Invocazione ad Amon? - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 23-07-2007

Nessun parallelo documentale per questo esemplare che, quindi, può essere considerato inedito.
Il protorace abbastanza stretto è diviso dalle elitre da una traccia a T. Elitre lisce. Zampe a scheggia, alte, profondamente scavate e zigrinate. Classificazione Tufnell: A4/I/d2[1].
Misura mm. 14,5 x 11 x 6,5 . L'incisione è profonda, regolare e ben definita.
Probabilmente databile al periodo tra la XXII e la XXV dinastia.
Sul ventre sono incisi i segni: testo geroglifico.
L'enigmatico trigramma, sulle prime, potrebbe far pensare ad una scrittura criptica del nome del dio Amon, come spesso accade per combinazioni di tre segni. Ipotesi peraltro scartata, ritenendola poco convincente per non aver trovato i paralleli che rappresentano le corrispondenti lettere I, m, n.
La traslitterazione dovrebbe essere: m iw dmdj.
Considerato che il segno dell'isola segno 1 iw potrebbe essere equivalente, per assimilazione formale, di segno 2 che è determinativo per rn = nome, con l'imperativo imi = fa che, concedi che, si potrebbe suggerire la lettura imi rn(i) dmdj ottenendo: Fa che il (mio) nome sia unito (a te, con implicito riferimento a una divinità?).
Ma un'altra ipotesi potrebbe essere avanzata, considerando che segno 3 è particella non enclitica all'inizio di frase come imperativo: mira, guarda, indirizzata a persona maschile[2].
Ma rn = nome e il nome per antonomasia è quello del dio Amon, il Nascosto.
segno 4 è una delle varianti di segno 5 che significa unire, radunare gente, ma anche unire le terre [3].
Seguendo questi ragionamenti, si potrebbe azzardare, con tutte le riserve che comportano queste grafie molto difficili da interpretare, anche la seguente traduzione: Amon, guarda all'unione delle terre!
con probabile allusione ad un'invocazione al dio per l'unione delle Due Terre, Alto e Basso Egitto, naturalmente.
Abbiamo già detto in altra sede che è molto difficile tradurre frasi o sentenze che sono spesso abbreviate o comprendono significati simbolici o criptici, non ancora ben compresi. La maggior parte di queste grafie sono rimaste non tradotte dagli egittologi o con significati ancora discordanti.
Le soluzioni proposte sono quindi entrambe opinabili per cui saremo grati a chiunque vorrà proporre eventuali alternative valide a queste interpretazioni.
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Tufnell O., "Studies on Scarab Seals" vol. 2, part 1 Warminster, UK - 1984, 32-37.
[2] Gardiner A., "Egyptian Grammar" Oxford, UK-1988, § 234.
[3] Faulkner R.O., "A Concise Dictionary of Middle Egyptian" Oxford, UK-1991, 313.