Tatiana Gammacurta "Papyrologica scaenica" Edizioni dell'Orso, Alessandria 2006
22 novembre 2006

Le sabbie del deserto egiziano ci hanno restituito un grande numero di frammenti papiracei. Come le testimonianze archeologiche, essi ci pongono a diretto contatto con le civiltà che li hanno prodotti. Libri, ma soprattutto documenti d'uso comune, quali lettere e contratti, testimoniano gusti letterari e rivelano tracce di vita quotidiana. Tra i papiri in lingua greca, una ventina di esemplari permettono di entrare nel mondo delle rappresentazioni teatrali del periodo ellenistico-romano, conducendo dietro le quinte degli spettacoli fra i professionisti del palcoscenico. Si tratta di antichi copioni teatrali, prodotti tra il III secolo a.C. e il III d.C. e appositamente redatti per essere usati dagli attori durante la preparazione della messa in scena. L'analisi di questi papiri, tesa a metterne in luce modalità di compilazione, fruitori e destinazione, può contribuire ad arricchire le nostre conoscenze sulla drammaturgia antica. Se per il teatro classico ateniese dobbiamo affidarci all'interpretazione delle singole opere teatrali e alle fonti antiche, nonché alla documentazione archeologica e iconografica per ricostruire l'officina del testo drammatico e il suo allestimento scenico, i copioni teatrali di età ellenistica costituiscono testimonianze dirette degli spettacoli teatrali nell'Egitto greco-romano.