La dea Pakhet? - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 25-07-2007

Si tratta di un esemplare di cui ci vengono chieste delucidazioni.
E' realizzato in steatite con invetriatura virata al color corda e misura mm.19 x 14 x 9. Il protorace è diviso dalle elitre da una traccia a T la cui linea orizzontale è una spezzata leggermente flessa verso il posteriore. Elitre lisce. Zampe incise profondamente, alte e lisce.
Classificazione Tufnell: C7/I/d5 [1].
Probabile datazione al periodo XXII-XXV dinastie.
Purtroppo un segno non è chiaramente distinguibile per una macchia superficiale che ne confonde la lettura: quello al centro in alto non è chiaro se sia un hr o un ib.
Ipotizzando che si tratti di hr si potrebbe proporre la lettura:
testo 1
pr p3wty t3wy [2] hr (?) htp (?) ntjr
"Esce/Ascende in pace (?) il dio primordiale".
Ipotizzando che si tratti di ib, ritenendo che la terna centrale di segni possa significare Pakhet [3] e assumendo che un vetusto dizionario [4] traduce il gruppo pr ib = coraggioso, si potrebbe azzardare:
testo 2
P3kht ntjr(t) pr ib htp
"Pakhet, la dea coraggiosa, è soddisfatta".
Oppure una combinazione delle due traduzioni, cioè "Esce/Ascende in pace la dea Pakhet".
Anche per questo esemplare ribadiamo che è molto difficile tradurre frasi o sentenze che sono quasi sempre stenografiche o comprendono significati simbolici o criptici, non ancora ben compresi. Le soluzioni proposte sono quindi entrambe opinabili per cui saremo grati a chiunque vorrà proporre eventuali alternative valide a queste interpretazioni.
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Tufnell O., "Studies on Scarab Seals" vol. 2, part 1 Warminster, UK - 1984, 32-37.
[2] Faulkner R.O., "A concise Dictionary of Middle Egyptian", Oxford, UK – 1991, 87.
[3] Wallis Budge E.A., "The Gods of the Egyptian", vol.1, Chicago and London – 1909, 517. La dea Pakhet o Pekhet era la dea gatta o leonessa, detta "colei che graffia" o "colei che lacera" cui fu eretto un santuario vicino al moderno villaggio di Beni Hasan nell'Alto Egittto.
[4] Wallis Budge E.A., "An Egyptian Hieroglyphic Dictionary" vol. 1, London – 1920, 241.