Passi devoti - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 21-01-2008

Gli esemplari che riportano massime religiose, frasi devozionali o di culto, comportano spesso difficoltà di interpretazione e non sempre è possibile venirne a capo. "Le déchiffrement de toutes les sentences inscrites sur les scarabées est loin d'être achevé" scriveva Drioton mezzo secolo fa [1].
Da allora, sono pochi i progressi raggiunti, a giudicare dal fatto che i moderni cataloghi riportano invariabilmente un certo numero di queste frasi non tradotte.
Tra queste iscrizioni, non poche riguardano metafore che alludono al cammino che un devoto dovrebbe seguire nella vita, cioè i passi che il pio possessore annuncia di fare, o si impegna di fare, verso una meta, ideale o concreta, in genere una divinità o la casa di una divinità: il suo tempio.
Esistono alcune varianti di questa tipologia. Ne riportiamo due, la prima delle quali (esemplare a) ci risulta essere inedita.
Si tratta di un esemplare (scarabeo a) in steatite con invetriatura virata al color mastice, le cui dimensioni sono: mm. 13 x 9 x 5. L'ampio protorace è diviso dalle elitre da una traccia T la cui linea orizzontale è flessa verso il posteriore e quella verticale è doppia. A1/II/d1 è la classificazione morfologica secondo la Tufnell [2]. L'incisione è un po'dislivellata, ma ben delineata. Sul piatto, disposta in verticale, figura la grafia: testo a, per la quale proponiamo la traslitterazione nmt.t nb n m3't pr.n wab, e, con le riserve del caso, la traduzione tutti i miei passi sono secondo la verità ed esco puro (?).
Per quanto riguarda la datazione, riteniamo l'esemplare appartenente al periodo XXII-XXV din.
Questo secondo esemplare (scarabeo b), anch'esso in steatite con tracce di invetriatura color verderame, misura mm. 16,5 x 11,5 x 7. Classificazione Tufnell [2]: A3/O/d6. Il protorace è stretto e suggerito da due restringimenti da cui si dipartono due incisioni parallele ai fianchi. La coda è evidenziata da un'altra incisione perpendicolare alla lunghezza. Le zampe sono incise profondamente, mediamente alte e tutte zigrinate. L'incisione è profonda, livellata e netta. Sul piatto, disposta in verticale, la grafia sinistrorsa: testo b.
In due paralleli identici [3] la grafia è tradotta: tutti i miei passi sono per Amon, nell'assunto che i tre segni sotto la grande n centrale sono un trigramma crittografico di Amon [4], dove il trattino sta per I, m conserva il suo valore ed n da nt (corona del Basso Egitto).
Per quanto riguarda la datazione, riteniamo l'esemplare appartenente al periodo tardo-ramesside.
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Drioton E., " PAGES D'EGYPTOLOGIE", Le Caire, 1957, p. 115.
[2] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 1 Warminster, UK - 1984, 32-37 (adottiamo questo metodo di classificazione perché ci sembra il più adeguato alla descrizione tipologica, anche se è stato concepito per esemplari del Secondo Periodo Intermedio).
[3] Hornung E.-Staehlin E., "SKARABÄEN UND ANDERE SIEGELAMULETTE AUS BASLER SAMMLUNGEN" Basel, 1976,. p. 339, 749 = Fraser 444; Newberry P.E., "SCARABS...", London, 1906, pl. XXXIX, 2.
[4] Drioton E., MDAIK "Voeux inscrits sur les scarabées", Kairo, 1956, pp. 40-41.