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Bapef o Amon? - di Franco Magnarini

Questo minuscolo, ma ben modellato, esemplare è realizzato in steatite color ocra con invetriatura verde tenue in parte scomparsa sul dorso a causa della consunzione dovuta all'uso. Il protorace è diviso dalle elitre da una traccia a T. Elitre bordate ed ornate da due brevi trattini.
Misura mm. 9 x 6,5 x 4. Zampe completamente lisce, mediamente alte e scavate a media profondità.
Classificazione Tufnell [1] D2/I/d5. Scavo livellato, ben realizzato con particolari a tratteggio all'interno dei segni. Sul piatto, una lacuna materica dovuta allo sfondamento della parete in corrispondenza della foratura longitudinale sottostante.

In disposizione orizzontale i segni (testo 1) b3 shft, letteralmente = anima meritevole.
La combinazione potrebbe anche stare per il testo 2, tradotta da Gardiner per: ariete [2], ma l'ariete rappresenta uno degli aspetti zoomorfi di Amon, quindi non si può escludere che il senso voluto sia una scrittura criptica di Amon.
Ma potrebbe anche essere la grafia abbreviata del testo 3 = Ba-pf, un dio [3].
Bapef, era un'antica divinità funeraria, dio della V ora della notte [4], il cui nome significava questa anima. Sembra citato per la prima volta nei Testi delle Piramidi in cui si recita che il re defunto, dopo aver superato i pericoli del suo cammino nel mondo sotterraneo, passa dalla cosiddetta "Casa di Bapef" dove può riposare senza conoscere "pena e dolore" e protetto da tutti i mali.
Dalla mastaba della principessa Meresankh III a Giza si sa che, nell'Antico Regno, Bapef godeva di un culto con un proprio clero di cui la stessa Meresankh III e sua madre Hetephers II erano sacerdotesse [5].
Le spiegazioni del significato di questo ermetico motivo potrebbero quindi essere le seguenti.
Seguendo la traduzione letterale, che si tratti di uno scarabeo di carattere funerario che "certifica" la rettitudine del defunto che si appresta ad entrare nell'aldilà; forse l'ipotesi più attendibile.
Che si tratti di oggetto, sempre destinato ai defunti, invocante la protezione del dio Bapef; in questo caso il suo culto dovrebbe essere stato ancora praticato ai tempi dello scarabeo, cioè dopo circa 1500 anni, cosa che ignoriamo.
Oppure di uno scarabeo, destinato ai viventi, invocante la protezione di Amon.
Per un tentativo di datazione, propendiamo per il Terzo Periodo Intermedio.


Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini


Note

[1] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 1 Warminster, UK - 1984, 32-37 (adottiamo questo metodo di classificazione perché ci sembra il più adeguato alla descrizione tipologica, anche se è stato concepito per esemplari del Secondo Periodo Intermedio).

[2] Gardiner A., "EGYPTIAN GRAMMAR", Third edition Oxford UK-1988 p.459.

[3] Ibidem, p. 528.

[4] Wallis Budge E.A., "THE GODS OF THE EGYPTIANS" vol. 2, reprint by Dover, New York USA-1969, p. 301.

[5] Hetepheres II: figlia di Cheope e madre di Meresankh III, tra i suoi numerosi titoli annoverava quello di sacerdotessa di Bapef (hmt-ntr-b3-pf). Meresankh III: moglie di Chefren e figlia di Hetepheres II, anche lei si fregiava dello stesso titolo.







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Bapef o Amon? - di Franco Magnarini

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