Tre funzionari - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 04-10-2007

Gli scarabei con inciso il nome di funzionari reali, oggi diremmo impiegati della Pubblica Amministrazione, nel Medio Regno sostituiscono i sigilli a cilindro in uso fin dalle prime dinastie.
Il più antico pare risalga al regno di Montuhotep III verso la fine della XI dinastia [1], ma in quella successiva, a motivo dell'organizzatissimo e ubiquitario apparato burocratico, la produzione di questi esemplari incrementa notevolmente, prolungandosi nel Secondo Periodo Intermedio [2]. Nel Nuovo Regno il loro numero diminuisce drasticamente, limitandosi a citare i funzionari più importanti e conosciuti.
In genere riportano il nome e i titoli o le qualifiche del funzionario. Molto raramente riportano il solo nome senza i titoli. Nel Medio Regno e nel Secondo Periodo Intermedio i titoli sono prevalentemente di carattere laico, mentre nel Nuovo Regno è rarissimo trovare titoli che non siano attinenti al sacerdozio o al patrimonio del clero di Amon [3].
Sottoponiamo all'attenzione di chi ci legge tre di questi esemplari che ci sembrano particolarmente interessanti e rappresentativi dei periodi in cui erano in uso.
Il primo è un grosso esemplare, tipico del Medio Regno, realizzato in steatite con invetriatura verde chiaro in gran parte scomparsa. Misura mm. 26 x 19 x 12. Il protorace è piuttosto ampio e diviso dalle elitre da una traccia a T. Zampe mediamente alte, spesse, incise a bordo quadrato, le anteriori zigrinate. Incisione medio-profonda, stretta e livellata. Classificazione Tufnell [4]: C5/I/d9.
Il motivo è sviluppato verticalmente entro un bordo a tre coppie di rotoli schiacciati e discontinui, aperto in basso. Vi compare la grafia mr pr n 't [5] 'dj [6] Snbt.fy per la quale proponiamo la traduzione il sovrintendente della camera per il grasso, Senebtifi.
La camera per il grasso era probabilmente il luogo dove erano custoditi unguenti e balsami, sostanze considerate molto preziose, tanto è vero che venivano sistematicamente asportate dagli antichi violatori di tombe. Senebtifi è nome proprio molto frequente nel Medio Regno, citato da Hornung [7], Newberry [8], Fraser [9], Martin [10], ma nessuno con questa stessa titolatura. Per quanto riguarda la datazione, è sicuramente attribuibile alla XII dinastia.
Il secondo esemplare è rappresentativo del Secondo Periodo Intermedio. E' realizzato in steatite grigia con copertura verde (minime tracce visibili) virata al giallo aranciato e misura mm. 20 x 15 x 8. Sul dorso completamente liscio il protorace è accennato da due tacche orizzontali. Zampe lisce, con profili a scheggia, piuttosto basse e scavate a media profondità. Incisione mediamente profonda e livellata. Classificazione Tufnell [4] ?/O/d5.
Lacuna materica nella parte anteriore che riguarda testa e clipeo, ma non pregiudica la lettura della base. Il decoro, a sviluppo verticale, mostra la grafia: H3r sdj3wty bity imy-r sdj3wt che significa il conservatore del sigillo del Re del Basso Egitto, tesoriere Har.
Esistono più di un centinaio di esemplari di questo funzionario, dal nome di derivazione semitica Hur, tutti con la stessa iscrizione. E' stato ipotizzato che essi servissero come una sorta di moderni biglietti da visita o piccoli regali [11]. Ovviamente non mancano i paralleli che, però non concordano con le datazioni: che vanno dal Medio Regno alla XV dinastia. Cfr. Keel [12], Tufnell [13], Petrie [14], Hornung [15], Newberry [16], Niccacci [17], Fraser [18], Rowe [19] Sotheby's [20].
La datazione che ci sembra più probabile è la XV dinastia.
Questo terzo esemplare appartiene al Nuovo Regno, XIX dinastia. E' realizzato in steatite grigia con invetriatura virata al grigiastro sul dorso e all'ocra sul ventre. Misura mm. 22 x 16 x 10. Il protorace è appena accennato da due tacche sul dorso completamente liscio ed accentuatamente bombato. Zampe mediamente alte, poco scavate, tutte zigrinate ed aggettanti dal corpo. Le imboccature della foratura longitudinale sono rinforzate con anelli. L'incisione è profonda, livellata e ben realizzata. Classificazione Tufnell [4] D2/O/d6.
Il motivo, a sviluppo verticale, reca la grafia: imy-r sdj3wty B3y. Di questo funzionario si sa che era di origine siriana ed aveva iniziato giovanissimo la sua carriera amministrativa come scriba e maggiordomo sotto il regno di Merenptah o forse ancora prima con Ramesse II. Tra i suoi primi incarichi ufficiali anche quello di sacerdote nel tempio di Eliopoli. Con il faraone Siptah la sua influenza divenne tale che in due graffiti è descritto come colui che pose il re sul trono di suo padre [21]. In effetti, ebbe l'onore, probabilmente conferitogli da Sethi II o da suo figlio Siptah, di essere sepolto in una tomba nella Valle dei Re (la KV13). In alcuni monumenti e nel tempio di Amad in Nubia è stato raffigurato vicino al re, onore inusitato per un "borghese".
Ma verso la fine della carriera cadde in disgrazia perché pare che tentò di usurpare il trono.
L'iscrizione su un ostrakon [22] comunica la sua esecuzione intorno al 27° giorno del 3° mese dell'estate del 5° anno di regno di Siptah per ordine dello stesso re.
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Vodoz I., "LES SCARABEES GRAVES DU MUSEE D'ART ET D'HISTOIRE DE GENEVE" , Genève, CH - 1978, p. 145.
[2] Martin G.T., "EGYPTIAN ADMINISTRATIVE AND PRIVATE-NAME SEALS", Oxford - 1971, p. 3.
[3] ibidem, p. XII.
[4] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 1 Warminster, UK - 1984, 32-37 (adottiamo questo metodo di classificazione perché ci sembra il più adeguato alla descrizione tipologica, anche se è stato concepito per esemplari del Secondo Periodo Intermedio).
[5] Faulkner R., "A CONCISE DICTIONARY OF MIDDLE EGYPTIAN", Oxford - 1962, p. 37.
[6] ibidem, p. 51.
[7] Hornung E.-Staehlin E., "SKARABÄEN UND ANDERE SIEGELAMULETTE AUS BASLER SAMMLUNGEN" Basel -1976, p. 295,517; 519,531.
[8] Newberry P.E., "SCARABS...", London - 1906, pl. XII, 20; XIV, 3.
[9] Fraser G., "CATALOGUE", London - 1900, 12, 92; 13, 100; 14, 102.
[10] Martin G.T., "EGYPTIAN ADMINISTRATIVE AND PRIVATE-NAME SEALS", Oxford - 1971, 1583-1607.
[11] Giveon R., "EGYPTIAN SCARABS FROM WESTERN ASIA", Freiburg, CH - 1985, 11.
[12] Keel O., "CORPUS DER STEMPELSIEGEL-AMULETTE AUS PALÄSTINA/ISRAEL", Katalog Band 1 Göttingen - 1997, 297, 573; 538,23 datati XV dinastia.
[13] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 2 Warminster, UK - 1984, 2815.
[14] Flinders Petrie W.M., " SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES",London - 1917 pl. XVII, BV; BW; BX; BT; BY; BZ; CA; CB; CC; CD; CE datati XIII dinastia.
[15] Hornung E.-Staehlin E., "SKARABÄEN UND ANDERE SIEGELAMULETTE AUS BASLER SAMMLUNGEN" Basel - 1976, 296, 522;/525.
[16] Newberry P.E., "SCARABS...", London - 1906, pl. XXIII, 20; 22.
[17] Niccacci A., "HYKSOS SCARABS" Jerusalem - 1980, 4,137.
[18] Fraser G., "CATALOGUE" London - 1900, 12, 88/ 89.
[19] Rowe A., "A CATALOGUE..." Paris - 1936, 141 datato dalla XIV dinastia al periodo Hyksos.
[20] Sotheby's AUCTION 1993, 362 datato Medio Regno; 434 datato fine Medio Regno.
[21] Gardiner A., "LA CIVILTA' EGIZIA" Einaudi, Torino - 1971, p. 251.
[22] Pubblicato da Pierre Grandet in BIFAO 100 (2000) pp. 339-345.