Faraoni certi - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 03-12-2007

Nel nostro articolo FARAONI O NO? del 12.11.2007 abbiamo citato scarabei che riportano nomi reali con grafie anomale che fanno dubitare della loro attribuzione ad un sovrano. In questo intervento riportiamo esemplari che, invece, riguardano sicuramente faraoni, ma che, almeno per uno non si può avere la certezza che sia contemporaneo del suo regno.
E' il caso di questa placchetta ovale bifacciale in steatite con tenui tracce di invetriatura celeste chiaro (Figura 1). Misura mm. 14,5 x 10,5 x 4. Incisione e scavo sono superficiali e ben realizzati.
Il lato a riporta un motivo sviluppato in orizzontale in cui figura, sulla destra, il cartiglio con inscritto il nome d'intronizzazione di Tuthmosi III, Mn-khpr-R'(grafia abituale). Al centro una sfinge passante con la testa del faraone che porta la barba rituale. Sopra la sua schiena il titolo ntjr nfr = dio perfetto (il ntjr risulta scarsamente visibile perché quasi attaccato alla testa della sfinge) e dietro di essa il titolo nb t3wy = signore delle Due Terre. Va notato che il cartiglio posto sulla destra nel senso della lunghezza con un motivo figurato alla sua sinistra è generalmente indicativo di datazione alla XVIII dinastia, ma non con assoluta certezza quando ci sia concomitanza con i titoli ntjr nfr nb t3wy [1], come nel nostro caso.
Nel lato b il motivo è sviluppato verticalmente e vi figura, sulla destra, il cartiglio con inscritto il nome d'intronizzazione di Tuthmosi III, Mn-khpr-R' (grafia abituale). Sulla sinistra la figura del re in piedi: indossa un corto gonnellino, la corona blu con ureo e nella mano sinistra tiene lo scettro hq3 simbolo del regno, mentre nella destra il segno della vita 'nkh. Anche in questo caso va precisato che il re in piedi con lo scettro hq3 di fronte al suo nome libero nel campo sotto il quale figura l'epiteto tit Imn è indicativo di datazione alla XVIII dinastia [2], ma nel nostro l'epiteto manca ed il nome è inscritto nel cartiglio. Confrontare i paralleli Hall [3]. Ancora, la combinazione di questi due motivi sui due lati della stessa placchetta è indizio di datazione alla XVIII dinastia [4]. Anche l'incisione sembra essere tipica della stessa epoca, osservando soprattutto il segno khpr un po' stirato a sembrare un ragno.
Per concludere riteniamo che si possa affermare che l'esemplare può essere datato quasi [5] con certezza alla XVIII dinastia, ma non si può essere certi che sia contemporaneo del regno di Tuthmosi III.
Il secondo esemplare (figura 2) è anch'esso realizzato i n steatite con invetriatura del tutto scomparsa e misura mm. 20,5 x 12 x 6,5. Il dorso è completamente liscio ed il protorace è suggerito da due incisioni che corrono parallele ai fianchi. Le imboccature della foratura longitudinale sono rinforzate da anelli poco salienti. Zampe basse e piuttosto spesse. Classificazione Tufnell [6] D5/O/d5.
Incisione e scavo dislivellati con alcuni segni molto profondi, altri in superficie. Nella metà inferiore del ventre si notano alcune scarificazioni e incrostazioni che non impediscono la lettura.
Il decoro, a sviluppo verticale, mostra nella metà inferiore del campo un ovale con inscritto il nome di intronizzazione di Ramesse II, Wsr-M3't-R' stp.n-R' affiancato da due urei eretti e rivolti verso l'esterno. Sopra l'ovale un vistoso sole alato e all'estremità superiore il nome di Ptah affiancato da due corone rosse dorso contro dorso (tema che si riscontra dall'inizio della XIX dinastia fino ad epoca tarda, ma con varie successive degenerazioni nella grafia) [7]. Confrontare Hall [8].
Per quanto riguarda la datazione, riteniamo l'esemplare databile all'epoca ramesside.
Il terzo esemplare (figura 3) sembra realizzato in pasta color ocra, misura mm. 16,5 x 12 x 7,5, presenta uno stato di leggera ma diffusa corrosione ed una lacuna materica nella parte anteriore del clipeo. Il protorace è abbastanza stretto ed è separato dalle elitre da una traccia a T. Le zampe sono mediamente alte, scavate a media profondità e lisce. Classificazione Tufnell [6] ?/I/d5. L'incisione risulta profonda, livellata e ben realizzata.
Disposta verticalmente, la grafia sinistrorsa Hq3-M3't-R', nome di intronizzazione di Ramesse IV, disposta sul segno del canale mr. Il composto potrebbe avere la resa : "Amato da Ramesse IV" o "Ama Ramesse IV" con accenno alla devozione del possessore per questo sovrano.
Anche se gli scarabei di Ramesse IV, che ha regnato solo per sette anni, sono relativamente pochi, non mancano i paralleli. Confrontare Rowe [9], Fraser [10], Petrie [11], Newberry [12], Hall [13].
Anche per questo esemplare ci sembra attendibile l'attribuzione a Ramesse IV e la datazione all'epoca del suo regno.
Anche questo esemplare (figura 4) è sicuramente attribuibile al faraone. Realizzato in faience blu intenso, ad imitazione del lapislazzuli, con macchie sparse color ruggine (residui di sabbia od ossidazione del componente ferroso della copertura), misura mm. 16 x 12 x 8. L'ampio protorace è separato dalle elitre da un'incisione a T la cui linea orizzontale è flessa verso la parte posteriore. Elitre ornate da tacche a V. Zampe lisce, di media altezza e poco scavate. Classificazione Tufnell [6] A1/vIv/d5.
Il decoro a sviluppo orizzontale riporta il prenomen di Amenhotep III, Nb-M3't-R', libero nel campo. Dietro la dea Maat i segni mr (Gardiner U6) e R' (Gardiner N5) con significato: amato da Ra. Da notare che questo epiteto ricorre molto più raramente di amato da Amon o amato da Amon-Ra.
Per quanto riguarda un'ipotesi di datazione, ritengo l'esemplare sicuramente del Nuovo Regno e quasi con certezza contemporaneo del re (1390-1353 a.C.).
Questo quinto documento (figura 5) appartiene ugualmente ad un faraone, anche se la grafia potrebbe essere considerata scorretta. E' realizzato in steatite grigia con copertura virata all'ocra, più scuro sul ventre e misura mm. 10 x 7 x 4. Il protorace è diviso dalle elitre da una traccia ad Y. Elitre bordate; zampe lisce, mediamente alte ed aggettanti dal corpo, maggiormente nella parte anteriore.
Classificazione Tufnell [6] A1/I/d5. Incisione e scavo superficiali e livellati. Piccola mancanza materica in basso che non preclude la lettura del segno n.
Nel motivo, disposto verticalmente, la grafia: Wsr-khpr<w>-R' stp.n-R' nome di incoronazione di Sethi II seguito dall'epiteto scelto da Ra. Da notare che con questo nome compare con la stessa frequenza un altro epiteto: mrj Imn = amato da Amon (cartiglio).
L'anomalia della mancanza del plurale, è curiosamente pressoché una costante in tutti gli scarabei di questo re. Confrontare Fraser [14], Hall [15], Hodjash [16], Hornung [17], Matouk [18], Newberry [19], Petrie SCN [20], Petrie Hist. [21].
Datazione: XIX dinastia, regno di Sethi II ( 1199-1196 a.C.).
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Jaeger B., " ESSAI DE CLASSIFICATION ET DATATION DES SCARABEES MENKHEPERRE", Fribourg, CH - 1982, § 1091.
[2] ibidem § 1204.
[3] Hall H.R., "CATALOGUE", London -1913, 995 = Flinders Petrie W.M., "HISTORICAL SCARABS", London - 1889, pl. 33, 997 (per il lato a); 1071 (per il lato b).
[4] Jaeger B., "ESSAI DE CLASSIFICATION ET DATATION DES SCARABEES MENKHEPERRE", Fribourg, CH - 1982, §§ 1220-1221, motivo 7 619, motivo 9 621.
[5] Ripetiamo: per la presenza dei titoli ntjr nfr nb t3wy ed il nome nel cartiglio e non libero nel campo.
[6] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 1 Warminster, UK - 1984, 32-37 (adottiamo questo metodo di classificazione perché ci sembra il più adeguato alla descrizione tipologica, anche se è stato concepito per esemplari del Secondo Periodo Intermedio).
[7] Jaeger B., "ESSAI DE CLASSIFICATION ET DATATION DES SCARABEES MENKHEPERRE", Fribourg, CH - 1982, §§ 290-294 variante (a); 1309-1310.
[8] Hall H.R., "CATALOGUE", London - 1913, 2191 = Flinders Petrie W.M., "HISTORICAL SCARABS", London - 1889, pl. 49, 1554; 2192 (anche con lo stesso corpo).
[9] Rowe A., "A CATALOGUE OF EGYPTIAN SCARABS" Paris - 1936, pl. XXI, p. 196, n° 833.
[10] Fraser G., " CATALOGUE", London - 1900, nn. 323, 324.
[11] Flinders Petrie W.M., "SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES", London - 1917, pl. XLV, 20.2.6.
[12] Newberry P.E., "SCARABS...", London - 1906, pl. XXXVII, 11.
[13] Hall H.R., "CATALOGUE", London - 1913, 2350, 2353, 2354.
[14] Fraser G., " CATALOGUE", London - 1900, 316.
[15] Hall H.R., "CATALOGUE", London - 1913, 2280, 2283, 2293.
[16] Hodjash S., "ANCIENT EGYPTIAN SCARABS" Moscow - 1999, 153.
[17] Hornung E.-Staehlin E. "SKARABÄEN UND ANDERE SIEGELAMULETTE AUS BASLER SAMMLUNGEN" Basel - 1976, 274, 412-413-414.
[18] Matouk F.S., "CORPUS DU SCARABEE EGYPTIEN" Tome 1°, Liban -1971, 195, 663.
[19] Newberry P.E., "SCARABS...", London - 1906, pl. XXXVI, 6.
[20] Flinders Petrie W.M., "SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES", London -1917, pl. XLIV, 19.8.8-16.
[21] Flinders Petrie W.M., "HISTORICAL SCARABS", London - 1889, pl. 52, 1623-1627.