Ενθα δε οι δεπας εσκε τετυγμενον, ουδε τις αλλος
ουτ'ανδρων πινεσκεν απ'αυτου αιθοπα οινον.
ουτε τεω σπενδεσκε θεων, οτι μη Διι πατρι.
( Il. Π 225-7)
Questa coppa inscritta rinvenuta negli scavi di Hillat el-Arab, presso Napata, da Irene Vincentelli, riveste una straordinaria importanza storica, a causa della fraseologia che si collega ad una varietà di documenti.
Traduzione:
"(Al ?) tuo ka, per Tebe, Eliopoli, Menfi, Ermopoli, Abido (il distretto dell'eternità), (cosicché) gli dei che vi abitano ti proteggano, Amon, Mut, Khonsu ti donino un'esistenza felice: al ka del portastendardo della compagnia "Ramesse è amato come Ra", Khaemteri."
Il possessore e la sua appartenenza militare:
Il destinatario dell'iscrizione portava il grado di ufficiale delle truppe di terra (la "compagnia"
durante l'età ramesside contava duecento uomini): per il titolo tj3 sryt n z3 cfr. Helck 1939, 36-37; Faulkner, in JEA 39 (1953) 45; Schulman 1964, 26 ss.; Yoyotte and Lopez 1969, 6 ss.
Secondo Yoyotte e Lopez 1969, 8 "tj3y sryt définit avant tout un grade, celui de l'homme habilité à commander une compagnie". L'espressione n z3 R'-ms-s mrty mi R' "définit et localise la fonction résultant de ce grade"; essa corrisponde ad un hry "capo", "locution officieuse, peut-être empruntée au langage parlé".
Circa l'uomo, cfr. Chevereau 1994, § 15 "porte-étendard" p. 110: ignoto (fuorché sia lo stesso di § 4.07). La documentazione concernente i portastendardo è riunita in KRI III 254-258 [135].
Un Khaemteri è noto come "scriba dell'esercito" sotto Merneptah (KRI IV 116,9; 116,15-16, Chevereau 1994, § 30.42, p. 207, e § 31.37, p. 221), ma è improbabile che sia lo stesso, che opera, ad un livello più alto, in un'unità denominata da Ramesse II. Secondo lo Schulman 1964, 20 "the army-scribe, on a unit level, was associated with the company as one of its officers", ed a p. 64 (§ 159) suggerisce l'equazione "army-scribe (ssh msh')" = "scribe of the company". Di nuovo a p. 65 (§ 163) "we may assume that the "scribe of the company" was the lowest ranking of the military scribes inasmuch the "company" is the lowest unit-level on which a scribal rank is attested. He was then subordinate to the "standard-bearer" (= "quartermaster of the army") who commanded the company, and was certainly the unit's administrative officer." Lasciamo aperta la questione se secondo i casi le funzioni di scriba dell'esercito possano scambiarsi con quella di portastendardo.
Secondo KRI II 283,13 sotto il grado di portastendardo c'era solo quello di "auriga" (qdjn).
Il nome di persona Khaemteri era alquanto frequente durante il Nuovo Regno. Esso sarebbe venuto di moda in Nubia, quando durante il regno di Merneptah un viceré di Kush portò appunto quel nome. L'attribuzione del nostro esempio all'età ramesside (precisamente al regno di Ramesse II, come afferma l'iscrizione) è confermata, oltre che dall'epigrafia, dalla lingua, poiché il testo è redatto in neoegiziano: si noti di.w contro di.sn KRI III 10,13; 14,14.
Lo stesso periodo è coperto da una formula caratteristica: 'h' nfr, cfr. Barta 1968, Bitte 151: che era in uso dalla seconda metà della XVIII dinastia (p. 126) e durante la XIX dinastia (p. 153), in diminuzione durante la XX dinastia (p. 168); KRI III 60,12; 97,6; 115,12; 129,15; 137,2; 148,9; 150,1; 152,15; 153,9; 162,5; 181,8.12; 193,4; 196,16; 262,7; 293,6; 299,5.
In essa nfr mostra il suo significato generico "buono, bello" regolare in neoegiziano.
Tanto l'ortografia del titolo (tj3y sryt) quanto quella del nome di persona (kh'-m-tri) coincidono con quelle trovate per esempio in una Miscellanea redatta a Tebe nei primi anni del regno di Merneptah (pBologna 1094 7,1; 8,1 = Gardiner 1937, p. 6,13 and p. 7,12), confermando così tutte le osservazioni precedenti.
Termini geografici:
La comprensione della lista di città è aiutata dalle iscrizioni sulla statua cuba coeva di Wn-nfr (KRI 292 [147] = Copenhagen AEIN 662: BAE VI 11), in cui si menzionano "tutte le feste del cielo e della terra" celebrate in:
Statua / Coppa
1. Iwnw-shm' = W3st
2. Iwnw-mh = Iwnw
3. Inb-hdj = hwt-k3-Pth
4. Wnw = khnmw
5. T3-wr = sp(w?)t-nhh
La sequenza dei toponimi è identica, Tebe ed Eliopoli sono associate a causa della loro affinità, mentre la città meridionale è ovviamente collocata prima di quella settentrionale secondo l'ordine geografico da sud a nord. La stessa equivalenza toponomastica per Tebe si trova su uno dei due leoni Prudhoe nei nomi di Amenhotep III (hq3 W3st) e Tutankhamun (hq3-Iwn-shm'), cfr. Gauthier 1912, 312; Von Beckerath 1999, 143 e 145. Lo stesso ordine di successione Tebe-Eliopoli-Menfi si osserva nel pHarris I (Grandet 1994) e in genere negli atti (Helck 1974, 67). L'ordine geografico però non è rispettato per le ultime due menzioni, Ermopoli in Medio Egitto ed Abido (più esattamente "il nomo tinita") più a sud.
Ermopoli con il suo dio Thot occupa un posto di rilievo in quel periodo, perché Thot godeva di un culto importante in Nubia, in particolare Thot di Pnubs (= Kerma) nel periodo greco-romano, cfr. LGG VII 647, al quale fu dedicato il tempio tolemaico-romano di Dakka (Pselcis), che potrebbe esser la ricostruzione di una cappella del Nuovo Regno: Le città di wn e khmnw erano in origine distinte benché vicine tra loro. L'equazione consentita dai documenti prodotti rimanda al Nuovo Regno la loro identificazione, che finora era attestata solo nell'età tarda: Gardiner 1947, II 80-82.
Il confronto delle due liste pare un'autentica iscrizione bilingue, che mostra una traduzione dei termini geografici tra due registri di lingua differenti. Il recupero dell'antico toponimo per "Tebe", W3st, nella tradizione popolare è degno di nota. Per l'equazione W3st = Ipt-swt = Iwnw-Shm' si veda JEA 41 (1955) tav. VII di fronte a p. 30, linea 3 (Ramesse IV ?). Simili doppioni si incontrano durante l'età ramesside, il più famoso concerne la designazione della tomba del faraone: st-m3't = p3 khr.
sp(w?)t nhh starebbe qui per il nomo tinita (t3-wr) e sarebbe un precedente della più tarda designazione spwt nt djt "distretti dell'eternità", cfr. LGG VI 272 sp3t nt djt e LGG III 522 niwt nt nhh.
Ambo i termini si trovano già insieme (niwt nt nhh, spt nt djt) dal Medio Regno e dalla XVIII dinastia secondo Edel 1971, 19, in riferimento all'aldilà (il primo nella Storia di Sinuhe, B 171), e fino alla XXII dinastia (Berlin 22461, probabilmente da Tebe: Jansen-Winkeln, in SAK 22, 1995, 180-181: linea 14). Si veda pure LGG III 667 ss., 791 ss. 814; e SAK 27 (1999) 282 b (Perdu).
Circa una possibile lettura tjst, si veda Sauneron, in Kêmi XVIII (1968) 20 (a), ma tjst non è mai connesso né con nhh né con djt, cfr. in ogni modo jw n m3'tw come designazione di Abido alla fine del Nuovo Regno, ZÄS 84 (1959) 102. La nostra coppa provvede anche qui la più antica attestazione dell'espressione popolare (religiosa) per il nomo di Abido.
Paesaggio religioso:
La dedica di Khaemteri contiene una eco notevole della dottrina contenuta nel pLeiden I 350 (IV 21-24: Zandee 1948, 89). Ivi sono citate di nuovo le tre città principali (Tebe, Elaiopoli, Menfi) nello stesso ordine e con gli stessi nomi (W3st Iwnw Hwt-k3-Pth), ma invece delle tre divinità corrispondenti (Amon, Ra and Ptah), sulla coppa è sostituita la Triade Tebana (Amon, Mut e Khonsu) confermando così lo sfondo cronologico e topografico della sua fabbricazione.
La sequenza khw tw ... di.f occorre di nuovo in KRI III 68,14; 73,1-2, cfr. BIFAO 101 (2001) 299 (Koenig): espressioni per la protezione nel pBeatty VIII, un manuale magico usato nella vita quotidiana durante lo stesso periodo.
Riferimenti cronologici:
Il nome della compagnia Ra-ms-s mrty mi R' è simile a parecchi nomi di compagnie (z3) nel periodo di Ramesse II, composti con uno degli ultimi due nomi della titolatura regale in rapporto con un dio principale, Montu, Atum, Amon e (qui) Ra, rappresentanti di Tebe ed Eliopoli:
1. R'-ms-sw Mr-Imn mr Mntj KRI III 260,8
2. R'-ms-sw Mr-Imn [mr] Tm KRI III 264,6
3. Wsr-m3't-r' stp.n-r' mr Imn KRI IV 84,13; 116, 15-16.
Quasi gli stessi dei (Atum sostituito da Seth, il dio della capitale Pi-Ramesse, and Montu da Ptah) entrarono nei nomi delle divisioni della Battaglia di Qadesh.
Per la variante "amato come (invece di: di) Ra": "Ramesse è uno amato come Ra", si aggiunga in particolare mrty KRI III 96,8; e mr mi Imn KRI III 97,5. Inoltre questa variante si trova nei nomi di statue, cfr. Hoverstreydt in LingAeg 5 (1997) 109.
Si noti che R'-ms-sw Mr-Imn mr mi r' era anche un nome di persona: KRI IV 104,14. Su questo nome si veda la recente discussione da parte di Schneider 2003, 136-137. Inoltre l'espressione R'-ms-s(w) Mr-Imn mrty mi R' è incisa sul ventre di uno scarabeo al Museo del Cairo (Newberry 1907, n. 36281, pl. V), ed un altro simile esemplare si trova in proprietà privata in Italia.
La struttura della formula:
La formulazione dell'iscrizione è rara ma non unica. Una formula d'apertura identica, persino nell'ordine e nella natura dei geroglifici (kA.k n WAst, seguiti da alcuni epiteti, e poi dalla dedica n k3 n) occorre su una coppa di rame inedita esposta nel Museo dell'Università di Bonn (Inv. L 1609) come prestito privato di provenienza ignota, ma che certamente venne da Tebe ed appartiene probabilmente alla XIX dinastia. Sono grato alla Prof. U. Rössler-Köhler per il permesso di citare questo oggetto importante.
Un'altra formula di apertura simile (n kA.k n seguita da Amon accompagnato da tre epiteti), e quindi la chiusa "per il ka del sacerdote wab di Amon di Pnubs, Penamun, giusto di voce" si trova su una coppa bronzea scavata in una tomba di Kerma: Bonnet and Valbelle 1980, 1-12 e tav. IV. La somiglianza tra gli oggetti e l'analogia della concezione delle iscrizioni incisevi, espresse in un modo alquanto caratteristico, potrebbe accostarle per la data, e forse anche per la loro fabbricazione.
Siccome le coppe da Hillat al-Arab e nella collezione di Bonn sono chiaramente riferiote all'età ramesside, una datazione vicina anche per il reperto di Kerma appare verosimile, anche perché frattanto il culto di Amon di Pnubs è stato accertato nel Nuovo Regno: D. Valbelle 2003 a, 202-204, and Valbelle 2003 b, 289-302. Per giunta Amon di Khaemteri è quello di Tebe, ed il paesaggio religioso della sua iscrizione votiva è collocato esclusivamente in Egitto.
La struttura formale di tutte queste iscrizioni segue il modulo delle consuete formule funerarie: (n) k3.k n sostituisce una formula htp di nsw seguita da diversi dei che concedono benefici (di.sn pr(t) khrw) al defunto (n k3 n). In ogni modo il termine ka si riferisce a chiccessia, morto o vivo, e non è peculiare o limitato all'aldilà, così che è interessante osservare come una simile formula fosse intesa durante l'esistenza terrena.. Si può ancora confrontare una formula su una stela del Cairo (CGC 48876, end): n k3.k n rn.k, dove il ka ed il name sono collocati sullo stesso livello.
Si veda ancora k3.k m htp KRI III 7,11.
Questo prezioso oggetto era certamente un bene di prestigio che distingueva il ceto sociale del suo possessore quale membro della comunità militare. La solennità della iscrizione incisa combacia con il valore della coppa come status symbol, che doveva accompagnare il defunto fino nella vita postuna. Questo reperto provvede egualmente una prova precoce – fino in Nubia – del diffuso rito di libagione eseguito durante i funerali, che è echeggiato ancora nell'Iliade.
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