L'abbigliamento - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 23-10-2007

I primi scarabei con la rappresentazione di figure umane risalgono all'inizio del Primo Periodo Intermedio, ma sono delineate nel cosiddetto stile lineare, che richiama figurine composte con i fiammiferi. E' solo nel Secondo Periodo Intermedio, che la figura umana assume sembianze realistiche, arricchita di particolari relativi alle vesti ed ai lineamenti [1]. Quelli che riportano l'immagine di faraoni apparvero nel Nuovo Regno, quando l'Egitto raggiunse il massimo del suo potere e del suo fiorire economico e politico.
Prendiamo ora in esame alcuni scarabei da un'angolazione insolita, ma non inutile: l'abbigliamento [2]. Infatti, non pochi particolari dell'abbigliamento possono esserci d'aiuto nel determinare la datazione e la provenienza degli esemplari.
A lato (fig. 1), figura femminile stante che indossa un'aderente veste di foggia canaanita [3] che le arriva alle ginocchia. Il fine reticolo a rombi vuole probabilmente imitarne il tessuto a vivaci colori [4]. Una fascia in tinta unita orna la cintura e l'orlo inferiore. Indossa una parrucca e tiene nella mano sinistra un probabile ramo di palma, mentre la destra è abbandonata lungo il fianco. Epoca: Secondo Periodo Intermedio.
Questo personaggio maschile (fig. 2) indossa la veste di stile egizio con il davantino trapezioidale e una corta parrucca [5]. Nella mano sinistra impugna un bastone, segno di distinzione, mentre la destra è abbandonata lungo il fianco. L'ureo nel campo è afferrato per la coda oppure, toccando la sommità del bastone, dà solo l'impressione di esserlo? In considerazione dell'angolo innaturale formato da coda e bastone, siamo propensi a ritenere valida la seconda ipotesi. Epoca: Secondo Periodo Intermedio.
La lunga veste pieghettata stretta (fig. 3) alla cintura da una fascia o sciarpa è quella indossata nel Nuovo Regno da personaggi di rango.
Le scene che rappresentano il sovrano sono riconducibili ad alcuni gruppi omogenei: il faraone vittorioso sul nemico, il re in gloria, il re adorante una divinità.
Il tema del re che rende omaggio a una divinità è documentato in numerose varianti. Quella con il dio Ptah è essenzialmente ramesside con qualche precedente nella XVIII dinastia [6].
Il primo dei quattro esemplari illustrati qui di seguito è databile tra la fine della XVIII dinastia e l'inizio della XIX dinastia, gli altri tre sono ramessidi. La particolarità che li accomuna è che tutti calzano la Corona Blu (l'elmo da guerra probabilmente di cuoio rinforzato con borchie metalliche). Poiché non si conoscono rappresentazioni di questo copricapo prima del Nuovo Regno, abbiamo una conferma indiretta dell'epoca.
In questo esemplare (fig. 4) il re rende omaggio ad Amon-Ra che impugna lo scettro w3s. Il sovrano calza la corona blu con ureo e indossa una larga e lunga veste pieghettata che sembra stretta in cintura da una sciarpa il cui lembo pende in avanti. Il dio non è riconoscibile causa la lacuna, ma si legge il suo nome in alto (grafia incompleta <I>mn-R'). Sembra che la rappresentazione del re abbigliato con una veste lunga fino ai piedi sia attestata nel Nuovo Regno solo a partire da Amenhotep II [7].
A destra (fig. 5), il re in piedi su una linea a rappresentare il terreno in atteggiamento adorante verso il dio Ptah; calza la corona blu con ureo da cui pende un lungo nastro che gli scende sulle spalle.
Indossa una stretta tonaca lunga fino alle caviglie sopra la quale sta il grembiule con il davantino trapezoidale annodato in cintura. La protuberanza triangolare è un espediente grafico per rendere la forma trapezoidale vista di profilo. Tra i due personaggi, in alto, il disco solare con urei.
Il faraone raffigurato in questo notevole esemplare di diaspro rosso (fig. 6) è Ramesse II. In alto compare il suo nome abbreviato: Wsr-M3't-R' (solo durante il suo secondo anno di regno il sovrano aggiunse l'epiteto Stp-n-R') [8].
Il re è rappresentato in piedi, mentre rende omaggio ad Amon-Ra assiso su un trono cubico [9] e con in mano lo scettro w3s di Tebe. Gli sta porgendo qualcosa di indistinto con la mano sinistra (da paralleli si può presumere che si tratti di una piccola dea Maat) [10]. Calza la Corona Blu con ureo e dalle spalle gli pende il contrappeso del pettorale. Indossa una tunichetta al ginocchio, più corta sul davanti [11]. Tra i due personaggi un tavolo d'offerta.
Il secondo disco vicino alle piume del copricapo del dio non avrebbe senso se non si ipotizza che serva per completare il suo nome, integrando la sua figura assisa: Amon-Ra.
Anche quest'ultimo esemplare (fig. 7) rappresenta una scena di adorazione a Ptah. Il re calza la Corona Blu e impugna con la mano sinistra lo scettro hq3. Il suo abbigliamento consiste in una gonna al ginocchio con davantino trapezoidale [12] (anche qui è visibile la legatura in cintura). Tra i due personaggi la piuma shw, simbolo di verità.
Questa breve rassegna di vesti rappresentate su scarabei ci conferma la varietà che possiamo vedere nella grande statuaria, nelle steli o nelle pitture parietali. In special modo le vesti dei sovrani rappresentano bene le tipologie dell'abbigliamento.
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 1 Warminster, UK - 1984, pp. 134 -135.
[2] MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI, SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DELLA TOSCANA SEZIONE DIDATTICA, scheda A 4-1 "...L'abito maschile, assai ridotto in origine, consistendo in un semplice pezzo di stoffa che copriva la parte inguinale, subì nel corso del tempo grandi modifiche che lo portarono a divenire da un semplice perizoma ad una lunga gonna doppia nel Nuovo Regno. Per tutto il periodo più antico il gonnellino è formato di solito da un unico pezzo di stoffa annodato sul davanti, i cui lembi sporgenti formano il caratteristico davantino trapezoidale anteriore che poteva anche essere inamidato nelle vesti più raffinate. Dal Nuovo Regno in poi diventa comune la lunga gonna pieghettata, semitrasparente in quanto di tessuto fine, con ampia svasatura, sovrapposta ad un gonnellino corto sopra il ginocchio, pieghettato e fortemente aderente, di stoffa molto più pesante. Attorno alla vita diviene di uso comune portare uno scialle frangiato annodato come di cintura"...
[3] Richards F.V., "SCARAB SEALS FROM A MIDDLE TO LATE BRONZE AGE TOMB AT PELLA, IN JORDAN" Fribourg- 1992, p. 18 e pl.II, 7.
[4] Donadoni Roveri A.M. (a cura di) "CIVILTA' DEGLI EGIZI, LA VITA QUOTIDIANA" Ed. Electa-1987 coperchio con intarsi di paste vitree p. 195, tav. 269, figura a destra.
[5] ibidem, pittura parietale nella tomba del visir Amose, XVIII dinastia p. 142, tav. 187.
[6] Jaeger B., "ESSAI DE CLASSIFICATION ET DATATION DES SCARABEES MENKHEPERRE", Fribourg - 1982, § 1336.
[7] Jaeger B.,"LES SCARABEES A NOMS ROYAUX DU MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO DE BOLOGNA" Bologna -1993", p. 122.
[8] Kitchen K.A., "IL FARAONE TRIONFANTE", Bari – 1993, p. 70.
[9] Donadoni Roveri A.M. (a cura di) "CIVILTA' DEGLI EGIZI, LA VITA QUOTIDIANA" Ed. Electa-1987 stele centinata XIX dinastia, p. 70, tav. 80.
[10] Hornung E.-Staehlin E. "SKARABÄEN UND ANDERE SIEGELAMULETTE AUS BASLER SAMMLUNGEN" Basel - 1976, 272, 405.
[11] Donadoni Roveri A.M. (a cura di) "CIVILTA' DEGLI EGIZI, LE CREDENZE RELIGIOSE", Ed. Electa-1988, la tomba di Amonherkhepeshef, figlio di Ramesse III, p. 156, tav. 211.
[12] Donadoni Roveri A.M. (a cura di) "CIVILTA' DEGLI EGIZI, LA VITA QUOTIDIANA", Ed. Electa-1987 statua di Penbui XIX dinastia, p. 198, tav. 274.