ministri
Petra. Grandi tombe del tipo Hegra a sud della necropoli “reale”. Si tratta probabilmente di tombe di notabili benestanti, forse anche di ministri

Ultima svolta del Wadi Mūsa, dopo il teatro e prima di giungere nella cittą bassa
Ultima svolta del Wadi Mūsa, dopo il teatro e prima di giungere nella cittą bassa

Gebel Harun. La pastophoria o “sacrestia”, a destra dell'abside della chiesa, era organizzata con degli scaffali i cui ripiani in lastre di pietra, monolitiche, erano fģssati nella muratura.©E.Villeneuve
Gebel Harun. La pastophoria o “sacrestia”, a destra dell'abside della chiesa, era organizzata con degli scaffali i cui ripiani in lastre di pietra, monolitiche, erano fģssati nella muratura.©E.Villeneuve

Gebel Harun. Gli animali raffigurati sul mosaico del nartece hanno fatto le spese dell'iconoclasmo delI'VIII secolo, ma la “cancellatura” ha rispettato la riconoscibilitą dei motivi, qui un equide. © E. Villeneuve
Gebel Harun. Gli animali raffigurati sul mosaico del nartece hanno fatto le spese dell'iconoclasmo delI'VIII secolo, ma la “cancellatura” ha rispettato la riconoscibilitą dei motivi, qui un equide. © E. Villeneuve

Wadi Mūsa. Nel 1996, negli scavi di una villa del I secolo d. C, č stato scoperto il primo mosaico nabateo conosciuto. Č esposto al Museo di Petra.
Wadi Mūsa. Nel 1996, negli scavi di una villa del I secolo d. C, č stato scoperto il primo mosaico nabateo conosciuto. Č esposto al Museo di Petra.

Grande č la somiglianza tra il profilo delle tombe a pozzo di Qumran (a sinistra) e quelle di Khirbet Qazone in territorio nabateo, in cui i corpi erano avvolti in lenzuoli ben conservati (a destra). ©T. Springett
Grande č la somiglianza tra il profilo delle tombe a pozzo di Qumran (a sinistra) e quelle di Khirbet Qazone in territorio nabateo, in cui i corpi erano avvolti in lenzuoli ben conservati (a destra). ©T. Springett

Dar el-Birka. Grande cisterna, costruita su una sorgente in periodo nabateo, riscoperta dagli abitanti del villaggio all’inizio del XX secolo. E’ ancora in uso per l’irrigazione.
Dar el-Birka. Grande cisterna, costruita su una sorgente in periodo nabateo, riscoperta dagli abitanti del villaggio all’inizio del XX secolo. E’ ancora in uso per l’irrigazione.

Khirbet en-Nawafla. Un oleificio di epoca ayyubide-mamelucca č stato valorizzato sul sito trasformato in villaggio turistico.
Khirbet en-Nawafla. Un oleificio di epoca ayyubide-mamelucca č stato valorizzato sul sito trasformato in villaggio turistico.

La missione americana dell'Universitą di Brown diretta dal Dr. Martha Joukowsky ha scoperto un odeon in quello che si era creduto un tempio, a sud della strada con le colonne. In primo piano, si vede l'incurvatura della scena e dietro le gradinate tagliate dalle scale di servizio. Veduta nel corso dello scavo nel giugno 1999. © C. Auge
La missione americana dell'Universitą di Brown diretta dal Dr. Martha Joukowsky ha scoperto un odeon in quello che si era creduto un tempio, a sud della strada con le colonne. In primo piano, si vede l'incurvatura della scena e dietro le gradinate tagliate dalle scale di servizio. Veduta nel corso dello scavo nel giugno 1999. © C. Auge