![]() | ![]() |
Sperimentazione relativa alla movimentazione di masse nell'Antico Egitto a cura di Osvaldo FalesiediRedazione Archaeogate, 20-04-2004 « Pag. 9 di 9 ![]() SommarioProspettive futurePer spiegare le tecniche di movimentazione e di posizionamento del pyramidion, blocco monolitico piramidale con massa di circa 70 quintali posizionato al vertice della piramide, il dispositivo di Osvaldo Falesiedi dovrebbe essere leggermente modificato. A causa della grande massa e della forma geometrica, le operazioni di imbracamento del pyramidion presentano problemi rilevanti: una possibile soluzione sarebbe di bloccarlo, con la punta rivolta verso il basso, utilizzando una struttura di funi configurate a rete. La rotazione del pezzo sarebbe ottenuta inserendo progressivamente spessori sotto una delle travi di oscillazione, lasciandola inclinata quanto basta. Operando sugli argani spagnoli si modificherebbe l'assetto del blocco e al variare dell'inclinazione del pyramidion, alla vecchia imbracatura se ne sostituirebbe una nuova. Slegando la prima, il blocco scende fino a pretensionare la seconda e cosě di seguito fino al posizionamento definitivo del manufatto. Con questo processo, la squadra addetta opererebbe sempre in corrispondenza di uno stesso lato della piramide. Lo spazio occupato dal dispositivo risulterebbe pari a 8 metri quadrati e quello occupato dalla squadra a 4 metri quadrati: nel complesso lo spazio fisico necessario per l'operazione completa risulterebbe pari a 12 metri quadrati, cioč pari a quello effettivamente disponibile al culmine della piramide (pensando di aggiungere uno strato di mattoni, removibili alla fine della costruzione, si potrebbe aumentare la superficie del piano di lavoro mantenendo inalterata quella di appoggio). Articoli recentemente pubblicati in Archeologia sperimentale [archivio]:
|
| Supportaci | La Redazione