Introduzione allo studio degli scarabei-sigillo - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 07-01-2008 -
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Che cosa sono.
A più di tre anni e mezzo dal varo di questa rubrica, ci poniamo il problema di chi vi accede per la prima volta e che potrebbe essere disorientato da un approccio troppo specialistico: cosa sono gli scarabei-sigillo? Non è quindi inutile pubblicare un breve riepilogo e un glossario che consentano al nuovo lettore di orientarsi rapidamente sulla natura e sulla funzione di questi oggetti.
Che cosa sono.
Gli scarabei egizi sono minuscole sculture che riproducono l'insetto vero, principalmente, ma non esclusivamente, lo Scarabeo sacro (specie: Scarabaeus sacer L., genere Coprofagi, famiglia Scarabeidi, ordine dei Coleotteri, classe degli Insetti) per lo più rispettandone le caratteristiche morfologiche e le dimensioni. Dal punto di vista del ciclo biologico, l'insetto si nutre di sterco di grandi mammiferi erbivori. Dopo averlo foggiato a forma di palla, talvolta di dimensioni superiori al suo corpo, lo immagazzina in gallerie da esso stesso scavate sotto le deiezioni, facendolo rotolare con le zampe posteriori verso la tana sotterranea. Inoltre lo scarabeo si distingue per la sollecitudine che dimostra verso la prole: dopo aver formato masserelle di sterco, probabilmente ovino o caprino, a forma di pera, la femmina vi deposita un solo uovo affinché la larva, alla schiusa, possa disporre immediatamente di cibo e, nel giro di circa quattro mesi, emergere dal terreno come insetto perfetto [1]. Questo comportamento non sfuggì agli antichi egizi, puntuali osservatori della natura, che gli attribuirono alcuni significati sacrali. Ritenendolo un essere monogenere autogenerantesi ed associando il rotolare della palla che scompare sottoterra al percorso diuturno del sole che scompare al tramonto, identificarono l'insetto con il dio creatore. Il geroglifico che rappresenta lo scarabeo, khpr, significa, nella forma verbale khpr, essere creato, venire in esistenza; nella forma sostantivale khprw, manifestazione, aspetto, apparizione. Il dio Khepri, creatore di tutte le cose venute in esistenza, rappresentato nell'iconografia sacra con testa a forma di scarabeo su corpo umano, è il sole nascente, uno dei tre aspetti che assume il disco solare. Nel suo viaggio da Est ad Ovest il dio spinge il sole nel cielo, dove diviene Ra allo zenit per poi trasformarsi in Aton al tramonto ed inabissarsi per dodici ore notturne sottoterra e ricomparire nuovamente, alla fine della dodicesima ora, come Khepri. Questo simbolismo implica anche il concetto di rinnovamento ciclico ed eterno, quindi di rinascita ad una vita ultraterrena che caratterizza profondamente le credenze religiose dell'antica civiltà egizia [2]. Per quanto si è molto sommariamente accennato è facile capire come lo scarabeo abbia assunto, fin dagli albori di questa civiltà, valore apotropaico, in altre parole beneaugurante. Dai veri insetti mummificati ritrovati in giare di sepolture predinastiche [3], il passaggio ad icone amuletiche è stato breve e naturale.
Figura 1: Resa grafica delle caratteristiche degli scarabei-sigillo
Note
[1] Heinrich B. and Bartholomew G., "THE ECOLOGY OF THE AFRICAN DUNG BEETLE", Scientific American, November 1979, 146-156.
[2] Newberry P.E., "SCARABS", London-1906, 63.
[3] Flinders Petrie W.M., "SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES", London-1917, 2.