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Il relitto postmedievale di Cala Barca (Isola Piana, Alghero) - di Mario GalassoSommario
H – Scheda del Le Tigre[37]Nome: Tigre Note[37] Dalla cartella esistente presso gli archivi del Musée National de la Marine, Palais de Chaillot, Parigi. La stessa è compilata a mano, a matita e a penna, in date diverse e da persone non identificabili. E' piena di abbreviazioni che hanno senso per gli estensori ma sono di difficile comprensione per gli altri. Si compone di due fogli stampati con gli spazi in bianco per le annotazioni. Schede simili esistono per ogni imbarcazione a partire in genere dal XVI secolo, dando così la possibilità di avere almeno i dati più importanti. Altra scheda esiste presso il Servizio Storico della Marina Nazionale (SERVICE HISTORIQUE), con notizie simili; ove mancanti nella scheda museale, i dati vengono riportati nelle note seguenti. [38] Eccovi l'ordinanza in marcia e in battaglia sempre di fronte: catena uniforme in partenza, figura leggermente allunata; distaccati da sé soli innanzi alla fronte i colossi maggiori, che nelle carte del seicento si dicevano Vascelli, nel cinquecento diceansi Galeazze, nel trecento Navi, nel ducento Cocche, e nei tempi della più remota antichità si dicevano Poliere maggiori. Pel futuro si chiameranno Duili e Dandoli se possono le mie parole aprir la via perché si intendano tra loro a comune concetto , quelli che disputano pro e contro sul naviglio gigantesco, in GUGLIELMOTTI 1886-1893, Vol. VIII (a. 1892), Lib. V, Cap. XXI, p. 282. Pertanto, essendo inquadrato come Vascello, Le Tigre è considerato di stazza ragguardevole, anche se molto inferiore alle 1600 tonnellate dell'ammiraglia di Francia (MORTIER 1719, p. 15). [39] Verosimilmente Indret nel 1642. Dopo questo primo Tigre sono documentati altri bastimenti da guerra con lo stesso nome: un brulotto olandese (1662-1676) acquistato nel 1667 e divenuto l'Inconnu nel 1671; un vascello (1664-1689) da 36 cannoni e 500 tonnellate, molto simile al nostro ma più grande; un vascello di 5° rango (1689-1715); un vascello (1724-1753); una fregata ex inglese (1758-1763); un'altra fregata ex corsara inglese (1779-1782); un vascello da 74 cannoni (1790-1795); una corvetta (1792-1815); una corazzata guardia coste (1867-1892); un pattugliatore ausiliario (1917-1919); una controtorpediniera (1922-1954); un dragamine ausiliario (1939-1944). Inoltre, altri 14 bastimenti non da guerra ma quasi sempre corsari (VICH 1983) [40] 350/400 tonnellate nella scheda Rouyer (ROUYER s.d.). Nel 1683 vi è un vascello con identico nome e stazza di 500 t; 170 uomini di equipaggio secondo DEMERLIAC 1995 (ma al momento del naufragio vi erano 122 imbarcati oltre al capitano). [41] Il vascello di identico nome di cui sopra nel 1683 è ugualmente armato con 30 cannoni. Confrontando i due esemplari esistenti a Fertilia si nota che eventualmente solo uno corrisponde nel calibro a quelli indicati nella scheda, essendo però in ferro e non in ghisa. Le sole ipotesi che si possono fare sono: a)che in origine il calibro fosse maggiore (cm 12) e che il ferro rugginoso, aumentando di volume per igroscopicità, si sia alterato tanto nella canna da variare il diametro interno della stessa. b) che nel 1661 siano stati cambiati o integrati i vecchi pezzi di artiglieria esistenti a bordo dal 1641. Senza optare decisamente per una delle due ipotesi, pare però più probabile la seconda (b). Si rileva inoltre che le tre colubrine in bronzo consegnate alla Guardia di Finanza (vedi nota 6) non risultano nel primo armamento del Tigre. [42] Così nell'originale: Construit il y a 22 ans, doublè en 1656. A besoin d'etre fortifiè. Petit et pesant.- de bon combat. – donnè à la mer. AN.B5 2 1. L'abregé de 1683 le donne en construction en 1660. La sigla AN B5 2 1 è relativa agli ARCHIVES NATIONALES MARINE da cui è stata tratta la notizia. Per VICH 1983, secondo lo stato (dei lavori) del 21/8/1663 è un vecchio vascello costruito da 22 anni, rattoppato (sic) nel 1656 e nel 1661, piccolo e molto pesante. È in disarmo a Tolone. Molto interessante è la differenza di dizione fra le due versioni: doublè en 1656 secondo la prima, che significa raddoppiato nel fasciame; radoubé en 1656 et 1661 nella seconda , che significa al contrario rattoppato (alla lettera, nel senso dell'esecuzione di grandi lavori di restauro all'opera viva ed alle sovrastrutture). Questa seconda ipotesi, confermata da ROUYER s.d. (grand radoub en 1660 probablement à Toulon; encore en radoub à Toulon mai 1661) è da ritenere in ogni caso la più probabile. Circa la traduzione di donnè à la mer è da intendersi nel senso del buon comportamento in navigazione. [43] Come dopo si vedrà è un errore: in quell'anno il Tigre fu assoggettato a grandi lavori di riammodernamento. [44] Si è creduto indispensabile indicare tutte le voci elencate, anche se difficilmente rintracciabili dall'Italia; le sigle indicano la localizzazione dei libri nella biblioteca del Museo. [45] Du Quesne, capo di squadra di Dunkerque (RONCIÈRE 1934, p.133), e Vieux-Marchais (come in altre lezioni). Si ignora dove abbia navigato la nave dal 1641 al 1647, ma probabilmente è restata sempre nella Squadra di Ponente (vedi nota seguente). [46] Jacques Dumé, chef d'escadre de Guyenne, porta in Mediterraneo da Ponente (coste atlantiche) la Lune, il Tigre e il Léopard (RONCIÈRE 1934, p.133 e nota 1) nel Giugno 1647 (ROUYER s.d.). La divisione Dumé era composta dalla Lune, dal Triomphe, dal Triton, dal Cardinal, dal Tigre (cap.no Vieux-Marchais) e dall'Elbeuf e faceva parte della flotta del Duca di Richelieu (vedi oltre) durante la campagna di Napoli (VICH 1983). Per ROUYER s.d. la battaglia di Capri (di Castellammare in altre fonti) è del 22/12/1647. [47] La descrizione delle operazioni navali e degli scontri è in RONCIÈRE 1934, p. 130-144. al titolo VI, L'insurrection de Naples. Si tratta del famoso episodio di rivolta popolare capitanata dal pescatore Masaniello e dall'armaiolo Gennaro Annese in risposta alle pesantissime tasse imposte dal duca d'Arcos; ai napoletani che rifiutavano di pagare avendo venduto fino all'ultimo mobile il duca rispondeva: Vendete le vostre donne ed i vostri figli e pagate! Il popolo esasperato lo pagava massacrandolo il 16/7/1647 e indirizzando il 24/10/1647 una richiesta di aiuto al Duca di Guisa. Accogliendola, la Francia inviava una squadra navale della quale faceva parte anche Le Tigre. I tre vascelli da guerra spagnoli saltati in aria avevano in tutto 105 cannoni; gli altri due erano da trasporto e di proprietà di Vincenzo dei Medici (RONCIÈRE 1934, p.138). [48] Si tratta del giovane Duca di Richelieu, non del famoso Armand du Plessis de Richelieu, Duca e Cardinale, primo ministro nel 1624, gran maestro della navigazione nel 1626 (FARRÈRE 1934, p. 98, che indica il 1642 come data di morte), deceduto il 31/10/1644 all'Hotel du Temple a Parigi (GAZETTE DE FRANCE del 5/11/1644). [49] Armare una nave significa in linguaggio marinaro metterla in condizione di prendere il mare con tutte le manovre e rifornimenti (armamento) in perfetta efficienza. Probabilmente l'episodio bellico aveva apportato gravi danni al di là di quello che riportano le cronache del tempo, e pertanto Le Tigre era tornato in Francia per riparazioni già nel Gennaio 1648 (ROUYER s.d.). [50] Non si hanno notizie di scontri navali. Le Tigre figura sullo stato dei vascelli della flotta del Duca di Richelieu. Probabilmente il vascello, rimesso in ordine e riequipaggiato, viene impiegato in compiti di pattugliamento della zona fino al settembre 1648; da tale data fino al 1655 non si sono rintracciate notizie dirette, ma è plausibile che sia restato nella divisione di Dumé (vedi nota 43) con La Lune e il Léopard che, a seguito dell'episodio della Fronda (nome com'è noto derivante da un gioco di ragazzi proibito dalla polizia) della fine di agosto del 1648 e dei moti che ne seguirono, vengono vittoriosamente impiegate con altre unità nella battaglia della Gironda (5/12/1649, RONCIÈRE 1934, pp. 147-155 e in p.152 nota 1). In alternativa, qualora restato nel Mediterraneo, potrebbe essere quel flûte de transport che fa parte della squadra comandata dal Cavaliere Paul de Saumur che salpa il 5/4/1650 da Tolone (vascello La Reine, fregata La Duchesse, flauto non specificato che porta tre compagnie del reggimento di Valois per i presidi di Toscana) e che arriva a Porto Longone dopo uno scontro vittorioso con cinque navi spagnole a Capo Corso (GAZETTE DE FRANCE, a.1650, pp. 605, 651; RONCIÈRE 1934, p. 163 e nota 4). [51] Tutto il rigo è cancellato con un tratto di penna ma si riporta per completezza. César de Vendôme nel 1652 partecipa vittoriosamente alla battaglia navale del 9/8/1652 contro la flotta spagnola al Pertuis d'Anthioche sul versante atlantico francese. Sulla sua nave aveva imbarcato François de Nuchèze che sostituiva l'ammiraglio Dumé troppo ammalato. Nel lungo elenco di navi realiste francesi impegnate non figura Le Tigre, ma sotto il vice ammiraglio Du Daugnon che aveva tradito accettando la Fronda e alleandosi con gli spagnoli c'è La Lune ed altre navi non identificate. E' molto probabile che Le Tigre abbia partecipato allo scontro, forse da parte frondista e spagnola (RONCIÈRE 1934, pp.183-185). [52] Notre soeur la reyne Christine de Suède doit se porter en nos armées de mer et de terre à ladite entreprise de Naples, en suitte de ce que nous sommes convenus ensemble, scriveva Luigi XIV il 10/3/1658 al duca di Mercoeur, luogotenente generale dell'armata navale (Guerre, Archives Historiques 153, fol. 74, in RONCIÈRE 1934 p.216 nota 3). Cristina di Svezia era divenuta indesiderabile alla corte francese per l'assassinio odioso del suo scudiero Monaldeschi; viene perciò inviata in Italia con rinforzi per il duca di Modena: 1536 uomini, imbarcati fra il 6 e l'8 marzo 1658 a Tolone sulle navi La Vierge (ammiraglia con il capo di squadra d'Almeras), il Faucon, il Tigre (cap.no La Libardière), la Licorne, la Régine e il Dragon. La squadra sbarca la regina a Viareggio. [53] Probabilmente a causa di tali grandi lavori alcuni autori hanno indicato come data del varo il 1660: Le Tigre et la Fleur de Lys (quatre cents tx chacun) de 1660, perirent, le premier en 1664, et l'autre en 1661 (ANTHIAUME 1922, p. 223, con riferimento in nota a CLEMENT 1864, T. III, p. 699. [54] Vedi nota 49. In riparazione per tutto il periodo dal 1660 al giugno 1662. [55] François de Neuchèzes o de Nuchèzes, comandante di Malta, luogotenente generale delle armate navali, vice ammiraglio del Ponente, originario del Poitou, morto a Parigi il 17/7/1667 (DESCLOZEAUX 1887, p. 192, nota 1). In effetti a quel tempo vice ammiraglio (RONCIÈRE 1934, p.328). Lo stesso autore (p. 253) scrive che la squadra di Ponente agli ordini di Nuchèze e di Beaufort aveva rilevato quella del cavaliere Paul nella guerra ai Barbareschi; non è chiaro se Nuchèze comandasse a quel tempo (1662) anche la squadra del Levante di cui faceva parte Le Tigre. François de Nuchèze, imbarcato sulla Royale parte da Tolone con la squadra di cui fa parte Le Tigre il 6/8/1662 per una crociera lungo le coste barbaresche e nella zona di Gibilterra. I sei vascelli sono raggiunti a Cartagena da sei galere di M. de Ternes (sulla Saint-Dominique) (VICH 1983). Un fortunale il 15/9/1662 getta a riva le galere Mercoeur e Croix de Malte. [56] La Lune et le Tigre sont les moins avantageux. Come si vede, queste righe furono scritte durante la crociera, e quindi con piena cognizione di causa. In effetti queste due navi saranno le protagoniste di due terribili sciagure; per La Lune vedi nota 26. [57] E' ignoto il tipo di armamento che la nave aveva dal 1641, data del varo, al 1664. [58] Così nella scheda; tuttavia le notizie più particolareggiate del Servizio Storico della Marina Nazionale sono più credibili; vedi nota seguente. [59] Da MASSON LANCHIER 1992, al capitolo Sans indication de lieu: Le Tigre, Vaisseau (1641-1664); 22/9/1664 – naufragé alors qu'il portait du matériel de guerre en Barberie. Da VICH 1983, Notice sur les bâtiments ayant portè le nom de TIGRE: Il se perd le 22 septembre sur la côte de Sardaigne près du cap de Casse par mauvais temps. Le commandant et 57 hommes sur 122 sont sauvés. Le reste périt noyé. Come si vede non si parla di barche accorse in aiuto ai naufraghi e si dà per salvo il capitano Du Vivier. [60] Vedi nota 45. [61] Du Vivier in altre lezioni (du Vimer secondo DEMERLIAC 1995). Articoli recentemente pubblicati in Archeologia subacquea [archivio]:
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