Redazione Archaeogate, 19-07-2010
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Il lingotto
Lo stesso ha forma tronco piramidale con un anello di sospensione e due corte e tozze appendici all'altezza del raccordo fra anello a sezione vagamente semicircolare e corpo tronco piramidale. La lunghezza massima è di circa 34 cm, lo spessore massimo del corpo di circa 8 cm, la larghezza massima di circa 18 cm alla base, il peso di kg.10,300.
L'oggetto è stato ottenuto colando il metallo fuso in una forma presumibilmente preparata nel terreno utilizzando un modello a tronco di piramide per il corpo e le dita per la forma dell'anello. I due cornetti che escono sui due lati sono con certezza i raccordi di questa forma con altre similari e vicine approntate per produrne una serie. A raffreddamento avvenuto le due appendici sono state sezionate e distaccate dai due lingotti limitrofi che qui si ipotizzano non essendone stati trovati altri nelle vicinanze.
Non sono state effettuate analisi del materiale non essendo possibile asportarne dal lingotto per non incorrere in sanzioni, ma è certo trattarsi di stagno, probabilmente con inclusione di vari elementi come impurità.
La superficie del lingotto è tutta erosa e bucherellata da vacuoli a causa della lunga permanenza in ambiente marino e dell'azione del sale che aggredendo le superfici ne ha determinato distacchi sotto forma di cloruri e clorati di stagno.
Utilizzando una fonte di luce radente sul lato più largo è stato possibile rilevare i resti di un cartiglio rettangolare nel quale si leggono a fatica le lettere L V A.