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Fianchi insoliti - di Franco Magnarini

Riteniamo utile proporre all'attenzione di chi ci segue questi tre esemplari, non tanto per il motivi incisi sul piatto, i primi due abbastanza comuni, quanto per la morfologia piuttosto insolita che presentano, soprattutto i fianchi.
Il primo è realizzato in steatite con copertura virata all'ocra, senza alcuna traccia del probabile colore originario.
Presenta macchie scure su protorace ed elitra sinistra e misura mm. 16 x 11 x 7. Classificazione Tufnell [1] A5/II/c3.
Il protorace è a forma di scudo, completamente bordato. Due linee verticali dividono le elitre altrettanto
bordate ed ornate da due trattini diagonali verso la coda. Zampe realizzate in modo naturalistico, zigrinate e separate, in entrambi i lati, da due nicchie circolari dove il protorace incontra le elitre. Tali nicchie servivano presuntivamente per consentire l'incastonamento in un anello o in un pendente metallico. Le zampe mediane mancano. Le imboccature della foratura longitudinale sono rinforzate da anelli. Incisione larga, precisa, abbastanza profonda con sezione triangolare. In generale la realizzazione del corpo appare un po' rozza e contrasta con l'accuratezza del motivo inciso sul piatto. Disposto verticalmente, il decoro è costituito da un segno 'nkh al centro, circondato da quattro volute a C aperte verso l'esterno.
Per quanto riguarda il motivo, possiamo citare i paralleli: Keel, 629,272 [2] scaraboide a forma di anitra, con nfr al posto di 'nkh, ritenuto della 18a Din., ma con decoro che si rifà a motivi tipici della 12a; Petrie, BDS [3] XVI, 1152 con nfr al posto di 'nkh e fregi a C realizzati con linee doppie /1164 i]nfr al posto di 'nkh.
Sulla base della forma riteniamo probabile una datazione al periodo XIII-XV Din.

Il secondo esemplare è realizzato in steatite color avorio e misura mm. 13,5 x 9,5 x 6. Il protorace è distinto dalle elitre da una traccia a T la cui linea orizzontale è doppia e pendente verso destra. Le zampe sono zigrinate anteriormente, posteriormente e sono separate da una nicchia circolare, le mediane mancano. Incisione profonda, un poco incerta a sezione triangolare. L'intero manufatto denuncia un aspetto un po' grossolano.
Disposto verticalmente, il decoro rappresenta la dea Hathor raffigurata nella foggia del sistro, affiancata da due urei rivolti all'esterno. Per paralleli confrontare: Keel, 121,51/ 299,576 [2], entrambi datati alla XV Din.; Petrie, BDS, XI,552 [3]; Tufnell, 2853 [4]. Per un'ipotesi di datazione, propendiamo per il periodo XIII-XV Din.

Anche il terzo esemplare è realizzato in steatite invetriata virata all'ocra chiaro, senza tracce del colore originario e misura mm. 13 x 9 x 6. Il dorso presenta un reticolo a rombi interrotto, al centro, da una banda longitudinale liscia. La testa ricorda un muso di animale e le zampe, realizzate in modo naturalistico, sono intervallate da tre nicchie circolari per ognuno dei lati, anch'esse, probabilmente, per consentire l'incastonamento [5].
L'intenzione dell'artigiano era evidentemente quella di imitare un riccio.
L'incisione risulta un po'disordinata, a profondità irregolare. Il motivo, disposto orizzontalmente, non consente una lettura univoca, ma pare rappresentare due stambecchi (Capra ibex nubiana) che si inerpicano su una collina, il triangolo che si vede al centro, in basso. Due animali o persone disposti uno contro l'altro ai lati di un elemento centrale sono un motivo "araldico" originario della Mesopotamia, fatto proprio anche dalle tipologie fenicia ed egizia. Per un parallelo vedi Petrie [6].
Riteniamo questo esemplare databile alla XXI dinastia.


Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini


Note

[1] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 1 Warminster, UK - 1984, 32-37 (adottiamo questo metodo di classificazione perché ci sembra il più adeguato alla descrizione tipologica, anche se è stato concepito per esemplari del Secondo Periodo Intermedio).

[2] Keel O., "CORPUS DER STEMPELSIEGEL-AMULETTE AUS PALÄSTINA/ISRAEL", Katalog Band 1 Göttingen -1997.

[3] Flinders Petrie W.M., "BUTTON AND DESIGN SCARABS"-1925.

[4] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 2 Warminster, UK - 1984.

[5] linders Petrie W.M., "SARABS AND CYLINDERS WITH NAMES"-1917, LXVIII, R75; Keel O., "CORPUS DER STEMPELSIEGEL-AMULETTE AUS PALÄSTINA/ISRAEL", Katalog Band 1 Göttingen -1997 p. 689, 2 (entrambi per la forma).

[6] Flinders Petrie W.M., "BUTTON AND DESIGN SCARABS"-1925, XIV, 871.







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Scarabeo n. 1
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Scarabeo n. 2
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Scarabeo n. 3
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