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Seconda campagna Missione Congiunta Italo-Iraniana in Khuzistan

Laser scanning dei rilievi rupestri di Hung-e Azdhar, Hung-e Yaralivand, Hung-e Kamalvand,
topografia della valle di Hung-e Azhdar
e sondaggi stratigrafici di fronte al masso di Hung-e Azhdar

(9 Febbraio – 2 Marzo, 2009)



La Missione congiunta Italo-Iraniana in Khuzistan ha portato a termine la 2a campagna nell' area di Hung-e Azhdar, allo scopo di ampliare le ricerche iniziate durante la 1a campagna (2008). Si tratta di un progetto che rientra in un protocollo quinquennale (Memorandum of Understanding) siglato dall'Iranian Center for Archaeological Research (ICAR) e dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l'Asia (CST). Altra istituzioni coinvolte nel progetto sono il Dipartimento di Ingegneria del Territorio, dell'Ambiente e delle Geotecnologie del Politecnico di Torino (DITAG) e il Dipartimento di Scienza dei Materiali dell'Università di Milano Bicocca (DSM). Ad Izeh, la missione si è avvalsa del supporto dell'Ayapir Cultural Heritage NGO.
Obiettivi della campagna sono stati:

– l'acquisizione tramite scansione scanner della superficie naturale del masso di the Hung-e Azhdar e della superficie scolpita dei rilievi rupestri di Hung-e Yaralivand e Hung-e Kavalvand;
– la topografia della valle di Hung-e Azhdar;
– l'apertura di un sondaggio stratigrafico davanti al rilievo di Hung-e Azhdar.

Le operazioni di acquisizione con il laser scanner si sono protratte per 4 giorni. La superficie naturale che circonda il rilievo partico di Hung-e Azhdar è stata acquisita a una risoluzione di ca. 1 mm. I nuovi dati saranno integrati con quelli già acquisiti durante la 1a campagna, così da ottenere un modello digitale 3D completo di questa parte del masso.
Il rilieovo rupestre di Hung-e Yaralivand raffigura due figure maschili stanti, ognuna delle quali indossa una tunica campaniforme su ampi pantaloni. Si tratta di figure frontali, ad eccezione dei piedi, che sono di profilo. La figura nella parte destra tiene la mano sinistra al fianco, quella nella parte di sinistra tiene al fianco la mano destra. La scena è interpretata come un'investitura. La superficie scolpita è stata suddivisa in 9 settori quadrati, ognuno di ca. 60x60 cm. Sulla superficie sono stati fatti aderire dei markers che permettessero allo scanner di riconoscere la sua posizione nello spazio: si tratta di markers circolari, del diametro di ca. 5 mm, che sono stati completamente rimossi dopo le operazioni di acquisizione. Ogni settore è stato separatamente acquisito con uno scanner manuale ad alta precisione (model HZ), mosso perpendicolarmente alla superficie, a una distanza da essa di ca. 15-20 cm. Lo strumento non ha mai toccato la superficie.
Il rilievo di Hung-e Kamalvand è stato acquisito impiegando la medesima tecnica. Nella scena sono presenti una figura maschile frontale abbigliata al solito modo di fronte a un cavaliere che incede verso destra. Un'iscrizione in elimaico corre sulla parte superiore della scena: "Fraate il sacerdote, figlio di Kamnaskires". Si ritiene generalmente che nell'iscrizione si faccia riferimento al cavaliere, per il quale si annuncia una discendenza regale, mentre la figura stante resta da identificare. Potrebbe trattarsi di un membro dei Kamnasiridi dotato di un certo potere, forse più religioso che civile, sulla regione di Izeh.
Il modello digitale 3D completo del rilievo di Hung-e Azhdar è composto da 7.712.000 punti; quello di Hung-e Yaralivand da 2.467.745 punti; quello di Hung-e Kamalvand da 2.378.347 punti.
L'elaborazione preliminare dei dati acquisiti a Hung-e Yaralivand ha rivelato la presenza di un'iscrizione nella parte superiore della scena scolpita, che non è visibile ad occhio nudo: essa è infatti quasi del tutto erosa e solo trace assai esigue sono state percepte. Si tratta di un'iscrizione in elimaico, ovvero in aramaico del gruppo cd. "sud-mesopotamico", molto simile a quella scoperta a Hung-e Kamalvand. Quest'iscrizione non era stata precedentemente rilevata ed è inedita. La traslitterazione e la traduzione sono state affidate al Prof. F. Pennacchietti (Università di Torino) e al Dott. Marco Moriggi (Università di Catania).

L'area selezionata per l'apertura di sondaggi stratigrafici si trova ai piedi del versante meridionale della valle di Hung-e Azhdar, subito a sud del rilievo raffigurante la scena di investitura, estendendosi per ca. 140 m2. In questo punto, il piano di campagna digrada lievemente verso il centro della valle e alcuni grandi massi, crollati dalla falesia in tempi remoti, sono in parte conficcati nel suolo, ergendosi per alcuni metri. Quest'area, denominata Area 1, era stata oggetto di una ricognizione preliminare nel corso della 1a campagna, che aveva rivelato chiare tracce di scavi non autorizzati. Questa situazione ha evidentemente molto disturbato il contesto archeologico.

Tre sondaggi di ridotta estensione (due di 4 m2, uno di 6 m2) sono stati aperti all'interno dell'Area1 e, successivamente, due di questi sono stati unificati in un unico sondaggio di ca. 17 m2. Questi sondaggi, denominati HeA 1 001, HeA 1 002 e HeA 1 003 sono situati in prossimità del masso scolpito.
Il sondaggio HeA 1 001 misura 2x2 m e, in quel punto, la superficie non sembra essere stata interessata da trincee moderne: lo scavo è cominciato da una quota di superficie di 842.208 m SLM. La presenza di due grossi massi ha ostacolato la prosecuzione dei lavori; un ulteriore masso riveste un certo interesse perché sembra essere stato posizionato appositamente ne luogo in cui si trova: esso copre infatti uno strato contenente cocci ceramici che si estende oltre i limiti di scavo. Uno spesso strato di pietrisco è stato raggiunto al di sotto dello strato contenente cocci ceramici: questo strato di pietrisco copre un livello costituito da sole pietre a una quota di 841.203 m SLM.
Il sondaggio HeA 1 002 misura anch'esso 2x2 m. In questo punto, una fossa recentemente scavata disturba profondamente il contesto archeologico. Lo scavo ha rivelato un certo numero di punte di freccia in ferro e un anello con castone amigdaloide sul quale è inciso un ritratto maschile di profilo a destra. La pertinenza di questi reperti è tuttavia incerta, a causa della fossa moderna. Lo stesso strato di pietrisco rinvenuto nel sondaggio HeA 1 001 è stato raggiunto a una quota di 841.258-841.138 m SLM. Il sondaggio HeA 1 003 è il più esteso all'interno dell'Area 1, essendo stato allargato sino alle dimensioni di 5x3 m verso il sondaggio HeA 1 002 e ad esso unificato, partendo da un sondaggio di 1x2 m. In corrispondenza del sondaggio HeA 1 003 erano presenti 4 fosse scavate di recente, che ne hanno disturbato il contesto.
Per questo motivo, la ceramica rinvenuta non è chiaramente stratificata, anche se 3 livelli sono stati identificati in fase di scavo verso il limite orientale. Anche in questo sondaggio sono state rinvenute molte punte di freccia in ferro, nell'area vicina al sondaggio HeA 1 002, assieme a frammenti di figurine in terracotta fatte a mano raffiguranti dei cavalli. In quest'area, che è quella più vcina al masso scolpito, sono state rinvenute delle strutture costruite con pietre a secco, sia in superficie, sia a livelli più profondi. I resti di queste strutture proseguono oltre i limiti di scavo e, conseguentemente, esse non sono state interamente esposte. La struttura SU 11 è quella più prossima alla superficie, a una quota di 842.178 m SLM: essa è formata da pietre relativamente grandi, poste in opera in modo da formare una pianta quadrangolare. Questa struttura è stata parzialmente distrutta dallo scavo della fossa moderna che ha tagliato gli strati archeologici del sondaggio HeA 1 002. La struttura SU 11 giace sulla struttura SU 12, la quale è quasi del tutto ignota perché nascosta da quella recenziore. La struttura SU 13 è la più antica delle tre, essendo parzialmente coperta dalla struttura SU 12: questa ha pianta rettangolare ed è costruita con pietre di piccole dimensioni, poste in opera a secco, verosimilmente appositamente sbozzate. Sono stati esposti tre angoli della struttura SU 13: si tratta di una piattaforma di 1,3x2,2 m, orientata secondo la superficie scolpita del masso, la quale si trova a meno di 2 m. Tra le pietre poste in opera a secco, sono stati rinvenuti in situ dei cocci ceramici appartenenti a una particolare classe di impasti, caratterizzata da una mescola organica con nucleo annerito che indica un'incompleta ossidazione durante la cottura.
Tutti i sondaggi sono stati ricoperti

Vito Messina
Condirettore per parte Italiana (CST)






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Operazioni preliminari a Hung-e Kamalvand.
Operazioni preliminari a Hung-e Kamalvand.

Scansione laser del rilievo di Hung-e Yaralivand.
Scansione laser del rilievo di Hung-e Yaralivand.

Il sondaggio HeA 1 003 da sud.
Il sondaggio HeA 1 003 da sud.

Il sondaggio HeA 1 003 da ovest.
Il sondaggio HeA 1 003 da ovest.