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Il sistema normanno - di Igor Mineo

Commerci e istituzioni favorirono la grandezza di un regno

Possiamo dire che l'economia dell'Italia meridionale in età normanna sia condizionata da fattori di carattere istituzionale più marcatamente di quanto accada in altre parti d'Europa? Certamente la nascita di un regno unitario nel Mezzogiorno aiutò la formazione di un contesto politico e amministrativo peculiare, all'interno del quale le attività di produzione e scambio si trovarono poste sotto la parziale tutela dell'amministrazione: un controllo finalizzato a una migliore gestione della fiscalità.

In particolare sullo sviluppo delle relazioni commerciali la Corona esercitò un ruolo determinante. Se pensiamo infatti alla voce principale degli scambi che animavano le piazze del Mezzogiorno, e quelle siciliane in particolare, cioè al grano, ci accorgiamo ad esempio che ragioni elementari di controllo del livello della produzione locale (sufficiente o meno a garantire la sussistenza delle popolazioni) richiedevano un intervento regolatore dell'amministrazione regia. Ma la necessità di garantire una razionale ripartizione di risorse fondamentali di sussistenza, e in modo particolare (approvvigionamento delle città, si coniugava con l'obiettivo di trarre benefici cospicui dalle esportazioni.

La politica e la macchina amministrativa normanna si modellarono anche a partire da queste esigenze. Sebbene dunque il grano siciliano (e anche pugliese) immesso nel mercato internazionale fosse solo una quota della produzione complessiva, c'è un nesso evidente fra gli obiettivi di espansione militare nel Mediterraneo lungo le due direttrici del Nord Africa musulmano e del vicino oriente bizantino e il tentativo di rafforzare una vasta rete di scambi a medio e lungo raggio centrata sul regno meridionale.

Quanto più estesa era la rete degli operatori interessati ai prodotti meridionali le merci esportate dai porti siciliani non erano solo frumento: forte era il peso dei prodotti non deperibili della pastorizia (formaggio, pellami, carne salata) e della pesca (si pensi innanzitutto al tonno) tanto maggiore era futile finanziario che ne ricavava l'amministrazione.

Alla costruzione di un apparato di esazione la cui articolazione territoriale è visibile fin dai primi anni del Regno (ma che assume una fisionomia più precisa soprattutto con Guglielmo II) si accompagnò un'accorta politica di dazi che attirò, fin da Ruggero II, molti mercanti stranieri genovesi in particolare nelle città del Mezzogiorno e che contribuì alla configurazione originale del ruolo della Sicilia nei mercati mediterranei.

© Igor Mineo






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L'incoronazione di Ruggero II (1130) da parte di Cristo in un mosaico della chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio a Palermo. La regalità normanna, come già la bizantina, aspirava a una legittimazione divina che poneva il sovrano su un piano trascendente. «Imitatore del Cristo» in terra, il volto di Ruggero somiglia a quello di Cristo. Questi impugna il rotolo della Legge che Ruggero provvederà a incarnare e trasmettere agli uomini.
L'incoronazione di Ruggero II (1130) da parte di Cristo in un mosaico della chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio a Palermo. La regalità normanna, come già la bizantina, aspirava a una legittimazione divina che poneva il sovrano su un piano trascendente. «Imitatore del Cristo» in terra, il volto di Ruggero somiglia a quello di Cristo. Questi impugna il rotolo della Legge che Ruggero provvederà a incarnare e trasmettere agli uomini.

È possibile che la "cuffia" di Costanza sia in realtà un kamelàukion (corona), simbolo bizantino del potere imperiale, deposto da Federico II di Svevia nella tomba della moglie, una volta che il sogno normanno della realizzazione di un impero mediterraneo (Nord Africa, Sicilia, Malta, Baleari ed Egeo) era definitivamente svanito.
È possibile che la "cuffia" di Costanza sia in realtà un kamelàukion (corona), simbolo bizantino del potere imperiale, deposto da Federico II di Svevia nella tomba della moglie, una volta che il sogno normanno della realizzazione di un impero mediterraneo (Nord Africa, Sicilia, Malta, Baleari ed Egeo) era definitivamente svanito.

La Zisa di Palermo, dimora di riposo dei re normanni (1165-67)
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