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Storia delle collezioni di tessuti egiziani: 1. Il collezionismo tessile - di Franca Angonoa Gilardi

In un mondo «globalizzato» dall'incerto avvenire puo' essere utile confrontarsi con le precedenti esperienze storiche? Puo' un'attività di ricerca sul tessile antico essere di pubblica utilità ? Quando, più di ventanni fa, iniziai il percorso qui condensato non erano certo queste domande che m'assillavano. Ossessionata dalla necessità di ammassare il maggior numero di dati utili alla mia professione «leggevo» tutto quanto edito nel settore traendo, nel migliore dei casi, l'inequivocabile certezza dell'enorme divario separante l'indagine scientifica dall'analisi critico-stilistica, l'industria dall'attività divulgativa. Essendo da sempre convinta dell'enorme importanza rivestita dal tessile mi sono quindi calata in un «percorso a ritroso» cercando di rintracciare le origini di una produzione alla quale le «patinatissime» pubblicazioni ammassate nella mia libreria non davano ne onore ne lustro. Di qui l'insistenza su dati d'apparente secondaria importanza: l'attività collezionistica, i suoi autori, i luoghi di rinvenimento, i metodi di rinvenimento, il tipo di produzione, i mezzi di commercializzazione, le aree di mercato, la micro e la macro economia. Ambiti distanti anni luce dall'esercizio di mera «esegesi estetica» assillante le opere precedentemente citate. Una precisazione che non deve suonare solo ed esclusivamente critica. Il bello, il conforme a determinati canoni estetici, non è di per se annullabile ma, come sanno tutti coloro i quali attivamente impegnati in un'attività produttiva, la scelta dei soggetti e degli abbinamenti non è casuale e quasi mai indice di « libertà intellettuale ». Ragione per la quale è arduo, quando non informati dettagliatamente sui fatti, formulare opinioni che alla luce dei dati di consumo e di gradimento possono, per forza di cose, rilevarsi non solo profondamente inadegnati ma, in tutto e per tutto, poco corrispondenti al vero.


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Coptic Textiles Collection "Antonio Ratti" - by Dott.ssa Franca Angonoa Gilardi, translation by Elena forza

For 30 years Antonio Ratti's collection developed privately. It was an intellectual support to industrial activity rather than a research.
Only after the first exhibitions came the idea of grouping the items in a foundation for their knowledge and for scientific divulgation. To this end many operations were necessary. Documents had to be reunited all in one place, restored and catalogued. These were complex operations full of architectural, technical and scientific difficulties which preceded the juridical act of establishment of Ratti Foundation. Since it is a very rich (archeological fragments, textures, embroidery, ribbons, lace, ties, shawls, sacred robes) and complex (each book contains 300-400 textile samples) collection, it couldn't be otherwise. Therefore, at the beginning of the nineties...


Il Cav. Antonio Ratti e la Dott.ssa Franca Angonoa Gilardi fotografati in occasione della Mostra

La collezione di tessuti copti "Antonio Ratti" - a cura della Dott.ssa Franca Angonoa Gilardi

Per più di trent'anni il collezionismo d'Antonio Ratti è andato sviluppandosi in modo autonomo e privato, più supporto intellettuale all'attività industriale, che ricerca autonoma fine a se stessa . Solo successivamente, in concomitanza con le prime pubblicazioni ed esperienze espositive, si è fatta largo l'idea di raggruppare i manufatti in una Fondazione ad essi, alla loro conoscenza e divulgazione scientifica, preposta. A tal fine si rese necessario procedere a diverse e successive operazioni. Raccogliere i documenti in un unico luogo, provvedere al loro restauro ed adeguata catalogazione. Operazioni complesse, non prive di difficoltà: logistico - architettoniche e tecnico scientifiche. Difficoltà che hanno preceduto l'atto giuridico vero e proprio d'istituzione della Fondazione A. Ratti. Del resto, trattandosi di una collezione ricca (frammenti archeologici, tessuti, ricami, trine, nastri, cravatte, scialli, paramenti sacri) e quanto a dimensione complessa (ciascuno dei libri campione comprende 300-400 esemplari tessili), non poteva essere altrimenti. Su tale via, all'inizio degli anni novanta...