Archaeogate, Il Portale Italiano di Archeologia - Ritorna alla home pageArchaeogate - EGITTOLOGIAhome EGITTOLOGIA



Cerca in ArchaeogateCerca nel sito:     

Fianchi a... coccodrillo - di Franco Magnarini

Riceviamo in visione questo esemplare che riteniamo di sottoporre all'attenzione dei nostri lettori per due motivi: l'insolita grafia nell'ovale e i fianchi assolutamente inediti.
E' realizzato in steatite bruno-rossastra senza residue tracce di invetriatura.
Misura mm. 25 x 17 x 8.
Un'importante lacuna materica sul dorso ne impedisce, purtroppo, la lettura della morfologia; rimane solo visibile l'inizio della linea doppia che separa il protorace dalle elitre e un frammento del protorace bordato.

In disposizione verticale, il decoro sul ventre mostra un bordo a corda entro il quale un ovale reca inscritto il prenomen di Thutmosi III, Mn-khpr-Ra. Su entrambi i lati dell'ovale due coppie di urei disposti testa contro testa, uno capovolto rispetto all'altro. Alle estremità superiore ed inferiore due nb, anch'essi uno capovolto rispetto all'altro.
Incisione e scavo piuttosto superficiali con qualche elemento più in profondità.
Alcune interessanti particolarità caratterizzano questo esemplare. Anzitutto la forma grafica del nome, piuttosto rara [1]: rispetto alla posizione della testa è capovolta. In questo modo si presta ad essere letta anche in orizzontale o rovesciando l'oggetto, rendendo evidente una puntigliosa ricerca della simmetria, confermata dalla posizione sia degli urei che dei cesti nb. Inoltre, la n complementare è posta sopra il mn anziché sotto.

Ma l'aspetto più straordinario di questo esemplare risiede nei fianchi.
Personalmente non ho mai visto nulla di simile e non mi risultano paralleli: in pratica sono due coccodrilli al posto delle zampe. Il significato positivo di rigenerazione e rinascita e quello negativo dell'aggressività attribuiti a questo rettile rafforzano in modo spettacolare la simbologia di questo scarabeo: soprattutto l'azione protettiva al faraone, quindi al portatore.
Per un tentativo di datazione, riteniamo di poter escludere che lo scarabeo sia contemporaneo del sovrano di cui porta il nome. Osserviamo, infatti: la grafia con n complementare e l'ovale in sostituzione del cartiglio sono caratteristiche quasi sempre posteriori; anche gli urei fiancheggianti l'ovale ed il khpr disegnato con le zampe staccate dal corpo testimoniano a favore di una riemissione postuma.
In ultimo, il bordo a corda: dopo il Secondo Periodo Intermedio in cui era frequentemente utilizzato, scomparve e tornò in auge dalla XIX alla XXVI dinastia.
Propendiamo per una probabile appartenenza al periodo tra la XX e la XXVI dinastia.


Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini


Note

[1] Jaeger B., "ESSAI DE CLASSIFICATION ET DATATION DES SCARABEES MENKHEPERRE", Fribourg, CH - 1982, § 40, 41° variante grafica.







Cliccare sull'immagine per l'ingrandimento

Fianchi a... coccodrillo - di Franco Magnarini