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Gian Luigi Bravo, Roberta Tucci "I beni culturali demoetnoantropologici"; Carocci, Roma 2007

Gian Luigi Bravo, Roberta Tucci "I beni culturali demoetnoantropologici"; Carocci, Roma 2007I beni demoetnoantropologici sono stati di recente riconosciuti come parte del patrimonio culturale italiano. La loro specificità sta nel riferirsi alle diversità culturali che caratterizzano le classi popolari dell'Occidente e le popolazioni senza scrittura degli altri continenti.
Il volume ne dà una trattazione articolata: ricerca antropologica e schedatura, valorizzazione, contenuti specifici, dalle feste al canto, ai musei, interventi delle istituzioni, ricerca scientifica e didattica universitaria.

Gian Luigi Bravo, insegna Antropologia culturale all'Università di Torino e lavora sulle feste, i musei, i beni culturali e le tecniche informatiche e multimediali.

Roberta Tucci è antropologa ed etnomusicologa del Centro regionale di documentazione della Regione Lazio, dove si occupa in particolar modo di beni immateriali.

Premessa

Il campo dei beni culturali demoetnoantropologici è oggi in espan¬sione, fornisce stimoli per la ricerca e per la valorizzazione e al tempo stesso può offrire interessanti occasioni di lavoro.
Tra il patrimonio delle collezioni concernenti popolazioni extraeuropee e quello che attinge alla tradizione popolare è il secondo che si caratterizza per sviluppo e dinamicità e registra un'ampia iniziativa di valorizzazione da parte di attori sociali locali.
In questa prospettiva i beni culturali, ampiamente diffusi sul territorio, tendono a configurarsi come una risorsa per la sua crescita. Infine, essi pongono problemi inediti di catalogazione e di tutela anche a motivo della crescente acquisizione di quelli immateriali.
Nel patrimonio di origine popolare si manifestano elementi di continuità e al tempo stesso fenomeni di innovazione; quest'ultima non va contrapposta alla tradizione ma è piuttosto la modalità in cui non pochi suoi lasciti oggi vengono presentati.
È un quadro complesso, per affrontare il quale sono necessarie solide competenze etno¬antropologiche e catalografiche, ma al tempo stesso la disponibilità a confrontarsi con le comunità locali e i loro intellettuali.
Nel volume si è inteso proporre una formazione organica, tenendo conto, in concreto, delle opportunità di lavoro e della varietà di ruoli in cui opereranno gli esperti nel settore.
Si sono forniti così:
strumenti teorici in campo antropologico, mirati alla tematica del patrimonio e corredati di riferimenti a materiali empirici e alle iniziative di riproposta e promozione; indicazioni e istruzioni particolareggiate sui metodi e tecniche per la rilevazione e la catalogazione; notizie sulle principali sedi istituzionali attive nel settore del patrimonio e sui più importanti archivi; un quadro delle opportunità di formazione a livello universitario.
Infine si è voluto trasmettere un atteggiamento duttile e creativo quale è necessario nei confronti di una problematica tuttora in elaborazione.
Vari colleghi hanno offerto il loro contributo di discussione e consulenza, reperimento di documentazione e lettura critica dei testi.
Si tratta di: Giulio Angioni, Mario Atzori, Laura Bonato, Alberto Borghini, Antonino Buttitta, Pietro Clemente, Enrico Ercole, Giulia Fassio, Piercarlo Grimaldi, Maria Teresa Mara Francese, Mariagrazia Margarito, Antonello Ricci, Luigi Ruggiu, Luigi M. Lombardi Satriani, Tullio Seppilli. Va a essi il nostro più sentito e cordiale ringraziamento.

Indice

Premessa
1. Il patrimonio demoetnoantropologico
Beni culturali e cultura. La formazione dei beni demoetnoantropologici. La rivitalizzazione delle tradizioni popolari. Conclusioni. Per riassumere...

2. Beni materiali e immateriali: territorio, rilevamento, documentazione.
Rilevamento sul terreno dei beni materiali. Rilevamento sul terreno dei beni immateriali. Beni etnomusicali. Archivi sonori e audiovisivi. Per riassumere...

3. Beni materiali e immateriali: feste, musei.
Beni materiali e immateriali. Feste. Musei, ecomusei. Conclusioni. Per riassumere...

4. Istituzioni e legislazioni.
Lo Stato. Le Regioni e gli enti locali. Le organizzazioni internazionali. Le organizzazioni italiane. Per riassumere...

5. Catalogazione.
Specificità demoetnoantropologiche. Le schede FK. Le schede BDM e BDI. Le schede FPF e AMRP. Altre esperienze catalografiche, Per riassumere...

6. Ricerca scientifica e formazione. La ricerca scientifica. La formazione. Per riassumere...

Bibliografia.