Un unicum - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 11-12-2007

L'interesse per questo esemplare risiede nella sua rarità e forse, allo stato attuale delle conoscenze, unicità. Ciò è dovuto a tre fattori concomitanti: la brevità del regno del sovrano il cui nome vi è inscritto, la preferenza per gli anelli-sigillo che, durante il periodo in cui regnò soppiantarono quasi completamente gli scarabei [1] e la restaurazione operata dall'ultimo faraone della XVIII dinastia, Horemheb, con la conseguente epurazione dell'eresia di Akhenaton e di tutto ciò che avrebbe potuto ricordarla ai posteri.
Horemheb giunse al punto di far calcolare il proprio regno dalla fine di quello di Amenhotep III [2]. Di questo effimero sovrano, Smenkhkara, undicesimo re della XVIII dinastia, si conosce pochissimo. Successore del re "eretico" Akhenaton, di cui era probabilmente il fratello minore, regnò forse poco più di due anni, probabilmente quasi completamente coperti dalla coreggenza con il fratello maggiore. Ancora oggi il luogo della sua sepoltura (forse la tomba KV55 nella Valle dei Re) e l'identità della sua mummia sono oggetto di vivace discussione. Gardiner sostiene che "...alcuni anelli trovati ad El-Amarna e i frammenti di un bassorilievo proveniente da Memfi sono le sole altre reliquie di questo breve regno..." [3]. Sembra quindi evidente che all'epoca in cui scriveva Gardiner non si conoscesse l'esistenza di scarabei con il suo nome. Anche i più recenti cataloghi specialistici lo confermano.
E' realizzato in faience con invetriatura bianca a riflessi madreperlacei; misura mm. 13 x 9,5 x 6 ed ha una classificazione Tufnell A4/vIv/d5 [4]. L'invetriatura bianca è quella originale ed è tipica della fine della XVIII dinastia [5]. Sul dorso piuttosto piatto il protorace è distinto dalle elitre da una traccia ad Y. Elitre bordate ed ornate da vistose tacche a V posizionate negli angoli superiori esterni. Zampe lisce, basse e non molto scavate. Impronta medio-profonda, dislivellata, con qualche elemento più ribassato (il disco ed il corpo dello scarabeo). Disposto verticalmente, libero nel campo, il nome di intronizzazione di Smenkhkara: 'nkh-khprw-R' che significa: vivano le
manifestazione di Ra. Che mi risulti, l'unico scarabeo documentato attribuito a Smenkhkara è quello citato da Matouk [6], ma dallo stesso autore ritenuto di errata attribuzione: infatti, ha un nb al posto dei trattini del plurale. Un altro parallelo reperito con grafia corretta è un esemplare in corniola battuto all'asta nel 1991 per il quale occorrerebbe una visione diretta in quanto, per quanto si possa capire da una fotografia, lascia un po' perplessi circa l'autenticità [7]. Gli altri documenti attribuiti a questo faraone sono tutti anelli in faience. Cfr.: Petrie [8]; Petrie [9]; Hall [10]; Newberry [11]; Hornung [12].
Sicuramente databile alla XVIII dinastia, regno di Smenkhkara.
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Flinders Petrie W.M., "SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES", London -1917, 27: riferendosi ad Akhenaton, "...after his conversion there is not a single scarab... rings of gold, bronze and glazed pottery entirely superseded the scarab in private use...The use of rings continued during the Aten worship, under Smenkh.ka.aten.kheperu and the earlier period of Tut.onkh.amen...".
[2] Come se i suoi odiati predecessori Akhenaton, Smenkhkara, Tutankhamon e Ay non fossero mai esistiti.
[3] Gardiner A.,"LA CIVILTA' EGIZIA" Ed. Einaudi, Torino-1997, p. 212.
[4] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 1 Warminster, UK-1984, 32-37 (adottiamo questo metodo di classificazione perché ci sembra il più adeguato alla descrizione tipologica, anche se è stato concepito per esemplari del S.P.I.).
[5] Hall H.R., "CATALOGUE", London -1913, 174, nota del n° 1728: "...unusual colours such as white, bright yellow, violet, purple, apple-green and chocolate brown are characteristic of the glazes of the end of the XVIII dynasty...".
[6] Matouk Fouad S., "CORPUS DU SCARABÉE EGYPTIEN" vol.1 Beyrouth -1971, 216, 566.
[7] Nfa Classical Auctions Inc., "SCARABS AND DESIGN AMULETS" Catalogue, NewYork-1991, 141.
[8] Flinders Petrie W.M., "SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES", London -1917, XXXVII 18.11,6/8 anelli.
[9] Flinders Petrie W.M., "HISTORICAL SCARABS", London-1889, 1333, anello.
[10] Hall H.R., "CATALOGUE", London-1913, 2694 anello.
[11] Newberry P.E., "SCARABS...", London-1906, pl. XXXI, 31, anello con epiteto.
[12] Hornung E.-Staehlin E. "SKARABÄEN UND ANDERE SIEGELAMULETTE AUS BASLER SAMMLUNGEN" Basel - 1976, 266, 373-374, anelli.