Redazione Archaeogate, 26-10-2009 -
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Padre Abuna Michel, Padre Michele Piccirillo OFM, archeologo (1944-2008). La vita
Con la morte prematura di P. Michele Piccirillo il mondo dell'archeologia biblica e la comunità degli studiosi dell'epoca bizantina hanno perso un maestro insostituibile. Presento volentieri, seppure con sofferta nostalgia, la figura di P. M. Piccirillo, OFM, geografo,archeologo, studioso di storia e arte bizantina, professore di Sacra Scrittura, studioso dei mosaici, numismatico, palestinologo, senza dimenticare la persona squisita, dentro e fuori del convento dove ha vissuto per tanti anni, dentro e fuori dei luoghi accademici dove ha spaziato con grande competenza.
Era nato il 18 Novembre del 1944 a Casanova di Carinola (Caserta). È morto a Livorno il 26 Ottobre del 2008, a causa di un tumore maligno al pancreas. Il suo carattere positivo e tenace, assistito da una intelligenza non comune e da una preparazione multiforme, lo ha sempre reso bene accetto in tutte le situazioni della vita. Si trovava bene a dirigere lo scavo di Umm ar-Rasas, come ell'Aula Magna delle molte università che lo invitavano per conferenze o lezioni. Era a suo agio in classe, dove sapeva inondare noi studenti di nozioni e di novità, di intuizioni e di conclusioni scientifiche sempre ben ragionate. E stava bene davanti alle telecamere delle TV di mezzo mondo a spiegare mosaici, iscrizioni, scoperte archeologiche di rilievo, i reperti del Museo che tanto amava, oppure i Luoghi Santi. Ne parlo per esperienza personale, dopo una contiguità di vita e di impegni durata quasi trent'anni, e interrotta solo dalla morte arrivata troppo presto. Sicuramente troppo presto per noi suoi colleghi e discepoli che ne riceviamo l'eredità scientifica e umana. Con lui ho condiviso studi e giornate di festa, viaggi scientifici ed escursioni bibliche, scavi e restauri, corsi di storia biblica e ricerche esegetiche, conferenze a vari titoli e livelli.
Lui era Abuna Michel, per gli arabi della Giordania, ma anche per i molti palestinesi che a lui facevano riferimento per vari interessi o necessità. Il suo punto di partenza personale: era un francescano autentico, che sull'esempio di modelli incisivi ha saputo mettere insieme le esigenze pastorali e religiose, con quelle di una vita dedicata alla ricerca del passato cristiano del Medio Oriente.
Nel 1960 era entrato nell'Ordine dei Frati Minori a servizio della Custodia di Terra Santa, vivendo a Betlemme e poi a Gerusalemme per affrontare gli studi di Filosofia e di Teologia.
Aveva emesso i voti solenni nel 1967 e nel 1969 era stato ordinato sacerdote. Decisivo per la sua voglia di imparare e di rapportarsi al popolo arabo, alla storia e alle memorie artistiche e di fede locali, era stata la sua partenza precoce per la Palestina (1960), dove aveva imparato la lingua araba, e dove aveva incontrato un maestro particolare che ne aveva intuito subito le grandi potenzialità: P. Bellarmino Bagatti (+ 1990), anche lui studioso delle antichità cristiane e mediorientali. L'amore per la presenza cristiana in Terra Santa che risale con le memorie archeologiche fino ai primi secoli della Chiesa è passato dall'uno all'altro di questi due francescani come un testimone vincente nella staffetta.
L'ingresso nella Custodia di Terra Santa, che conserva un patrimonio enorme di siti biblici, santuari, collezioni artistiche, storiche e archeologiche, ha aperto davanti a P. Michele un orizzonte vasto e ricco di prospettive. Ha saputo prendere sulle sue spalle e rinnovarla mediante le sue iniziative, l'esperienza secolare della presenza francescana in Medio Oriente, una realtà fatta di incroci religiosi, di contraddizioni culturali, di vitalità alimentata dalla vita dura e semplice dei popoli che lo abitano, e di problematiche sempre brucianti per tutti, cf. M. Piccirillo, La Nuova Gerusalemme. Artigianato Palestinese al servizio dei Luoghi Santi, (Edizioni CTS), Jerusalem 2008.
P. Piccirillo non si è mai tirato indietro, basti pensare alle sue risposte alle molte guerre che ha vissuto sulla propria pelle, dalla guerra arabo-israeliana (1967), alle due Intifade palestinesi (1978 e 2000), alle guerre del Golfo (1991; 2003). Andava fiero ad esempio, di quanto aveva fatto da studente, nei giorni pericolosi della Guerra dei Sei Giorni (Giugno 1967): con i confratelli di Teologia, alla guida di un furgone attrezzato da ambulanza, aveva girato per le strade di Gerusalemme, del Monte Oliveto, di Betania, fino a Gerico, raccogliendo morti e feriti. E trasportando palestinesi profughi verso il confine giordano.
Ha promosso iniziative culturali nuove orientate alla collaborazione, alla conoscenza e al rispetto reciproco, alla difesa dei diritti culturali di tutti, come la Scuola dei Mosaici creata a Madaba (1992) e a Gerico (2000). Lo poteva fare perché era uno spirito libero, superiore ai lacci della contingenza quotidiana.
Un obiettivo raggiunto da tutte le sue iniziative è stato la valorizzazione del patrimonio storico delle comunità cristiane mediorientali. I suoi studi, e non va dimenticata la sua macchina fotografica che usava da vero maestro, lo hanno portato a conoscere di persona il Libano, la Siria, la Giordania, il Sinai e naturalmente la Terra Santa, divisa tra Israele e Palestina. Di questo lavoro sono testimonianza alcune pubblicazioni, cf. M. Piccirillo, Note di viaggio in alta Siria nei villaggi di Qubbet es-Shih e Hawwa, Rivista di archeologia cristiana 57(1981): 113-125; L'Arabia cristiana. Dalla Provincia Imperiale al primo periodo Islamico, (Jaca Book) Milano 2002. Non a caso, la sua prima opera scientifica di rilievo è stata la pubblicazione di A. Spijkerman- M. Piccirillo, The Coins of the Decapolis and Provincia Arabia. Edited with Historical and Geographical Introductions, (FPP), Jerusalem 1978; mentre l' ultima fatica editoriale è La Palestina Cristiana I-VI secolo, (EDB), Bologna 2008.