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Menkheperkara - di Franco Magnarini

Non è molto noto che in età giovanile Thutmosi III si fregiò del prenomen Mn-khpr-k3-R' Menkheperkara = stabile nel divenire è il ka di Ra, mutato successivamente nel definitivo ed universalmente conosciuto Mn-khpr-R' Menkheperra = stabile nel divinire è Ra. Se lo avesse adottato già dagli anni di coreggenza con Hatshepsut o nei primi anni del suo regno come unico sovrano è incerto. Ancor più incerta è la ragione per la quale il sovrano abbia deciso questo cambio di prenomen: è stato ipotizzato che lo abbia fatto in occasione di un particolare momento della sua vita. Non si può nemmeno escludere che, al momento della scelta, abbia voluto ricordare quello del nonno Thutmosi I, '3-khpr-k3-R' con il quale è evidente l'assonanza. L'unica certezza è che l'esistenza di questo prenomen giovanile è provata da numerose iscrizioni su scarabei e su monumenti, le più importanti delle quali i cartigli nel tempio di Deir el Bahari che portano entrambe le forme grafiche. Purtroppo gli studiosi non hanno attribuito molta importanza a questo fatto, ignorandolo quasi completamente. Hayes ne fa solo un fugace accenno [1]. Solo Jaeger [2] ha approfondito l'argomento citando molteplici esempi di iscrizioni monumentali e scarabei.

Questo esemplare è realizzato in steatite grigia con invetriatura color ceruleo scuro e misura mm. 16,5 x 13,5 x 6. Il dorso è liscio con una lieve strozzatura che delimita il protorace. Le zampe sono inusualmente rappresentate da una dentellatura formata da una serie di semilune con il crescente all'esterno. Incisione superficiale e livellata. Una grave lacuna nella parte sinistra del dorso interessa, in parte, anche la base, ma non ne impedisce la lettura.
In disposizione verticale, il campo è diviso in tre settori da due linee longitudinali. Al centro, in alto, il prenomen giovanile di Thutmosi III: Mn-khpr-k3-R' seguito dai segni: nb e hs-nfr-hs il cui significato potrebbe essere = Signore delle perfette lodi. Nei settori laterali, i simboli di regalità e vita: swt e 'nkh.
Questa versione del nome è quasi sempre priva del cartiglio [3] e, unitamente al tipo di incisione, potrebbe essere un criterio certo di datazione [4]. Il parallelo a confronto Hall [5] riporta un decoro molto simile ripartito in tre registri da due linee verticali e, per quanto riguarda la forma, cita le stesse caratteristiche striature ai fianchi. L'esemplare però non è compreso tra quelli ritenuti da Jaeger della XVIII dinastia in base al tipo di incisione. In considerazione di queste analogie, per un'ipotesi di datazione del presente esemplare, non essendo certi che il tipo di incisione sia tipico della XVIII, assumiamo lo stesso intervallo temporale indicato da Hall: Nuovo Regno, XVIII-XIX dinastie. Per altri paralleli confrontare Hall [6], Matouk [7], Newberry [8].


Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini


Note

[1] Hayes W.C., "THE SCEPTER OF EGYPT" , New York – 1990, vol. II, p. 125.

[2] Jaeger B., "ESSAI DE CLASSIFICATION ET DATATION DES SCARABEES MENKHEPERRE", Fribourg - 1982, § 1035-1041.

[3] ibidem, § 69 67.

[4] ibidem, § 1035-1041 e note.

[5] Hall H.R., "CATALOGUE", London -1913, 596.

[6] ibidem, 586, 587, 606.

[7] Matouk F.S., " CORPUS DU SCARABEE EGYPTIEN" , Tome 1°, Liban - 1971, p. 209,266.

[8] Newberry P.E., "SCARABS...", London - 1906, pl. XXVIII, 5, 6.







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Menkheperkara - di Franco Magnarini