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| Storia delle collezioni di tessuti egiziani: 2. Origini dell'indagine archeologica - di Franca Angonoa GilardiSe l'avvio ufficiale dell'indagine archeologica in Egitto è indistricabilmente connessa all'opera e alla figura di Mariette [1] creatore del Servizio delle Antichità Egiziane al Cairo [2] è doveroso riconoscere che né l'uomo né il suo progetto [3] hanno avuto vita ed avvio facile. Note[1] Auguste Mariette nasce l'11 febbraio 1821 alle ore 02,30 del mattino a Boulogne-sur-Mer (Registro dello stato civile del 1821 N°77). Il 1 maggio 1848 il pittore Jeanron, direttore dei Musei Nazionali dal governo provvisorio, scrive a A.Mariette proponendogli un posto « temporaneo » d'ausiliario alla Conservazione delle antichità Egizie del Louvre. Il 3 maggio 1849 A.Mariette sollecita il Direttore dell'Accademia di Douai alla concessione di : « un congedo senza trattamento economico sino alla fine dell'anno scolastico » allegando alla richiesta una lettera di Lenormant e una attestazione d'impiego del Direttore del Museo del Louvre. Il congedo è accordato il 29 maggio. A.Mariette è nominato ausiliario alla Conservation des Antiquités égyptienne del Museo del Louvre. [2] Nel mese di luglio 1857, a Parigi, A.Mariette confida a de Lesseps le sue preoccupazioni in merito alla conservazione dei monumenti egizi ed espone un progetto di salvaguardia. Sedotto, de Lesseps, propone di parlarne al Vicere. Nel mese d'aprile 1858 A.Mariette elabora un progetto dettagliato che indirizza al Segretario dei Comandamenti di Said Pacha, Koenig Bey. 1 giugno il disegno di A.Mariette è infine autorizzato. Sarà ufficializzato con l'ordinanza n.32 del 4 Luglio : « Noi abbiamo ordinato di conferire a M.A.Mariette, Mamour dei lavori della Commissione d'Antichità, una somma annuale di 18000 franchi, a partire dal 1 giugno e al suo subordinato M.Bonnefoy una somma mensile di 2000 piastre a partire dalla stessa data.... » [3] prevedente l'azzeramento dei firman (decreti attuativi) antecedenti e il riordino delle diverse attività di scavo [4] asservazione fatta da A.Mairette a de Lesseps: « ho vissuto quattro anni tra i fellah e, in quattro anni, ho visto quanto è incredibile a credersi ovvero settecento tombe scomparire nella piana di Abousir e di Saqqara ». [5] Giovanni Battista Belzoni (1778 – 1823) [6] Jean Jacques Rifaud (1786 – 1845) [7] Bernardino Drovetti (1776 – 1852) [8] Henry Salt (1785 – 1827) [9] Enrico Minutoli (1772-1846) [10] Theodor Graf (1840-1903) [11] Come non ricordare lo sconcertato stupore provato da Breasted nel corso di un incontro avuto con questi nel 1919: "I have spent many days among the dealers endeavoring to find some fairly defined group of things to which I could devote your gift .... Meantime all the other funds I had with me for purchasing were spent. One day I was in the shop of a particularly hard-headed Greek with an Italian name, Tano,[3] of whom I had bought a good many things. He asked me if I was interested in Babylonian things, and brought out a box containing 258 clay tablet letters and contracts written in Babylonian cuneiform ... brought into Egypt by a Syrian merchant from Aleppo. Well, I took them [for about fifty pounds] and that about exhausted my funds, and your gift was still unexpended. Then this canny oriental told me he had a papyrus which was very fine! There had been references to this papyrus before by his clerk, but I had discounted the glowing accounts of it .... This papyrus, said Tano, was over at the rug dealers where the statues were stowed away under the counter! So I went over with Tano, for the place was just across the street, and after some parleying he secured possession of a mysterious box, which we brought back to his own shop. I thought of the ragged and tattered masses of papyrus which I had handled at Nahman's,[4] the kind of thing indeed which we always think of when we hear of papyri just out of the ground. They survive in almost all cases as worm eaten fragments, rarely showing any resemblance to a roll. If a roll does survive, the natives who find it usually break the roll straight across as one would break a stick, in order to divide the plunder. So after Tano had carefully locked his shop door, I was only moderately interested as he began to open his box. When the lid came off I saw a lot of mummy cloth bandages lying under it, and said to myself, "Of course the usual mess of tatters!" And then I could hardly believe my eyes, for I saw something which I have never yet seen in all my years in Egypt. Tano lifted the mummy wrappings, and lying under them was a beautiful brown roll of papyrus, as fresh and uninjured as if it had been a roll of wall paper just arrived from the shop! And it was about as thick as an ordinary roll of wall paper! [12] Il 25 aprile 1887 il Dr Fouquet nella comunicazione all'Académie des Inscriptions et Belles Lettres, annuncia la scoperta della necropoli di Er Rubayat e in margine di una grotta: « le sol était couvert de cadavres, les uns momifiés, les autres seulement enveloppés de plusieurs suaires superposés. Sous la tête de chacun de ces derniers se trouvait une planchette portant une inscription qui indiquait le nom du mort, sa profession et son lieu de naissance. Les parois de la grotte étaient ornées d'un très grand nombre de portraits peints sur bois et pour la plupart en très bon état de conservation. (.) Les vandales qui ont fait cette importante trouvaille n'ont pas craint de brûler pendant trois nuits consécutives les inscriptions et les portraits, dont quelques pièces à peine ont échappé à ce carnage». [13] British Museum (1753), Musée du Louvre (1793 – sezione egizia 1825), Museo di Torino (Museo d'antichità 1722 – Museo Egizio 1824 ), Museo di Berlino (1822 – sezione egizia 1828), Museo Archeologico Egizio di Firenze (1831), Museo Gregoriano Egizio (1839), Victoria and Albert Museum (1860). [14] Dai ricordi di A.Mariette « Nel mese di gennaio, il signor de Schlieffen che non conoscevo è venuto ad installarsi sotto le tende vicino a me. Finivo allora il corridoio delle sfingi (Serapeum) ed ero arrivato a un emiciclo contenente undici statue d'età greca. Il signor de Schlieffen mi chiese allora se ne poteva prenderne due per il suo castello. Gli risposi allora, per la verità, che nel momento in cui lui mi parlava, tutto il mondo rivendicava il possesso di queste sfingi. Che il signor Fernadez pretendeva aver scavato il corridoio prima di me e di esserne di fatto il proprietario, che il vecchio padre Messara ( ?) pretendeva averlo conosciuto prima del sig. Fernandez ed infine che il nipote del sig.Marucchi, al Cairo, faceva valere i diritti dello zio risalenti al 1832 ; che tutte queste persone erano sulle mie spalle - essi erano interessati a farmi scavare ma che non avevo diritto di prender nulla- ragione per la quale non avevo alcun diritto né per accoradare né per rifiutare al signor de Schlieffen le sfingi che mi aveva richiesto » [15] agosto 1858 [16] dicembre 1859 [17] Nel 1849-1850, all'età di 28 anni, Gustave Flaubert fa con l'amico Maxime du Camp un lungo viaggio in Egitto che lo porta da Alessandria alla Nubia. Il suo diario e la sua corrispondenza rivelano un uomo abbagliato ed emozionato. I monumenti e i paesaggi, le donne e gli uomini, il colore e la luce gli forniscono l'occasione per tracciare miniature cariche di poesia e spirito evocativo. [18] Rhoné, Arthur (1836-1910) correspondant de la Société des antiquaires de France."L'Égypte à petites journées: études et souvenirs : Le Kaire et ses environs" 1877 [19] Georg August Schweinfurth (1836 Rīga - 1925 à Berlin) botanico ed etnologo tedesco. Dopo gli studi (Heidelberg, Munich et Berlin) egli si dedica alla botanica e alla paleontologia. [20] Franz Bock (1823-1899) uno dei più importanti storici del tessile antico [21] Gaston le Breton (1845-1922) [22] Vladimir de Bock (1850-1899) [23] Albert Gayet (1856-1916) [24] Emile Guimet (1836-1918) [25] Ernesto Schiaparelli (1856-1928) [26] Giunge al Cairo nel 1875. Qui fonda, su raccomandazione del Khedive, una società geografica [27] I pezzi collezionati da Georg August Schweinfurth : 410 provenienti da Arsinoe e 58 da Heracleopolis Magna, nel 1935 raggiungono i Musei berlinesi (Skulpturensammlung und Museum fur Byzantinische Kunst). Altri frammenti saranno in seguito distribuiti tra il Roemer und Pelizaeus Museum di Hildesheim, il Romish- Germanishes Zentral Museum di Mainz e il Museum fur Kunst and Gewerbe Museum di Amburgo. [28] Viennese commerciante di tappeti con succursale al Cairo [29] Un dato che le collezioni inglesi e torinese certificano ampiamente. Se sulle collezioni inglesi si avrà modo di parlare successivamente, va sottilineato che nel 1879 (sei anni prima del viaggio in Egitto) la collezione torinese introita un lotto di stoffe d'età copta già appartenente alla collezione privata di Franz Bock. [30] per stessa ammissione dello studioso [31] Tessuti che saranno da lui proposti al grande pubblico nel corso di una esposizione organizzata, nell'autunno dello stesso anno, nella città di Dusseldorf. [32] In seguito la sua collezione sarà suddivisa tra il Museum fur Angewandte Kunst di Vienna e il Kunstgewerbemuseum di Berlino. [33] direttore dei Musei Dipartimentali : Musée des Antiquités, Musée de la Tour Jeanne d'Arc à Rouen et Musée Corneille à Petit-Couronne, membre de l'institut de France [34] parteciperà all'organizzazione "dell'exposition nationale et coloniale" a Rouen del 1896, salutata dalla critica come: " la plus importante des expositions de Province". [35] la prima esposizione universale del 1851 è all'origine del South Kensington Museum, in seguito Victoria and Albert Museum da Londra. [36] L'idea di creare a Lione un museo collegante l'arte e l'industria agita la prima metà del XIXe s. La Camera di Commercio mette il progetto in esecuzione nel 1856 incaricando Natalis Rondot della missione di: "étudier les institutions nouvellement créées par le Département anglais de la science et de l'art, notamment l'organisation des musées d'industrie". Il rapporto di N. Rondot presentato nel 1858, da inizio ai lavori. Il museo è aperto al pubblico nel 1864 [37] Gaston Maspero (1846-1916) [38] da cui era emerso un insieme abbastanza omogeneo d'oggetti spediti in Francia per mezzo della « valigia diplomatica » [39] Sito nel quale sappiamo essere stati attivi tra gli altri: T.Graf, Tano, Fouquet e Reinach [40] si richiama la nota 11 dell'articolo Storia delle collezioni di tessuti egiziani: 1. Il collezionismo tessile - di Franca Angonoa Gilardi [41] F.Petrie avrà modo di criticare più volte il metodo lavorativo dei suoi predecessori e contemporanei come documenta la frase di seguito riportata: « rien ne semble n'être fait avec aucun uniforme ou le plan régulier, travail est commencé et non fini gauche ; aucun respect n'est payé à de futures conditions d'exploration, et aucun dispositif civilisé ou de travail d'économie n'est utilisé. Elle est écoeurante pour voir le taux auquel tout est détruit et le peu respect payé à la conservation. » Jesse Haworth, il ricco uomo d'affari di Manchester che sponsorizza, in parte, la sua opera ed Amelia Edwards sono del suo stesso avviso. [42] Jacques Jean Marie de Morgan (1857-1924) Studia presso « l'Ecole des Mines » di Parigi (diplomato nel 1879). Viaggia in Scandinavia e Boemia. Nel 1882 pubblica la "Description géologique de la Bohême" e la "Mémoire sur les terrains crétacés de la Scandinavie". Visita in seguito le miniere d'oro della Transilvania (regione della Romania), l'India, la Malesia, il Caucaso, la Persia (Iran). Il 5 settembre 1892 è nominato Direttore del « Service des Antiquités d'Egypte ». Il 12 maggio 1895 crea la « Direzione dei lavori di Karnak ». Nel dicembre 1897 è nominato Delegato Generale del « Ministere de l'Instruction publique Francaise » presso la missione archeologica di Persia. Missione che dirige per 15 anni. Il 9 marzo 1906 è gratificato quale Comandante della Légion d'honneur. Nel 1912, rientra in Francia. La sua opera "La préhistoire orientale" uscirà postuma. [43] Lettera del 20 gennaio 1895 Archivi Nazionali di Francia. [44] Jean Marie Philippe Albert Gayet (1856- figlio di Antoine (1820-1868) e di Claudine Emilie Flessière (1820-1877). Nel 1876 s'iscrive all' Ecole des Hautes Etudes sezione di storia e filologia egizia. Nel 1881 entra a far parte del personale scientifico della Missione Archeologica francese presente al Cairo lavorando al fianco di G. Maspero sul sito di Luxor. Il 29 settembre 1884, su proposta del direttore della Missione permanente del Cairo Eugène Grébaut, Gayet è confermato in qualità di membro aggiunto temporaneo. Il 22 gennaio 1885 Gayet s'imbarca per l'Egitto dove lavorerà con zelo ed accanimento per tre anni. Nel 1887 apre lo scavo di Cheik Abadeh. Nel 1895 su sovvenzione dell'industriale Emile Guymet Albert Gayet apre gli scavi di Antinoe che condurrà sino al 1912. Il 9 maggio 1916 A.Gayet muore nel suo domicilio parigino (avenue de Breteuil) nell'indifferenza generale del mondo scientifico. Egli lascia, per legato testamentario, la proprietà delle sue collezioni alla sorella Marie . Articoli recentemente pubblicati in Egittologia [archivio]:
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