Frasi devozionali - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 11-09-2007

Tra le massime e le frasi devozionali o augurali incise sugli scarabei, alcune riguardano l'intimo rapporto tra il possessore e la divinità oggetto del suo culto e a cui si rivolge per ottenere protezione in vari modi. Esistono numerose varianti di questa tipologia. Ne riportiamo quattro, di cui due ben documentate, le altre inedite.
La prima (scarabeo 1) riguarda un esemplare in steatite con minimi residui di invetriatura verde. Le sue dimensioni sono mm. 19 x 14,5 x 8 con classificazione morfologica Tufnell [1] D5/vIv/d9.
L'ampio protorace è diviso dalle elitre da una traccia a T la cui linea orizzontale è leggermente flessa verso il posteriore. Le elitre sono bordate ed ornate da tacche a V. Le zampe sono mediamente alte, incise profondamente con le anteriori zigrinate ed aggettanti L'incisione risulta profonda, leggermente dislivellata, ma netta e non priva di eleganza. Leggera mancanza materica nella base in alto a sinistra che non impedisce una corretta lettura.
Sul ventre, disposta verticalmente, la grafia: Imn-R' h3<i> nn sndj con significato "Amon è dietro(o intorno) a me, non temo nulla" oppure "Se Amon è dietro (o intorno) a me non ho paura".
In questo caso la barca sacra sormontata dal disco solare è crittografia del nome di Amon [2].
Confrontare i paralleli Newberry [3]; Hornung [4]; Petrie BDS [5]; Portland Art Museum [6].
Per quanto riguarda un'ipotesi di datazione, propendiamo per l'epoca ramesside.
Il secondo esemplare (scarabeo 2), anch'esso realizzato in steatite con invetriatura virata al color crema, misura mm. 13 x 9 x 6 ed ha una classificazione Tufnell [1] D3/I/d5. Il dorso si presenta un po' corroso.
Il protorace è distinto dalle elitre da una traccia a T. Le zampe sono mediamente alte ed incavate a media profondità, completamente lisce e leggermente aggettanti dal corpo. L'incisione è profonda, livellata e ben realizzata.
Sul ventre, disposta verticalmente, la grafia: nb htp m sa tradotta da Petrie "The Lord of Setting as protector" [7]. Ma la stessa grafia nell'esemplare di Newberry [8] è tradotta da Drioton "Harhor (probabile refuso per Hathor) est ma protection" [9], cosa abbastanza inspiegabile a meno che non si tratti di un errore di attribuzione e i primi due segni in alto non vengano anch'essi considerati come crittografia di Amon, con lettura Amon è la mia protezione.
Probabile datazione al periodo tra la XXII e la XXV dinastia.
Il terzo esemplare (scarabeo 3) è realizzato in steatite con resti di invetriatura virata al color ocra aranciato e misura mm. 13 x 10 x 5. Il protorace è separato dalle elitre da una traccia T; elitre ornate da trattini diagonali posti alle estremità esterne superiori. Zampe medio-alte, spesse e lisce. Classificazione Tufnell [1] B2/I/d5.
Incisione dislivellata (alcuni segni sono più in profondità di altri) e discretamente realizzata. Mancanza materica sul segno mn dovuta probabilmente allo sfondamento in sede di incisione del segno (il danno coincide con il vuoto della foratura longitudinale sottostante).
Sul ventre, disposta verticalmente con lettura destrorsa, la grafia che ci risulta essere inedita:
iri shw (ma't) mn iri k nb.
Questa ostica scrittura ci rende abbastanza perplessi e possiamo solo indicare, con tutte le riserve del caso, qualche probabile soluzione. Una prima ipotesi di traduzione potrebbe essere: Maat faccia durare tutte le tue azioni (lett.: tutto il tuo fare). Oppure: Maat faccia durare i tuoi occhi (lett. ogni tuo occhio da irt k nb [10]), un'invocazione per la protezione della vista?
Ma se ne potrebbe avanzare un'altra, considerando che il segno 1, la piuma possa essere letto i per somiglianza con il segno 2, la canna. In tal caso, con il successivo bilittero mn, si avrebbe la lettura crittografica Imn
L'intera frase potrebbe essere resa: Amon vede ogni tua azione (lett. ogni tuo fare), un monito a comportarsi rettamente?
Nella consapevolezza dell'arbitrarietà di queste ipotesi di traduzione, saremmo grati a chiunque volesse proporre soluzioni ritenute più adeguate.
Anche per questo esemplare indichiamo come probabile una datazione al periodo tra la XXII e la XXV dinastia.
Il quarto esemplare (scarabeo 4 è realizzato in steatite con invetriatura verde chiaro virata all'ocra rossiccio sul dorso. Misura mm. 15,5 x 11 x 8. Il protorace a forma di scudo è stretto e separato dalle elitre da una traccia a T, mentre testa e clipeo occupano quasi la metà della lunghezza. Elitre ornate da due tacche diagonali posizionate al centro. Zampe mediamente alte e scavate, le anteriori e le posteriori zigrinate, aggettanti anteriormente. La testa, trapezoidale, è insolitamente decorata da una vistosa quadrettatura.
Incisione a media profondità, dislivellata e disposta un po' disordinatamente.
Sul ventre, disposta in verticale e leggendo da sinistra una grafia di incerta lettura, su cui pesa l'ombra della non autenticità. Possibile datazione all'Epoca Tarda, non escludendo che possa trattarsi di produzione naucratita.
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 1 Warminster, UK 1984, 32-37 (adottiamo questo metodo di classificazione perché ci sembra il più adeguato alla descrizione tipologica, anche se è stato concepito per esemplari del Secondo Periodo Intermedio).
[2] Drioton E., "REVUE D'EGYPTOLOGIE", 12, 1960, p.89-90.
[3] Newberry P.E., "SCARABS...", London, 1906, pl. XXXIX, 27.
[4] Hornung E.-Staehlin E., "SKARABÄEN UND ANDERE SIEGELAMULETTE AUS BASLER SAMMLUNGEN" Basel, 1976, p. 182.
[5] Flinders Petrie W.M., "BUTTON AND DESIGN SCARABS", London 1925 pl. XIX, 1508.
[6] Gayer-Anderson Collection, n° cat. 29.16.81d.
[7] Flinders Petrie W.M.,"BUTTON AND DESIGN SCARABS", London 1925 pl. XII, 702-703.
[8] Newberry P.E.,"SCARABS" London 1906, pl.XXXIX, 14.
[9] Drioton E., "PAGES D'EGYPTOLOGIE", Le Caire, 1957, p. 117, nota (1).
[10] Faulkner R.O. "A CONCISE DICTIONARY OF MIDDLE EGYPTIAN", Oxford 1991, 25.