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| Pietas Ramesside al Museo Egizio di Torino: Studio di una statua di privato (Cat. 3032) - di Dania BordignonRedazione Archaeogate, 24-07-2007 « Pag. 8 di 8 ![]() SommarioConclusioniQuando nel Nuovo Regno inizia ad essere sempre più presente la sfiducia nei confronti del sovrano, che pur evidenzia il suo ruolo di figlio degli dei nella statuaria (ad esempio nella triade in cui Ramesse II è rappresentato assieme ad Amon e Mut: Torino Cat. 767), la piena fiducia nei confronti della divinità prescelta si manifesta nella statuaria privata. E' una realtà che non può essere contrastata dal potere, che ne rispetta il valore concedendo a funzionari e personaggi non appartenenti alla famiglia reale di accompagnare le processioni delle divinità e di farsi ritrarre nella statuaria a tutto tondo; essi si legano indissolubilmente al proprio dio a prescindere dal ruolo del sovrano, che concede a queste rappresentazioni votive la loro collocazione nei luoghi sacri che precedentemente erano stati esclusivi del re e della famiglia reale. L'aspetto sociale che ne risulta è alquanto particolare: ogni individuo nella sua specificità ha il diritto di manifestare il proprio credo religioso, e, attraverso questo, la sua unicità tra gli uomini. Articoli recentemente pubblicati in Egittologia [archivio]:
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