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Sperimentazione relativa alla movimentazione di masse nell'Antico Egitto a cura di Osvaldo Falesiedi

Fasi del sollevamento

Fase I: inclinazione del carico

Il mattone, che nella nostra ipotesi rappresenta il carico, viene sospinto verso un lato della struttura (fig.4).
Per realizzare tale manovra ci siamo serviti di due bastoncini in legno: in realtà questo movimento è ottenibile anche con carichi notevoli grazie all'uso di leve, di funi e di sufficiente manodopera, a seconda dello spazio di manovra.
Una volta inclinato il peso, esso viene bloccato in questa nuova posizione con l'impiego dei cunei, pietre o travi (nel nostro esperimento abbiamo utilizzato due blocchetti di legno).
Al termine della manovra, come si può notare, il dondolo cui è ancorato il mattone risulta leggermente inclinato rispetto alle travi che gli fanno da supporto.

Fase II: ulteriore inclinazione ed inserimento di spessori sotto il dondolo

Una volta bloccato il carico alla base, così come dimostrato nella fase I, è possibile aumentare l'inclinazione facendo leva sulla parte superiore del peso (fig.5).
Tale manovra da noi effettuata sempre con l'ausilio di bastoncini di legno produce una ulteriore inclinazione del dondolo.
A questo punto è necessario inserire sotto i pattini della macchinetta (che sono quasi del tutto sollevati dalle travi) uno spessore che può essere costituito ad esempio da una tavola di legno.
Come si può notare nella fig.6 noi abbiamo utilizzato una sottile tavoletta di compensato.
Nel compimento di tale operazione si comprende l'utilità del fondo piatto dei pattini del dondolo: la forma non semicircolare permette l'inserimento dello spessore o fermo in maniera più efficace e meno difficoltosa fin oltre il punto mediano della base del dondolo e, come meglio si vedrà, non genera particolari problemi di scivolamento del fermo stesso.

Fase III: sollevamento

Nell'ultima fase si lascia libero il carico in modo che esso recuperi l'equilibrio iniziale.
Per fare ciò si muovono i fermi posti alla base e non si fa più leva sulla parte superiore del peso per accentuarne l'inclinazione.
In questo modo il mattone tende a ritornare nella sua originaria posizione perpendicolare al suolo e trasmette di conseguenza lo stesso movimento anche al dondolo, il quale sale sullo spessore (fig.7).
La base piatta dei pattini del dondolo favorisce la manovra: i pattini aderiscono in tale maniera perfettamente sullo spessore schiacciandolo sulle travi di sostegno senza possibilità di scivolamento o di oscillazioni pericolose.
Al termine dell'operazione, come facilmente intuibile, il carico è stato sollevato leggermente.
Ripetendo la manovra più volte nei termini descritti si può ottenere il sollevamento all'altezza desiderata, raggiunta l'altezza desiderata il sistema è posto su rulli per essere traslato orizzontalmente, così come eseguendo le fasi in senso inverso è possibile fare ridiscendere il carico.
Questo nuovo utilizzo dell'elevatore a oscillazione suggerisce delle risposte ad alcune situazioni operative, che sicuramente gli antichi costruttori hanno dovuto risolvere.

1 - Possiamo così osservare un modellino per il sollevamento di blocchi in pietra nella forma di obelisco (fig.8).

2 - Oppure la struttura per il sollevamento di statue di grandi dimensioni (fig.9).

3 - O ancora per la movimentazione in verticale e il posizionamento dei blocchi per la costruzione della camera sepolcrale della piramide di Cheope (fig.10).

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Figura 1
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Figura 2
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Figura 3
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Figura 4
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Figura 5
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Figura 6
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Figura 7
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Figura 8
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Figura 9
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Figura 10
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Figura 11
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Figura 12
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Figura 13
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Figura 14
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Figura 15
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Figura 16
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Figura 17
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Figura 18
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Figura 19
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Figura 20
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Figura 22
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Figura 23
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