Il viaggio di Theophànes: recenti prospettive - di Marco Rolandi
Redazione Archaeogate, 09-10-2008

In occasione degli "Incontri Internazionali di Storia Antica II. Migrazioni di popoli, viaggi di individui, circolazioni di idee nel Mediterraneo antico", tenutisi a Genova il 6-8 ottobre 2004, lo scrivente presentava una relazione dal titolo omonimo al presente lavoro, poi uscita fra gli atti del convegno nel volume "Le Vie della Storia" (Serta Antiqua et Mediaevalia IX), Genova [aprile] 2006, pp. 389-397.
Il ridotto spazio grafico messo necessariamente a disposizione in quella sede, unitamente alla successiva uscita del volume di J. Matthews, The Journey of Theophanes: Travel, Business, and Daily Life in the Roman East, Yale [ottobre] 2006, hanno suggerito alcune riflessioni aggiuntive che questo sito mi permette cordialmente di pubblicare.
Vale senz'altro la pena, in un contesto nel quale si affrontano le problematiche inerenti il tema del viaggio nel mondo antico, soffermarsi sui documenti riguardanti il viaggio di Theophànes. L'Archivio di questo personaggio, vissuto ad Hermopolis Magna nella prima metà del IV sec. d. C. e conservato parte nei papiri appartenenti alla John Rylands Library di Manchester e parte nei papiri ermopolitani editi da B.R. Rees [1], è costituito da elenchi, conti, memoranda, lettere e documenti vari. Siamo quindi in presenza di una cospicua quantità di materiale papirologico, di cui la parte più problematica ed il fulcro di interesse sono rappresentati dalle lettere, in quanto esse ci permettono di delineare la figura di Theophànes e l'ambiente in cui egli viveva. Infatti, per quanto riguarda l'Egitto di IV secolo, molto importanti furono le istituzioni inaugurate da Diocleziano, che incisero profondamente sull'ordinamento e l'assetto interno del paese [2]. L'imperatore si occupò dell'Egitto a partire dal 296, ed il suo primo provvedimento fu quello di mettere fine al suo isolamento economico: le zecca di Alessandria da quell'anno non emise più la moneta destinata alla circolazione interna, ma battè solo moneta imperiale. L'anno seguente ci fu la riforma dell'organizzazione fiscale, poi la riforma amministrativa, nel quadro della riforma generale dell'impero, ma qui con effetti più evidenti, data la posizione particolare dell'Egitto rispetto alle altre province. Diocleziano tentò anche di estendere il latino come lingua ufficiale almeno nei tribunali: ne sono prova i testi bilingui e altri, greci, in cui la terminologia ed il costrutto tradiscono l'originale latino [3].
Amministrativamente l'Egitto venne smembrato, staccandone la Tebaide (che ora comprende a nord anche Hermopolis Magna, patria di Theophànes [4], e Antinoopolis, che ne divenne la capitale [5]) e le due Libie, inferiore e superiore, che formarono una provincia a sé. Il resto dell'Egitto venne diviso in due province, Aegyptus Iovia ed Aegyptus Herculia che in seguito, dopo la sconfitta di Licinio, furono nuovamente riunite per una quindicina d'anni; verso il 341 comparve l'Augustamnica, comprendente l'Arsinoite, Ossirinco e forse Herakleopolis, e corrispondente all'Aegyptus Herculia. In tutto questo la provincia d'Egitto propriamente detta restò la Iovia, e ad essa fu limitata la giurisdizione del prefetto; in ognuna delle altre province in cui il paese venne diviso vi era un praeses (ηγεμων, ηγουμενος) [6]. Con Diocleziano inoltre fu sottratto al prefetto il potere militare, ora affidato a un dux; restarono invece al prefetto il potere giudiziario, l'amministrazione finanziaria e il controllo dei lavori pubblici. Le due sezioni in cui era divisa l'amministrazione delle finanze fecero capo ciascuna ad un rationalis (καθολικος), dei quali il più attestato è di gran lunga quello del fisco: titolo e carica esistono già nel III sec. d. C. e probabilmente risalgono a Settimio Severo [7]. Questo funzionario risiedeva ad Alessandria e benchè fosse di rango inferiore al prefetto ed ai praesides, aveva una sfera d'azione molto vasta: possedeva un proprio officium, veniva assistito da un avvocato (lo scholasticus, la carica occupata da Theophànes), ed aveva al suo servizio parecchi procuratores.
E' sicuramente importante notare come, nonostante la suddivisione politica ed amministrativa in province, l'Egitto mantenne sempre la sua unità dal punto di vista fiscale e finanziario, postulata dalla sua posizione unica nell'economia dell'Impero, abbia questo come centro Roma o Costantinopoli.
Tornando a Theophànes egli, in quanto scholasticus, sarebbe stato il diretto sottoposto del rationalis e avrebbe in tale veste compiuto, nel Vicino Oriente fino ad Antiochia, il viaggio di cui ci parla la documentazione. Sul soggiorno di Theophànes ad Antiochia siamo abbastanza ben documentati dalla serie dai P.Ryl. IV, 627-639: possiamo ad esempio sapere di quante persone si componeva il suo seguito, di quali capi era composto il suo guardaroba, quali fossero le spese sostenute giornalmente per il vitto, quale il genere di cibi consumati e così via.
Se la dottrina moderna ha sollevato l'interesse sull'archivio per via di P.Ryl. IV, 624, contenente la famosa allusione ai cristiani, e di cui qui di seguito ragguaglierò circa lo status quaestionis, quello che in questa sede mi propongo di analizzare è un altro documento, utile per capire come avvenivano gli spostamenti delle alte cariche nell'antichità: P. Lat. Argent. 1 = CPL 262 [8].
Si tratta di una lettera di presentazione, scritta in latino (l'archivio di Theophànes è tanto più importante in quanto bilingue ed ho già accennato all'uso del latino introdotto da Diocleziano in quest'epoca nella parte orientale dell'impero), redatta da Vitale, che era il rationalis cui faceva capo Theophànes, e indirizzata ad Achillio, ηγεμων Φοινεικης, cioè governatore della Fenicia, regione appunto che Theophànes doveva attraversare per giungere ad Antiochia. Quindi ricapitolando, con questa lettera Vitale (rationalis), manda Theophànes (scholasticus), da Achillio (ηγεμων Φοινεικης), per sostare in Fenicia durante il suo spostamento verso Antiochia.
Il mittente della lettera, Vitale, viene identificato e confermato rationalis da un altro papiro, il P. Vindob. Boswinkel 14 [9]; questa precisazione è necessaria perché naturalmente per lui qui, come si vede, non viene riportata la carica.
I documenti non sono datati, ma il Roberts, colui che ha per primo e grazie a questa lettera, riunito l'archivio intero [10], li mette in relazione coi preparativi militari di Licinio, precedenti la guerra civile, scoppiata nel 324 [11]. Lo studioso in questo modo riesce a fissare al 323 il terminus ante quem del viaggio di Theophànes ad Antiochia [12].
La vicinanza di questa data con l'anno in cui scoppiarono le ostilità fra Costantino e Licinio permette al Roberts di formulare cautamente l'ipotesi che il viaggio di Theophànes potrebbe essere messo in connessione con la preparazione finanziaria per la guerra civile [13]. Il Bagnall invece, attraverso considerazioni di carattere economico [14], arriva a considerare le spese di viaggio con prezzi correnti prima del 320 e quindi non mette in relazione questo documento con le vicende belliche.
Dalle due lettere di presentazione contenute nell'archivio [15], identiche nella forma e di cui questa è la prima, si ricava proseguendo nel testo che Theophànes era originario di Hermopolis nella provincia della Tebaide (rr. 7 e 8) e che ricopriva la carica di scholasticus [16], quindi, come si è visto, un funzionario dell'amministrazione imperiale di IV secolo.
Per quanto riguarda gli altri due personaggi presenti in queste chartae, cioè Filippo e Discolo, il Roberts avanza l'ipotesi che Discolo possa essere stato il praefectus praetorio per Orientem, e Filippo l'augustalis d'Egitto; il Moscadi invece, pur trovandosi d'accordo sull'ipotesi per il primo personaggio, ritiene per Filippo più plausibile la carica di praefectus Aegypti. Infatti il titolo di augustalis sarà assunto dal praefectus Aegypti solo dopo il 380, probabilmente in coincidenza con l'elevazione dell'Egitto a diocesi [17]; bisognerà quindi correggere in praefectus Aegypti.
Dai documenti amministrativi appartenenti all'archivio [18] si può anche ricavare qualche elemento che permette di far luce sui cambiamenti di residenza di Theophànes, utile per uno studio sulla mobilità dei funzionari della pubblica amministrazione nel Tardoantico. E' infatti molto probabile che egli, nativo di Hermopolis, risiedesse per qualche tempo ad Alessandria: è in effetti difficile pensare che gli abitanti del Basso Egitto come l'archiprophetes di Alessandria [19] o Aurelia Isidora, figlia di Pales [20], del nomo Leontopolites, consegnassero le loro petizioni, indirizzate agli imperatori Costantino e Licinio, ad un funzionario che risiedeva nell'Alto Egitto. Infatti questi due ultimi documenti, provenienti dall'ufficio del praefectus Aegypti, furono redatti in duplice copia: una doveva rimanere al prefetto ad Alessandria, mentre l'altra doveva essere fatta pervenire alla cancelleria imperiale.
Una caratteristica interessante dell'ultimo documento (P. Ryl. IV, 617) è la menzione del pagamento delle tasse per coprire i costi del trasporto lungo l'Egitto cui un abitante dell'Egitto del IV secolo era sottoposto [21].
E' comunque possibile che Theophànes, al tempo del viaggio, non abitasse più ad Alessandria, dove esercitava la sua funzione di scholasticus e dove, comunque, lasciò i suoi figli. Ed è proprio una lettera inviata a Theophànes dai figli Efestione ed Origene che, come è stato fatto precedentemente notare, ha pilotato gran parte delle conclusioni dei moderni circa i personaggi evidenziati e l'ambiente in cui hanno vissuto. Senza ulteriori perifrasi al r. 18 di P. Ryl. , IV, 624 si legge: "εν πολει: και των αλλω[ν] τω[ν α]λλως φρονουντων"; questo inciso ha fatto ritenere al Roberts che, essendo il viaggio in connessione con la preparazione della guerra civile ed essendo Theophànes del partito di Licinio, οι αλλως φρονουντες sarebbero da identificarsi con i cristiani e quindi con i partigiani di Costantino [22].
Con ciò Theophànes viene automaticamente ad essere considerato dal Roberts un pagano, il quale infatti di seguito conclude affermando che l'ambiente familiare ed egli stesso erano pagani. In effetti alcuni corrispondenti delle lettere si dimostrano devoti ad Hermes Trismegistos [23] e dimorano quasi certamente ad Hermopolis: persone di una certa cultura, che scrivono in un greco corretto. Ciò testimonia non solo la persistenza del paganesimo in alcuni ambienti, ma anche gli stretti legami che uniscono fra di loro questi cultori di Hermes-Thot, ed il loro spirito religioso. In base a questo, riguardo agli scopi del viaggio il Rees pensa addirittura che Theophànes si sia recato ad Antiochia proprio per esporre alle alte cariche lamentele circa le comunità cristiane in Egitto [24].
Di estremo interesse per il loro valore documentario quindi, queste lettere meritano attenzioni anche per i vocaboli, le espressioni lessicali ed i modi di dire che sembrano, nel loro impiego, andare ben oltre la doverosa accuratezza del linguaggio solitamente usato nel redigere documenti di questo tipo. A questo riguardo il Moscadi [25] ad esempio conclude che le lettere dell'archivio di Theophànes, sulla base degli elementi stilistici in esse contenuti e frutto di una cultura retorica assai raffinata, possono essere considerate come le lontane propaggini della Seconda Sofistica, ma questa è un'altra storia [26].
Considerando ora più in generale i documenti facenti parte dell'archivio, si può ben vedere come essi diano un importante contributo alla conoscenza dell'organizzazione itineraria di un viaggio durante il Tardo Impero. E' proprio la precisione che si riscontra fra le sue carte che ha permesso di ricostruire minuziosamente il percorso [27].
Partendo da Herakleopolis Magna (o dalla antistante Antinoopolis) verso la metà di marzo, egli giunse navigando lungo il Nilo a Babylon. Da qui arrivò via terra ad Alessandria dove ricevette le consegne per la missione in Siria e dove realmente iniziò il viaggio.
Ecco P.Ryl. IV, 628, descrizione dell'itinerario di andata:
testo
Questo documento descrive gli spostamenti da Leontopolis in direzione nord-est. A partire da Herakleopolis Parva il percorso si innesta sull'Itinerarium Antonini [28] proseguendo a tappe su Pelusium, Geras, Pentaschoinon, Kasion, Ostrakine, Rinokoroura, Boutraphis, Raphia [29], e poi, lasciato l'Egitto, su Gaza, Ascalona, Eiamia, Lounda, Antipatride, Allagene, Cesarea, Tolemaide, Tiro, Zanara, Sidone, Beirut, Biblo, Tripoli.
Nel P.Ryl. IV, 627 abbiamo invece la descrizione dell'equipaggiamento utilizzato e la lista delle spese di viaggio. Nella prima parte (rr. 1-223) vengono descritti via via i vestiti approntati per il viaggio, le stoviglie da cucina e le razioni alimentari di vino, miele, olio, carne salata, formaggi, uova, verdure e frutta.
Un personaggio di rango quale era Theophànes era anche in possesso di oggetti di lusso fra i quali non mancano certo elementi di curiosità come ad esempio un ventilatore (ανεμουριος r. 165), o una parrucca (τριχιν r. 171). Durante le soste poi si concedeva anche momenti di svago: ad esempio ad Ascalona il nostro viaggiatore si recherà a teatro ed all'odeion (cfr. rr. 219-220) [30].
A partire dal r. 224, comincia l'enumerazione delle tappe percorse in 19 giorni, da Nikiou nel Delta a Byblos. Dopo un'altra sezione con una nuova descrizione delle spese sostenute, riprende il conto delle tappe da Byblos con arrivo ad Antiochia nel 25° giorno.
Arrivato ad Antiochia all'inizio di maggio (Pachon 7), Theophànes ne ripartirà solo dopo la metà di luglio (Epeiph 26). Il P.Ryl. IV, 629 ci restituisce il conto spese della permanenza in Siria.
Infine i P.Ryl. IV, 630-638 ci riportano le spese del viaggio di ritorno: anche in questo caso gli spunti di interesse sono diversi come già molti anni orsono Cl. Préaux [31] faceva già notare soffermandosi su di un particolare: il 25 luglio, a Biblo, la spedizione acquistò del ghiaccio di neve (P.Ryl. IV, 636, r. 331: χιονος υδωρ), senza dubbio per rinfrescare il vino; è solo in questa zona infatti, ai piedi delle montagne più alte del Libano, che si poteva rintracciare del ghiaccio ancora in piena estate, un po' come accadeva sulle nostre Alpi fino all'avvento del moderno frigorifero, quando buche scavate nella roccia e foderate con aghi di pino fungevano da vere e proprie "ghiacciaie".
Il 5 di Agosto (Mesore 12) infine il nostro personaggio entrerà nuovamente in Egitto da Pelusio ed il 9 agosto (Mesore 16) sarà ad Heliopolis [32].
Dopo circa cinque mesi quindi [33], il viaggio di Theophànes ebbe termine; se un viaggio per mare avrebbe richiesto molto meno tempo (dagli itinerari marittimi e dai portolani antichi sappiamo che la distanza Alessandria-Antiochia veniva coperta in meno di una settimana [34]), egli optò per un itinerario terrestre da compiersi comunque nella bella stagione: le ragioni di ciò vengono supportate dalle lettere di presentazione ai governatori provinciali che si è cercato di mettere in risalto nella prima parte del contributo, per quanto riguarda invece lo scopo principale del viaggio forse non ci sarà mai dato sapere.
Note
[1] L'intero corpus comprende P. Ryl., IV, 616-651 e P. Herm. Rees, 2-6, oltre alla sesta lettera individuata dal Rees nel 1968 (B.R. REES, Theophanes of Hermopolis Magna, «BRL» LVIII 1968, pp. 164-183), appunto P. Ryl. Rees.
[2] Cfr. O. MONTEVECCHI, La Papirologia, Milano 1988, pp. 165-168; per una trattazione sistematica dell'argomento l'opera più completa è ancora J. LALLEMAND, L'administration civile de l'Egypte de l'avènement de Dioclétien à la création du diocèse 284-382, Bruxelles 1964.
[3] Sulla riforma fiscale dioclezianea e su altri problemi del periodo si veda l'ancor utilissimo contributo di M. AMELOTTI, Da Diocleziano a Costantino. Note in tema di costituzioni imperiali, «SDHI», XXVII 1961, pp. 241-323.
[4] Cfr. Fig. 1
[5] Cfr. LALLEMAND, L'administration civile de l'Egypte, cit., pp. 41-57; W. SESTON, Dioclétien et la Tétrarchie. I. Guerres et réformes. 284-300, Paris 1946, pp. 322-332; J.G.C. ANDERSON, The Genesis of Diocletian's Provincial Re-Organization, «JRS», XXII 1932, pp. 30-32.
[6] Cfr. J. LALLEMAND, La création des provinces d'Égypte Jovia et d'Égypte Herculia, «BAB», XXXVI 1950, pp. 389-392.
[7] Cfr. LALLEMAND, L'administration civile de l'Egypte, cit., pp. 80-87.
[8] Cfr. Fig. 2; Il formato del foglio è quadrato: misura cm 27 di lato; all'atto della scrittura è stato posto in modo che sulla parte anteriore le righe di scrittura corrano parallele alle fibre. Nello spazio in cui è scritto l'indirizzo il foglio è più scuro: questa era dunque la parte esterna della lettera piegata.
[9] Cfr. rr. 4-5: [της] προσηκουσης επισκευης εγραψεν ο κυριος μου δ[ιασ]ημοτατος καθολι|[κος Ο]υιταλιος δειν δια ταχεως ξυλον περσοινων και ακανθινων κ.τ.λ. Si veda inoltre P. VAN MINNEN-K.A. WORP, Proceedings of the Council of Hermapolis A.D. 322, «ZPE», LXXVIII 1989, p. 141.
[10] I testi presi in considerazione nel presente lavoro non furono tutti pubblicati in una volta sola, ma in più riprese e quindi senza un piano sistematico. Il P. Lat. Argent. 1, la lettera di presentazione qui considerata, fu pubblicato per la prima volta da H. BRESSLAU nel 1906 (Ein Lateinischer Empfehlungsbrief, «AfP», III 1906, pp. 168-172). Fu questa lettera scritta in latino che dette a C.H. Roberts, nel 1952, la possibilità di riunire, nell'ambito della collezione Rylands, più di trenta papiri comprendenti petizioni, liste di tassazione, relazioni di viaggio, resoconti di spese, lettere, sotto l'unico denominatore di "archivio di Theophànes". Nel 1964 B.R. Rees accrebbe il numero dei pezzi dell'archivio con la pubblicazione di cinque nuove lettere private (Papyri from Hermopolis, London 1964=P. Herm. Rees, 2-6), cui nel 1968 se ne aggiunse una sesta, editore sempre il Rees (Theophanes of Hermopolis Magna, cit., pp. 164-183). Cfr. A. MOSCADI, Le lettere dell'archivio di Teofàne, «Aegyptus», L 1970, pp. 88-152.
[11] Cfr. C.H. ROBERTS, A Footnote to the Civil War of A.D. 324, «JEA», XXXI 1945, p. 131.
[12] Il terminus post quem è molto probabilmente il 317: il dato è fornito da un documento ufficiale (P. Ryl. 617) che quasi sicuramente risale a quell'anno.
[13] Cfr. P. Ryl. IV, p. 105.
[14] Cfr. R.S. BAGNALL, Currency and Inflation in Fourth Century Egypt, «BASP» suppl. n.5, 1985, pp. 27-35.
[15] Il P. Ryl. IV, 623 è un'altra lettera di presentazione utilizzata da Theophànes durante il suo viaggio: più frammentaria di quella qui analizzata, è indirizzata a Delfinio; per analogia di destinatario con Achillio, si potrebbe anche dedurre che Delfinio sia governatore della Palestina Salutaris, della Palestina o della Celesiria, tutte regioni, oltre la Fenicia, che Theophànes doveva attraversare per giungere ad Antiochia. Bibliografia in C. PRÉAUX, «CE», LV 1953, p. 160 e F. ZUCKER, «AfP», XVI 1958, p. 231 ss.
[16] Cfr. A. CLAUS, 'O scholastikos, Diss., Köln 1965.
[17] Cfr. LALLEMAND, L'administration civile de l'Egypte, cit., pp. 56 e 76.
[18] Cfr. P. Ryl. IV, 616-622.
[19] Cfr. P. Ryl. IV, 618.
[20] Cfr. P. Ryl. IV, 617.
[21] Cfr. P. Ryl. IV, 617, r. 12: εις τας ε[υσε]βεις εισ[φ]ορας και εις τα τελ[εσματα θαλ]ασσια υπερ τη[ς εμη]ς κτησεως πρ[οτρ]επεσθαι. La testimonianza più prossima è data da P.Oxy. XVII, 2113 datato all'anno 316, nel quale è menzionato un ordine del praeses dell'Herculia per il pagamento del naulon per il trasporto da Alessandria verso Bisanzio ed Eraclea.
[22] Cfr. P. Ryl. IV, p. 105: "In this expression, suggestive of some division of feeling in which Theophanes is involved, we may see an illusion perhaps to the Christians, perhaps to the party of Costantine". 23 24 Cfr. REES, Theophanes of Hermopolis Magna, cit., p. 181: "The purpose of Theophane's visit might not be entirely unconnected with his standing in educated pagan circles and the need for someone to present the complaints of pagans in Egypt to highest authority". In appoggio a queste affermazioni il Rees di seguito cita l'ambasceria che, guidata da Teotecno, curator di Antiochia, si presentò all'imperatore Massimino, intorno al 313, per chiedere il bando dei cristiani dalla città; Theophànes in tutto questo avrebbe potuto avere l'incarico di defensor civitatis, deporrebbero a favore le petizioni ritrovate fra i documenti dell'archivio.
[23] Cfr. P. Herm. Rees, 2, righi 11-12; P. Herm. Rees, 3, rr. 22-23.
[24] Cfr. REES, Theophanes of Hermopolis Magna, cit., p. 181: "The purpose of Theophane's visit might not be entirely unconnected with his standing in educated pagan circles and the need for someone to present the complaints of pagans in Egypt to highest authority". In appoggio a queste affermazioni il Rees di seguito cita l'ambasceria che, guidata da Teotecno, curator di Antiochia, si presentò all'imperatore Massimino, intorno al 313, per chiedere il bando dei cristiani dalla città; Theophànes in tutto questo avrebbe potuto avere l'incarico di defensor civitatis, deporrebbero a favore le, petizioni ritrovate fra i documenti dell'archivio.
[25] Cfr. MOSCADI, Le lettere, cit., p. 99.
[26] Fin qui l'articolo uscito su Serta Antiqua et Mediaevalia, cit., pp. 389-397.
[27] Cfr. P.Ryl. IV, 628 (itinerario di andata), 638 (itinerario di ritorno).
[28] Cfr. O. CUNTZ, Itineraria Antonini et Burdigalense, Stuttgart 1929 (Reprint 1990); E. HOWALD-E. MEYER, Die Römische Schweiz, Zürich 1940, pp. 112-116; P. ARNAUD, L'Itinéraire d'Antonin, Geographia Antiqua II, 1993, pp. 33-49.
[29] Cfr. Fig. 3 per gli spostamenti in terra d'Egitto (sono indicate le località principali).
[30] Ascalona era famosa nell'antichità per le sue simpatie filelleniche; in questo senso fu anche una delle città che più beneficiarono dell'edilizia monumentale erodiana in quella regione. Circa la presenza dell'odeion ad Ascalona si veda l'iscrizione CIG III, 4.614.
[31] Cfr. CL. PRÉAUX, rec. a P.Ryl. IV, CE XXVIII, 1953, pp. 159-161.
[32] Cfr. P.Ryl. IV, 633, rr. 486-525.
[33] Cfr. H. CADELL, Les Archives de Théophanès d'Hermoupolis: documents pour l'histoire, Egitto e Storia Antica dall'Ellenismo all'età araba, Atti del Colloquio Internazionale, Bologna, 31 agosto - 2 settembre 1987, Bologna 1989, pp. 315-323.
[34] Cfr. P. JANNI, Il Mare degli Antichi, Bari 1996, pp. 413-421; J. ROUGÉ, La Navigazione Antica, Pomezia 1996; Itinerarium Antonini Augusti Maritimum, www.romaeterna.org/antichi/itinerario/index.html.