| Scoperte nel Palazzo delle Asce di Rame / Discoveries in the Palace of the Copper Axes - Khirbet al-Batrawy, 7th Season 2011, Rome Sapienza University - Department of Antiquities of JordanRedazione Archaeogate, 29-06-2011  La Missione archeologica in Palestina & Giordania dell'Università di Roma "La Sapienza" ha continuato nei mesi di maggio-giugno 2011 lo scavo del "Palazzo delle asce di rame", l'ampio edificio che costituiva il cuore dell'antica città di Batrawy nella Giordania centro-settentrionale, rinvenendo anche quest'anno una grande quantità di reperti conservati in modo straordinario nello strato di distruzione che pose fine alla vita della città cananea nel 2300 a.C. La città, precedentemente ignota, scoperta dalla Sapienza nel 2004, fu il principale centro urbano del Wadi az-Zarqa, il fiume più orientale del Levante, ai margini del deserto siro-arabico, nel III millennio a.C., controllando le vie carovaniere verso la Siria, l'Arabia e la Mesopotamia e il guado che consentiva di scendere a ovest nella Valle del Giordano, in Palestina, fino al Mediterraneo e al Mar Rosso. Nel palazzo anche quest'anno sono stati effettuati degli interessanti rinvenimenti. È stato completato lo scavo della grande Sala a pilastri (L.1040), con due ingressi monumentali con gradini in mattoni crudi di grandi dimensioni (52 x 26 x 13 cm, il cubito reale egiziano) e quattro pilastri sull'asse mediano, nella quale erano conservati, oltre a venti grandi pithoi e numerosissimi vasi, le quattro asce di rame rinvenute nel 2010, ora esposte nel Museo Nazionale di Amman. Nella campagna appena conclusasi, sono stati ritrovati due vasi decorati con figure applicate: uno (KB.11.B.1054/4) con un grande e sinuoso serpente, l'altro (KB.11.B.1054/1) diviso in metope nelle quali erano rappresentati rispettivamente, in posizione opposta, un serpente e uno scorpione; i due reperti sono al momento senza confronti nel panorama levantino coevo e testimoniano probabilmente un aspetto del culto dei Cananei. La Sala a pilastri (L.1040) era fiancheggiata da una seconda sala a pilastri, di dimensioni apparentemente maggiori, e da un magazzino. In quest'ultimo, con impressionanti resti di ballatoi e scaffali lignei carbonizzati, oltre ad una ventina di giare di diversa forma e fattura, è stato ritrovato un secondo tornio in basalto (KB.11.B.110), analogo a quello rinvenuto nel 2010 nella sala a pilastri, ad ulteriore testimonianza della tesaurizzazione nel palazzo degli strumenti che rappresentavano l'innovazione tecnologica (il tornio veniva utilizzato infatti per realizzare il collo dei grandi contenitori di derrate del palazzo stesso). Ma le scoperte più inattese sono state effettuate nella sala adiacente (L.1110), caratterizzata da un pavimento su due livelli realizzato tagliando e regolarizzando la roccia della collina, nonché da un grande pilastro centrale. Anche in questa sala erano conservate innumerevoli giare e altro vasellame di medie e piccole dimensioni in uno strato di crollo con grandi travi carbonizzate, mattoni, ceneri e reperti. Al centro della parete est era un sedile costruito in pietra (un seggio?), mentre sul lato sud un grande pithos (KB.11.B.1188/1) era murato in una nicchia. Davanti al sedile e attorno al pilastro centrale erano i reperti più significativi: una giara piena di 584 perle e vaghi di collana in corniola, osso, cristallo di rocca e rame, con alcune perle infilate in sottilissimi fili di rame, una quinta ascia di rame (KB.11.B.121), due falcetti di legno (KB.11.B.99, KB.11.B.114) con le lame costituite da serie di selci affilate ("Cananean blades"). Infine, una grande brocca in ceramica rossa lustrata (KB.11.B.1128/49) rappresenta, assieme a un rarissimo vaso (un "Lotus Vase", KB.11.B.1128/76) di probabile importazione (egiziana?), il ritrovamento più importante da questa sala. Infine, durante i lavori di restauro nella sala a pilastri, nello strato sottostante più antico del Bronzo Antico II, è stato rinvenuto il frammento di una paletta egiziana in scisto grigio (KB.11.B.100), un reperto di fondamentale importanza per l'interpretazione della nascita della città nella regione agli inizi del III millennio a.C. Fonte / Source: www.lasapienzatojordan.it allegati (pdf, doc, ...) Scarica la versione originale del Comunicato Stampa della Missione archeologica in Palestina & Giordania, Università di Roma La Sapienza
Cliccare sull'immagine per l'ingrandimento  Khirbet al-Batrawy: veduta generale dalle mura urbiche del Palazzo Reale di Batrawy (“Palazzo delle asce di rame”), da nord-ovest; in primo piano, la Sala a pilastri L.1040.
 Beni e oggetti di lusso accumulati nella Sala a pilastri L.1040: grandi contenitori ceramici per liquidi e granaglie, giare metalliche, giare con decorazioni applicate di serpenti e scorpioni, brocche in ceramica rossa ingubbiata e lustrata, brocchette in ceramica nera lustrata, coppette e altri vasi miniaturistici, vasi cerimoniali, ossi animali lavorati, e, infine, il tornio da vasaio.
 Khirbet al-Batrawy, “Palazzo delle asce di rame”: oggetti rinvenuti nella sala a pilastri L.1110.
 Le Autorità accademiche e scientifiche in visita alla casa della Missione a seguito delle scoperte (in seconda fila, da sinistra): il Prof. Zeidane Kafafi, preside della Facoltà di Archeologia dell’Università dello Yarmouk, decano degli archeologi giordani; il Dott. Gaetano Palumbo, responsabile del World Monument Fund per l’Asia; l’arch. Anna Paolini, direttrice dell’Ufficio Unesco di Amman; il Prof. Lorenzo Nigro; la Dott.ssa Maura Sala; il Prof. Ignacio Arce, direttore della Escuela Española di Amman; il Prof. Jacques Seignes, direttore dell’Institute Française du Proche Orient di Amman. In primo piano gli studenti e gli altri membri della missione.
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