Terza giornata "Il Litorale incontra la sua storia" - Roma, 28 novembre 2009
28 novembre 2009

Giornata d'eccezione la terza de Il Litorale incontra la sua storia, la manifestazione per l'anniversario della Bonifica del Litorale Romano organizzata da CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio con l'Assessorato alla Attività Produttive, al Lavoro e al Litorale del Comune di Roma. Finalmente, a 50 anni di distanza dalle prime indagini e a vent'anni dalla realizzazione della ricerca della CRT sul mistero dell'introvabile porto romano d'epoca repubblicana, vengono resi pubblici i più recenti risultati di questi annosi studi.
Sabato 28 Novembre 2009 alle ore 10,30 alla Sala Visioni dell'Ecomuseo del Litorale Romano si terrà la conferenza dal titolo "Il fiume, lo stagno, la foce. Ipotesi sul paesaggio ostiense a cavallo dell'epoca romana" dove il professor Piero Bellotti, Docente di Geologia all'Università di Roma La Sapienza, renderà noti i risultati delle sue ultime indagini eseguite per ricostruire la geomorfologia del delta tiberino in epoca storica. Queste recenti informazioni tendono a completare un quadro cognitivo che permette oggi di avere una visione più chiara e più ampia della situazione fisica e antropica del litorale nel periodo precedente alla costruzione dei porti imperiali. Le evoluzioni del Tevere di foce, la formazione della laguna e successivamente degli stagni, l'avanzamento della costa, ci consentono di ricostruire i movimenti delle genti sul Litorale e in particolare l'utilizzo fatto dai Romani di questo particolare spazio d'acqua e di terra che ancora oggi tende, sia pur lentamente, a mutare la sua fisionomia.
A seguire, alle ore 11,30 sarà proiettato il film documentario Riscrivendo la storia nel tempo libero, realizzato alla fine degli anni 80 dalla CRT per la regia di Paolo Isaja e Maria Pia Melandri e rimasto inedito fino ad oggi, quando recenti ulteriori ritrovamenti archeologici hanno confermato le ardite ipotesi di coloro che avevano affermato l'esistenza di un porto d'epoca repubblicana nello stagno ostiense e di un'altra Ostia, l'Ostia regia di Anco Marzio. Il film documenta il lavoro compiuto da due archeologi amatori negli anni 50 e 60 per dimostrare la bontà delle loro tesi, analizzandole attraverso un vero e proprio processo di revisione. La ricerca che ha dato origine al film, la Revisione Topostoriografica dell'Antico Litorale Romano, attuata a partire dal 1983 dalla CRT, ha messo in campo per alcuni anni una piccola equipe cinematografica che ha girato ininterrottamente ogni fase del lavoro di studio e di indagine sul territorio.
I materiali filmati sono serviti per costituire un archivio documentario sui temi degli insediamenti primigeni e della portualità in epoca storica, nonché per il montaggio di varie edizioni di un'opera che oggi finalmente vede la luce nella sua versione definitiva.
Il film, che viene presentato in anteprima assoluta, verrà editato e distribuito in dvd nella prossima primavera insieme a un libro che ricostruisce l'eccezionale avventura di coloro che per una intera vita si sono dedicati alla ricerca di un passo perduto della storia antica.
Alla proiezione seguirà un pubblico incontro con gli autori Paolo Isaja e Maria Pia Melandri.
Riscrivendo la Storia nel tempo libero
un film di Paolo isaja e Maria Pia Melandri
In sei anni di ricerca, documentata col cinema diretto, la sorprendente avventura di due outsider dell'archeologia, alle prese con una serie di incredibili scoperte: l'esistenze di un'altra Ostia romana (di tre secoli anteriore a quella conosciuta) e del suo porto introvabile; l'individuazione di antichi corsi fluviali e delle saline della Roma regia.
La storia di uno studio condotto per decenni con singolare tenacia: dai primi passi della ricerca negli anni '50, alle contestazioni dell'archeologia ufficiale, dalle stupefacenti conferme della geologia al silenzio del sapere ufficiale.
Negli anni 80, un gruppo di ricercatori attua una sorte di processo di revisione a carico di Lorenzo Barbieri, classe 1902, agronomo e Giorgio Pascolini, classe 1912, maestro disegnatore. I due studiosi vengono ritrovati, tratti dal loro isolamento e fermamente invitati ad esibire ogni plausibile prova documentaria a sostegno delle loro tesi, ancora oggi d'avanguardia nel panorama della ricerca archeologica in Italia. Nel corso delle riprese, i due studiosi hanno condotto i ricercatori sui luoghi che furono a suo tempo oggetto dei loro studi e hanno ripercorso tutto l'iter del loro lavoro, consentendo una approfondita verifica degli esiti scientifici. Così la campagna ostiense comincia a rivelare le tante tracce neglette di nature in metamorfosi, di vite, di lotte, di attività del passato. Le variazioni di corso fluviale succedutesi nei millenni. Le attività salinatorie dell'antichissima foce del Tevere, oggi sepolte nel folto del bosco. I resti di elementi portuali abbandonati sui bordi dell'antico alveo fluviale.
Man mano che si è proceduto nella revisione topostoriografica, durata dal 1983 al 1989, i singoli elementi emergenti dal lavoro hanno iniziato a correlarsi fra loro e ciò che sembrava solo pura fantasia è venuta ad assumere i contorni di una plausibile verità storica. Alla fine del lavoro, i risultati dell'indagine hanno superato le premesse iniziali, portando i ricercatori a scoperte e conferme entusiasmanti.
Nell'estate del 2007, a cinquant'anni dall'inizio delle ricerche, uno scavo accidentale ha fatto emergere dalle sabbie la banchina del porto dell'Ostia romana – già individuato a suo tempo dai ricercatori, ma mai riconosciuto dall'archeologia istituzionale - dal quale partirono le navi che andarono a combattere contro Cartagine. Dopo essere rimasto inedito per circa vent'anni, Riscrivendo la storia nel tempo libero esce finalmente dall'archivio per raccontare di una delle storie più incredibili dell'archeologia moderna.
Per pubblicazione e diffusione
CRT COOPERATIVA RICERCA SUL TERRRITORIO
Tel e fax 06 5651764; 06 5650609;
e-mail: crt.ecomuseo@tin.it; sito:www.crt-ecomuseo.it
Località della manifestazione
alla Sala Visioni dell'Ecomuseo del Litorale Romano, Via del Fosso di Dragoncello, 168-172
Roma
Link: http://www.crt-ecomuseo.it