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G. Bastianini, M.S. Funghi, G. Messeri "COMUNICAZIONI Vol.6: Papiri della Società Italiana alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Seminario 2003/2004", Istituto Papirologico "G. Vitelli", Firenze, 2005

Guido Bastianini, M. Serena Funghi, Gabriella Messeri "Papiri della Società Italiana alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Seminario 2003/2004", Istituto Papirologico "G. Vitelli", Firenze, 2005PRESENTAZIONE

Nella storia della papirologia, Pisa e Firenze sono sempre state due città - non solo geograficamente - vicine: lo stesso Girolamo Vitelli si era formato alla Scuola Normale Superiore di Pisa (corso 1867-1871); alla medesima Scuola, Medea Norsa aveva tenuto dal 1933 corsi di Papirologia e nel 1934-1935 il giovane Vittorio Bartoletti vi aveva conseguito il Perfezionamento in filologia classica; Evaristo Breccia, che fin dal 1903 dirigeva a più riprese gli scavi fiorentini in Egitto, dal 1931 fu professore (e poi anche Rettore) all'Università di Pisa: in quella Università, nel 1935 Breccia ebbe come assistente volontario Vittorio Bartoletti, che poi, sempre all'Università di Pisa, avrebbe tenuto per un anno (1952/53) la prima cattedra di Papirologia istituita in Italia; e alla Scuola Normale di Pisa Bartoletti, come prima di lui la Norsa, ebbe un incarico di Papirologia, dal 1955/56 fino alla morte (1967). A quelle lezioni, Bartoletti usava presentare testi papiracei inediti della Società Italiana, che poi sarebbero stati pubblicati in sillogi dagli studenti stessi: si veda in ASNS 25 (1957), pp. 176-189 e 35 (1966), pp. 1-25.

Pensando a questa illustre (e impegnativa) tradizione, non sembrerà cosa nuova o strana l'uscita di questo fascicolo, che contiene appunto l'editio princeps di un piccolo lotto di Papiri della Società Italiana conservati all'Istituto "Vitelli" di Firenze; questi papiri (che si spera di accogliere presto in un volume della serie PSI) sono stati studiati durante un seminario tenuto nell'anno accademico 2003/2004, appunto presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.

Anno 2003: l'Istituto "Vitelli" compiva 75 anni dalla sua costituzione ufficiale (18 giugno 1928), e un decreto legislativo del Governo del 4 giugno 2003, n° 127, imponeva la sua soppressione come Ente Nazionale di Ricerca, prevedendone l'accorpamento al Consiglio Nazionale delle Ricerche, oppure il possibile reinserimento all'interno dell'Università degli Studi di Firenze (dove appunto era nato settantacinque anni prima).

Considerata la significatività della ricorrenza e il delicato momento istituzionale, Maria Serena Funghi, nella sua qualità di ricercatore di Papirologia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, mi propose la sua idea di dare vita a questo seminario, idea che mi ha trovato subito consenziente e disponibile.

Il seminario è stato dunque organizzato da Maria Serena Funghi, con la collaborazione del sottoscritto e di Gabriella Messeri, la cui profonda conoscenza della collezione, maturata negli anni in cui è stata Conservatore dell'Istituto Papirologico "Vitelli", è stata messa a frutto nella scelta dei papiri.

Siamo grati all'incoraggiamento (e alla frequente partecipazione diretta) di Carmine Ampolo, Preside della Classe di Lettere della Normale, e al sostegno venuto dal Direttore della Normale stessa, Salvatore Settis. Al seminario hanno lavorato tanti giovani (studenti, perfezionandi e perfezionati) quasi tutti della Scuola Normale Superiore di Pisa, ed anche ricercatori come Maria Chiara Martinelli.

Ci auguriamo che questa esperienza sia stata gratificante e fruttuosa per tutti i partecipanti. Quanto a me, posso solo dire che, come responsabile scientifico (non più Presidente) dell'Istituto "Vitelli", sono stato felice di fornire questo materiale papiraceo, che ora vede la luce: sono grato a tutti gli amici e colleghi, sopra nominati, che hanno reso realizzabile - e realizzata - l'impresa; in particolare, sono grato a Maria Serena Funghi, che di questo fascicolo ha curato la preparazione per la stampa. E voglio ringraziare inoltre tutti coloro che ci hanno soccorso con la loro competenza nella lettura e nell'interpreta-zione di questi testi: Giovan Battista D'Alessio, Nikolaos Gonis, Franco Maltomini, Daniela Manetti, Giulio Massimilla, Enrico Medda, Glenn Most, Rosario Pintaudi. Ringrazio anche la Egypt Exploration Society, per l'autorizzazione alla pubblicazione della foto di P.Oxy. XVIII2173.

In questo difficile periodo di trasformazione, cui si trova sottoposto l'Istituto "Vitelli" di Firenze (che anche in questo frangente ha sempre potuto contare sull'appoggio e il sostegno fattivo della vicina - non solo geograficamente - Pisa), mi sembra importante riaffermare il ruolo sostanziale proprio dell'Istituto "Vitelli", quale che ne sarà la nuova forma istituzionale: ruolo di studio (di promozione e incoraggiamento allo studio) dei papiri; penso che ci sia tuttora bisogno di papirologi e di studiosi che sappiano sfruttare questo tesoro ancora inesaurito.
A tutti rinnovo la mia riconoscenza; e un grazie particolare, infine, all'amico Antonio Carlini, che nella prima seduta di questo seminario ha introdotto i lavori, nel ricordo della sua diretta e personale esperienza sotto la guida di Vittorio Bartoletti.

Guido Bastianini


INDICE

Presentazione

Testi letterati e paraletterari

1. Callimachus, Victoria Berenices (?) (LO)
APPENDICE
(G.B. D'Alessio, G. Massimilla, G. Bastianini)
2. Frammento di lirica corale (?) (FP)
3. Frammento drammatico (MT)
4. Poesia o prosa (MCM)
5. Prosa (MCM)
6. Prosa (MCM)
7. Note di commento a testi poetici (LP)
8. Tavola di divisioni (AC)
9. Testo cristiano (SA)
10. Formulario magico cristiano (?) (GL)

Testi documentati

11. Exomosia (GC)
12. Rapporto di un komogrammateus allo stratego (AM)
13. Denuncia di morte (GV)
14. Antirrhesis (CP)
15. Ordine di pagamento (DE)
16. Petizione per esonero da liturgie (CC)
17. Corrispondenza ufficiale (FB)
18. Lettera privata (FM)
19. Ordine di fornitura di vino (IS)
20. Lettera ufficiale (GB/MSF/GM)
Appendice
G. Messeri - R. Pintaudi, Ancora a proposito di π(): π(αράκειται)
Indici
Epilogo
Tavole I - XIX


EPILOGO

Non ho voluto alterare nulla, nella Presentazione che apre questo fascicolo: ho preferito lasciarla così come l'avevo scritta nell'ottobre del 2004, quando sembrava che l'uscita del fascicolo fosse imminente; un ritardo imprevisto ha fatto sì che ci troviamo già nel 2005.

Sento la necessità di stendere ora questo Epilogo, come conclusione, per dare maggior risalto ai fatti che sto per esporre, e che mi sembrano tutti - pur a diverso titolo - degni di memoria: e dico questo ex abundantia cordis.

Col 1° gennaio 2005, l'Istituto "Vitelli" è ufficialmente rientrato nell'alveo dell'Ateneo fiorentino; un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell' 8 ottobre 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 275 del 23 novembre 2004, in effetti così sancisce:

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ... decreta: Articolo unico. L'Istituto Papirologico Girolamo Vitelli di Firenze è trasformato in struttura scientifica dell'Università degli Studi di Firenze, ai sensi dell'ari. 23 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127.

Nella seduta del 15 dicembre 2004 il Senato Accademico dell'Università degli Studi di Firenze, recependo il decreto presidenziale, ha deciso che l'Istituto avrà la configurazione di un "centro di studi" e dovrà essere dotato in breve tempo di un nuovo statuto e di un nuovo regolamento.

Sembra dunque prossima alla definitiva conclusione la tormentata vicenda istituzionale, in cui è stato coinvolto l'Istituto fino dal 23 gennaio 2003, giorno in cui fu reso noto lo 'schema' di quel decreto legislativo (che poi sarebbe divenuto appunto il n. 127 del 4 giugno 2003) relativo al riordino del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il quale decreto - in quella forma ancora provvisoria - prevedeva (art. 24) la soppressione dell'Istituto e il suo accorpamento al CNR, con la perdita addirittura del nome ...
Ma vorrei ora fare un passo indietro nel tempo, al momento in cui l'Istituto Papirologico "Vitelli", da ente pubblico qual era, fu riconosciuto - il 5 agosto 1991 - come Ente Nazionale di Ricerca; l'Istituto si trovò allora nella condizione di dotarsi di un Direttore Generale, che avesse il compito di sovrintendere alla gestione e all'amministrazione dell'Ente stesso: la persona scelta a coprire questo incarico di alta responsabilità fu la dr.ssa Metella Taddeini, che entrò in servizio il 1° aprile 1992.

Metella Taddeini aveva alle spalle un'impegnativa carriera come funzionario presso il Ministero della Pubblica Istruzione: intraprese il suo nuovo compito con la serietà e l'energia che le erano proprie, non disgiunte da un entusiasmo e uno spirito d'iniziativa che hanno reso possibile un progresso notevole nelle capacità realizzative dell'Istituto - come credo tutti possano riconoscere. Aveva fortissimo, Metella Taddeini, il 'senso dell'istituzione', che informava tutto il suo comportamento e si manifestava in un costante scrupolo di correttezza, nell'interesse dell'Ente affidato alla sua responsabilità.

Ragioni 'superiori' hanno determinato la decisione di sopprimere il "Vitelli" come Ente Nazionale di Ricerca: e la figura di un Direttore Generale non avrebbe più trovato posto nel nuovo assetto, comunque lo si immaginasse configurato. Non entro nel merito del provvedimento in sé; posso soltanto dire che questa decisione è stata per Metella fonte di molta amarezza, non solo o non tanto sul piano personale, quanto piuttosto, più profondamente, da un punto di vista istituzionale - per lei, che per tanti anni si era impegnata ad assicurare al "Vitelli" il massimo delle potenzialità di realizzazione scientifica. Nel travagliato periodo di questa rivoluzione, Metella è rimasta al suo posto, in un Istituto "Vitelli" che dal 13 giugno 2003 era affidato all'autorità di un Commissario governativo: ma sapeva, Metella, che quando la nuova collocazione del "Vitelli" fosse divenuta operativa, il suo compito sarebbe finito.

Metella Taddeini non è sopravvissuta al suo "Vitelli" - Ente Nazionale di Ricerca: è morta il 21 dicembre 2004, in età di 56 anni, vinta da un male inesorabile che in pochi mesi l'ha portata via. Ma fino a pochi giorni prima della fine, anche in condizioni di debilitazione estrema, ha voluto tener fede al suo dovere. Una testimonianza, questa, che voglio consegnare alla memoria di coloro che verranno. Al di là di ogni retorica, di persone come lei c'è bisogno. Quanti l'hanno conosciuta e ne hanno avuto stima, le hanno anche voluto bene e volentieri con lei hanno lavorato.

Una parola di gratitudine per lei, e per tutto il suo lavoro e la sua fatica, è un tributo minimo che le si deve, nel rimpianto della sua perdita, nel dolore per la sua esistenza prematuramente troncata.

Guido Bastianini