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Il lingotto di stagno di Porto Ferro (Sassari), notizia preliminare - di Mario Galasso

Conclusioni

I lingotti "preromani" sopracitati non sono confrontabili con quello di Porto Ferro, essendone molto diversi.


La forma e la stazza del nostro lingotto trova invece confronto in modo stringente con Port Vendres II, ma anche con Capo Bellavista, mentre per Ischia il peso dei lingotti è notevolmente inferiore, restando simile la forma; per il relitto di Cala Rossano (Ventotene) si può dire che la forchetta cronologia è leggermente più bassa per l'età post quem, mentre per la forma ci sono sostanziali differenze. I 2 lingotti da Cabrera hanno molta somiglianza ma l'anello di sospensione è sotituito da un foro passante, mentre il peso è similare.

La definitiva conferma ci viene dal cartiglio che a malapena e parzialmente si legge nelle lettere VA precedute da una L poco facilmente leggibile, quanto basta però a supporre si tratti di una parte del cartiglio di L. Valerio di cui sopra. [6]

A questo punto si può ipotizzare che anche per lo stagno di epoca romana vi sia stata una rotta "sarda" verso Ostia come per altri materiali che viaggiavano in lungo e largo dai confini dell'impero verso Ostia o ne partivano verso le provincie. Abbiamo quindi di stessa probabile provenienza 2 relitti e questo lingotto, stesso plausibile controllore (L. Valerius) per Port-Vendres II e Porto Ferro, mentre per C. Bellavista non abbiamo dati sufficienti ed affidabili dalla letteratura. Le onerariae che partivano dalla zona del Guadalquivir risalivano la Spagna e poi, verso la zona dell'attuale confine con la Francia, facevano rotta ad est per il Fretum gallicum col vento di maestrale al gran lasco.


Ovviamente queste sono solo note preliminari, la ricerca dovrà essere approfondita, sperando in ulteriori ritrovamenti nella zona di mare da cui il lingotto è stato prelevato. [7]

Da questa breve nota si evince però la necessità di procedere ad una catalogazione per la compilazione di un database contenente tutti i lingotti di stagno conosciuti, onde tentare di approntare una tavola tipologica e cronologica delle varie forme e tipologie utilizzate nel tempo. Già con queste sole notizie si intravede l'evoluzione cronologica e le differenze geografiche, pur con grandi vuoti relativi ad esempio al periodo fra fine dell'età del ferro e primo secolo d.C. con l'eccezione del relitto di Rochelongue, un unicum fra fine VIII e inizi VII secolo a.C.

[1]    «    3  |  4  |  5  |  6  |  7    »    [7]

Note

[6] Purtroppo non si è stati in grado di leggere tracce di altre marcature relative al produttore né pensiamo di poter in futuro rivedere questo lingotto che dopo la presa in carico e l'inventariazione sarà accessibile solo ai funzionari della Soprintendenza o a chi se ne occuperà scientificamente in futuro, a meno che non venga esposto al pubblico nella Sala Romana del Museo A. Sanna di Sassari con gli altri 6 residui del carico di Capo Bellavista.

[7] Sarebbe auspicabile una ricerca approfondita in loco (Porto Ferro, presso la costa sud dell'insenatura) in quanto i ritrovamenti subacquei (in area mediterranea) di lingotti di stagno di età romana sono rarissimi e si possono contare sulle dita di una sola mano. Si auspica quindi un intervento del Nucleo di archeologia subacquea della Soprintendenza archeologica di Sassari per fare più luce su questo fortunato evento che certo avrà risonanza nell'ambiente scientifico. Sarebbe imperdonabile non farne nulla e perdere questa occasione lasciando il campo libero ai soliti clandestini.







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Il rinvenimento.
Il rinvenimento.

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