Amenhotep I - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 04-09-2007

Occorre premettere che la maggior parte degli scarabei di Amenhotep I, figlio di Ahmose e secondo faraone della XVIII dinastia, non sono contemporanei al suo regno [1]. Il motivo è da ricercarsi nel culto di cui fu oggetto, insieme a sua madre Ahmose-Nefertari, culto che si prolungò per tutto il Nuovo Regno. Si ritiene perchè fu il primo faraone a farsi costruire la tomba lontano da suo tempio funerario, divenendo poi il patrono degli operai di Deir el-Medina, la comunità che lavorava alle tombe della Valle dei Re. Probabilmente il primo faraone a farsi seppellire nella Valle fu il suo successore Tuthmosi I, che deve anche ritenersi il vero fondatore del villaggio. Infatti il luogo di sepoltura di Amenhotep I è controverso: alcuni ritengono che sia stato sepolto nella necropoli di Dra Abu el-Naga, tomba AN-B, sua o di sua madre, altri nella tomba KV35 della valle dei Re.
Il primo problema che si presenta nello studio di questi esemplari è quindi la loro datazione [2].
Questo splendido scarabeo realizzato in steatite brunastra con invetriatura verde brillante parzialmente perduta sul ventre, misura mm. 20 x 12,5 x 8. Sul dorso, molto convesso, leggermente carenato e completamente liscio, il protorace è suggerito da due tacche diagonali, rivolte verso il posteriore. Zampe basse, intagliate poco in profondità e completamente zigrinate. Classificazione Tufnell [3] A7/O/d6. L'incisione è superficiale, livellata, con contorni precisi e particolari tratteggiati all'interno di qualche segno (corone rosse).
Il decoro, a sviluppo verticale, è abbastanza complesso: al di sotto di una linea mediana il nome di intronizzazione di Amenhotep I, Djeserkara, posto sopra il segno dell'oro nwb e affiancato dai segni 'nkh e nfr disposti specularmente. Sopra la linea mediana il segno hs affiancato da una coppia di 'nkh e, più all'esterno, da due corone rosse. All'estremità superiore il cespuglio di papiro ha su una larga base rettangolare.
Una prima considerazione deriva dall'osservazione che il motivo richiama il "symmetric pattern" [4] in uso nel Secondo Periodo Intermedio con coppie di segni reiterate e disposte simmetricamente intorno ad un motivo centrale, molte volte con una linea traversante la lunghezza disposta circa a metà [5]. I segni più comuni che compaiono nel motivo simmetrico sono 'nkh, nfr, nwb, ha corone rosse che ritroviamo tutti nel nostro esemplare. Si noti che il nome è scritto libero nel campo e proporzionalmente piccolo rispetto al resto del decoro. Infatti spesso è scritto con segni minuti o con grafie sghimbesce, scomposte e decentrate rispetto ad altri motivi, siano esse figure umane od animali [6], curiosamente quasi a voler dare poco risalto al nome.
Un'altra caratteristica degli scarabei di questo faraone è che, su 52 paralleli che abbiamo preso in esame, il nome compare molto più spesso libero nel campo (75%) [7] di quanto non lo si trovi inscritto nel cartiglio (25%) [8].
Secondariamente si noti che parte dei segni sono già svuotati all'interno come in uso dal Nuovo
Regno in poi (la corona rossa di destra e il segno 'nkh in basso a sinistra); altri sono ancora scontornati (il segno nwb) o delineati allo stesso modo in uso nel Secondo Periodo Intermedio (il segno ha con larga base) [9].
Il tipo di incisione, nel suo complesso, si avvicina a quello tipico della XVIII dinastia: superficiale, regolare con contorni molto precisi e con alcuni segni tratteggiati all'interno [10].
La concomitanza dell'uso dei due tipi di incisione e la reminescenza del motivo simmetrico e della forma del corpo, più spesso in uso nel Medio Regno e nel Secondo Periodo Intermedio (sul dorso non sono ancora comparse le callosità omerali sulle elitre - generalmente tacche a V - che cominciano ad essere usate proprio all'inizio del Nuovo Regno), fanno pensare ad un periodo di transizione: appunto tra il Secondo Periodo Intermedio ed il Nuovo Regno, all'inizio del quale si colloca il regno di Amenhotep I.
Verosimilmente, l'artigiano dell'inizio della XVIII dinastia ha realizzato questo scarabeo iniziando ad adottare gli innovativi stilemi della nuova epoca, ma ancora un po' condizionato dal vecchio stile in voga nel Secondo Periodo Intermedio.
Tutto ciò premesso e per concludere, ci sembra di poter affermare che con buona probabilità l'esemplare può essere considerato contemporaneo al regno di Amenhotep I (1526-1506 a.C.).
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Jaeger B.,"ESSAI DE DATATION ET CLASSIFICATION DES SCARABEES MENKHEPERRE", § 1533 e segg.
[2] Purtroppo i paralleli citati qui sotto riportano quasi invariabilmente datazioni alla XVIII dinastia, non citando gli eventuali casi di realizzazioni postume.
[3] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 1 Warminster, UK - 1984, 32-37.
[4] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 1 Warminster, UK - 1984, p. 118.
[5] Tufnell O., "STUDIES ON SCARAB SEALS" vol. 2, part 2 Warminster, UK - 1984, pl. X, 1513; pl.XII, 1556, 1560.
[6] Flinder Petrie W.M., "HISTORICAL SCARABS", London, 1889, pl. 28, 816,820,821,824; Flinders Petrie W.M., "SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES", London 1917, pl. XXIV, 18.2.3 (questo, in particolare, ha un decoro molto simile, con gli stessi segni e la linea mediana)-4; Hall H.R., "CATALOGUE", London 1913, 404,407,414,415,418; Hornung E.-Staehlin E. "SKARABÄEN UND ANDERE SIEGELAMULETTE AUS BASLER SAMMLUNGEN" Basel, 1976, p. 232, 206 = Fraser 195; Matouk F.S., "CORPUS DU SCARABEE EGYPTIEN" tome 1°, Liban, 1971, p.183, 271b; p.208, 214; Newberry P.E., "SCARABS...", London 1906, pl. XXVI, 24,25,27.
[7] Flinder Petrie W.M., "HISTORICAL SCARABS", London, 1889, pl.27, 803,809,808; pl. 28, 814,816,820,821,824; Flinders Petrie W.M., "SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES", London 1917, pl. XXIV, 18.2.3-4-6-7-8-9-16; Hall H.R., "CATALOGUE", London 1913, 395,396,397,399,400,404,407,409,414,415,418,420; Hodjash S., "ANCIENT EGYPTIAN SCARABS" Moscow, 1999, pl. 3,48,49; Hornung E.-Staehlin E. "SKARABÄEN UND ANDERE SIEGELAMULETTE AUS BASLER SAMMLUNGEN" Basel, 1976, p. 232, 206 (= Fraser 195), 207,208; Matouk F.S., "CORPUS DU SCARABEE EGYPTIEN" tome 1°, Liban, 1971, p.183, 271; p.208, 213,214; Newberry P.E., "SCARABS...", London 1906, pl. XXVI, 24,25,27,33.
[8] Flinder Petrie W.M., "HISTORICAL SCARABS", London, 1889, pl. 817,819,822,823; Flinders Petrie W.M., "SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES", London 1917, pl. XXIV.18.2.5; Hall H.R., "CATALOGUE", London 1913, 405,413; Hodjash S., "ANCIENT EGYPTIAN SCARABS" Moscow, 1999, pl. 3,47; Matouk F.S., "CORPUS DU SCARABEE EGYPTIEN" tome 1°, Liban, 1971, p.183,271b; 208,212; Newberry P.E., "SCARABS...", London 1906, pl. XXVI, 23,26,28.
[9] Vedi Hall H.R., "CATALOGUE", London 1913, 300.
[10] Jaeger B.,"ESSAI DE DATATION ET CLASSIFICATION DES SCARABEES MENKHEPERRE", § 1071.