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Ceramica da tavola per uso di bordo - di Edoardo Riccardi

Non è forse esatto definire «servizio da tavola» le ceramiche che certamente non fanno parte del carico delle antiche imbarcazioni ma che erano per l'uso comune di bordo; ben raramente dovettero esistere tavoli appositi per il consumo dei cibi sulle imbarcazioni, sarà quindi più opportuno impiegare la definizione «ceramiche da mensa».

Già qualche appunto è stato fatto su oggetti ceramici di cui è lecito supporre un uso specifico per la navigazione, almeno per quanto riguarda la Liguria[1], consideriamo ora un gruppo di materiali provenienti dalla rada di Vado Ligure di cui si è riuscito recentemente ad accertare la provenienza.

Alcuni piatti di maiolica bianca, con impasto nocciola, talvolta rosato, di media durezza, frattura netta e peculiari caratteristiche di forma, sono stati confrontati con simili conservati nei musei di Murcia e Valencia in Spagna e possono essere attribuiti con certezza alle fabbriche di Manises e Paterna (foto 1 - Museo di Valencia produzione Manises).

Da Manises provengono quelli caratterizzati da una forte umbonatura del cavetto, essi sono interamente coperti di maiolica bianca che in almeno due esemplari conserva tracce di lustro metallico, la produzione è del XV/XVI secolo (fig. a foto 2 e 3 sup.).

Ancor oggi a Manises continua la tradizione di questi tipi ceramici. Da Paterna altri piatti della stessa epoca hanno caratteristiche leggermente diverse: la coperta di maiolica, sempre bianca, è solo all'interno del manufatto, è presente un accenno di piede e talvolta si hanno tracce di una scarna decorazione azzurra (fig. b - foto 2 e 3 inf).

Due soltanto dei piatti rinvenuti a Vado con l'indagine archeologica subacquea hanno una marca; entrambi provenienti da Manises, sono segnati con una S, in un caso ornata da punti laterali, nell'altro sottolineata da una barra, il tutto in azzurro.

Dalle stesse fabbriche o da altre geograficamente vicine provengono ciotole ad alette, ciotoline e boccali, sempre coperti di maiolica bianca inornata.

Alcuni confronti fotografici possono suggerire per qualcuno dei suddetti reperti una provenienza siciliana del XVI/XVII secolo ma un confronto diretto in particolare con alcuni scarti di fornace di Avola che apparentemente sono i più simili, ancora non è stato possibile.

Ancora è da notare come, principalmente per i piatti, accanto ad elementi decorati, fini ed accurati, di certa produzione delle fabbriche succitate, si affianca un gran numero delle stesse forme, ma con caratteristiche più massicce, sicuramente privi di decorazione sulla maiolicatura bianca che ha un notevole spessore, ed in genere molto robusti pur essendo di manifattura piuttosto trasandata.

Se pure si considera che di questi ultimi vengono rinvenute notevoli quantità nelle zone di «getto» subacquee sinora studiate: Vado Ligure, Isola Gallinara, rada di Porto Conte e che almeno sino ad ora non ne è stata trovata traccia nei depositi terrestri vicini alle zone di «getto», è facile essere indotti a supporre che non fossero parti del carico ma materiali appositamente prodotti per l'uso di bordo, forse destinati a diventare proprio quelle piccole dotazioni personali che il passeggero ed il marinaio dovevano provvedere per se durante il viaggio assieme alle provviste alimentari[2].

© Edoardo Riccardi


Note

[1] E.RICCARDI A.BICCI, Ceramiche per uso specifico di bordo, in «Atti XIII Convegno Internazionale della Ceramica», Albisola 1980 (in corso di stampa).

[2] E.BIAVATI, Ipotetica originaria funzione dei bacini ceramici medievali, in "Atti XI Convegno Internazionale della ceramica, Albisola", 1978.






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Ceramica da tavola per uso di bordo - di Edoardo Riccardi

Ceramica da tavola per uso di bordo - di Edoardo Riccardi

Ceramica da tavola per uso di bordo - di Edoardo Riccardi

Ceramica da tavola per uso di bordo - di Edoardo Riccardi

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