| Il tempo e il luogo dell'actio prima della sua riduzione a strumento processuale - di Raimondo SantoroRedazione Archaeogate, 16-01-2001  in: Annuali del seminario giuridico dell'Università di Palermo (AUPA), XLI, 1991, pp. 300 ss. Qualche tempo fa ho sostenuto l'idea che la nozione di actio non si situi, alle origini, sul terreno processuale, ma su tutto il terreno dell'esperienza giuridica. I dati del vocabolario sono già di per sé eloquenti. Oltre ai significati processuali, actio indica, da un lato, anche il negozio, lo schema negoziale e, dall'altro, l'iniziativa del magistrato o la sua proposta dinanzi all'assemblea popolare, al punto che egli è chiamato actor. Qualcuno ha detto che si tratta di significati tecnici. In nome di che? Della nozione di processo, che dovrebbe essere l'unico referente della nozione di actio. Ma, per i rilievi terminologici fatti, è proprio tale nozione che va messa in discussione. Ciò che è da accertare è se essa sia risalente alla più antica esperienza giuridica. A me è parso che la nozione di processo nasca solo in progresso di tempo, a misura che il diritto va separandosi dall'azione. E ciò è tanto vero che in origine si parla di legis actio, ossia, nel significato più risalente dell'espressione, di pronunzia di verba sollemnia, unilaterale, costitutiva, potenzialmente esente da limiti di operatività. Perciò in questo significato il termine actio si impiega, al di fuori del processo, proprio nel campo dell'agere negoziale e nel campo dell'agere cum populo, nei quali si riscontrano pronunzie aventi gli stessi caratteri. Né a tale larghissimo impiego fanno ostacolo le nozioni di attività legislativa, elettorale,giudiziaria, negoziale, poiché anche esse, come la nozione di attività processuale, sono frutto dello svolgimento storico.[...] allegati (pdf, doc, ...) Scrica l'intero documento in .pdf (140 kb)
Cliccare sull'immagine per l'ingrandimento  Il cippo arcaico del Foro romano scoperto sotto il Niger Lapis nella sua attuale collocazione
 Attratte dall'importanza del rinvenimento, le Autorità visitano gli scavi del Foro (1899) in un dipinto coevo (da: Moatti, Roma antica, ed. Electa/Gallimard, 1992)
 Il ministro Baccelli davanti alla presunta tomba di Romolo in una litografia dell'epoca (da Moatti, Roma antica, ed. Electa/Gallimard, 1992)
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