Chi è questo re? - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 21-06-2007

Pubblichiamo questo documento trasmessoci cortesemente da un nostro lettore. Lo riteniamo di un certo interesse per due motivi: l'inusuale forma del dorso ed il significato tutt'altro che univoco
dell'iscrizione sul ventre.
Si tratta di un esemplare in steatite con invetriatura azzurro cielo in parte rimasta ed in parte macchiata di bruno. Vistose concrezioni nerastre sull'elitra sinistra. Misura mm. 17 x 12 x 7.
Il protorace è diviso dalle elitre da un'incisione ad Y tracciata a linee doppie piuttosto distanziate una dall'altra. La sutura tra protorace ed elitre flessa verso la coda con una punta a forma di freccia è rara. Per questo tipo di dorso abbiamo solo due paralleli documentali: uno datato al periodo XXII-XXVI din., l'altro al periodo ramesside[1]. Altri due dorsi simili sono riportati da Petrie, ma riguardano due esemplari con i nomi di faraoni della IV dinastia, Chefren e Didufri, che notoriamente sono stati emessi in Epoca Tarda[2].
Testa triangolare tipo d8[3]. Zampe profondamente incise, mediamente alte, di tipo d5[4].
Sulla base, con disposizione orizzontale, compare la grafia sinistrorsa: Wsr M3't mn stp n R'. Incisione profonda e ben definita. La n complementare di mn e quella al di sotto di stp sono ridotte ad una linea orizzontale.
Questa combinazione di segni comporta un interrogativo a proposito del probabile nome che vi compare: si tratta di un nome pseudo-reale, di una variante grafica di un faraone esistente o di una semplice frase?
A mio avviso si possono fare due ipotesi, entrambe in buona misura accettabili. La prima è che si tratti di una grafia lacunosa del nome di Osorkon II (XXII din., 874-850 a.C.), Usermaatra Setepenamon, da leggersi: Wsr M3't R'stp n <I>mn. Va notato che, in questo caso, manca la
I iniziale di Amon ed il disco solare è dislocato sulla sinistra della composizione invece di occupare correttamente il primo posto alla destra di wsr (per trasposizione onorifica).
Questo nome però, oltre che da Osorkon II, è stato utilizzato anche da Ramesse IV all'inizio del suo regno e da altri otto sovrani dalla XXI alla XXIII dinastia: Amenemope, Sheshonki III, Pamy, Petubasti I, Osorkon III, Takelot III, Rudamon e Iuput II[5], il che rende più problematica l'identificazione. Anche Petrie[6] riporta una serie di varianti onomastiche di Osorkon II ed altri che, in effetti, hanno molto in comune dal punto di vista della grafia.
Ammesso, comunque, che questa ipotesi sia accettata non esisterebbe contraddizione temporale tra la forma del dorso e l'epoca di regno di Osorkon II.
Una seconda ipotesi potrebbe contemplare il fatto che si tratti di un esemplare la cui grafia è la
commistione dei nomi di Sethi I, Menmaatra, e di suo figlio Ramesse II, Usermaatra setepenra. In questo caso la lettura potrebbe essere, sempre da destra: Wsr M3't <R'> stp n R' e Mn <M3't> <R'>. Va precisato che occorre leggere due volte gli elementi Maat e Ra per ottenere il senso corretto: queste letture con elementi in comune sono abbastanza frequenti in epoca ramesside[7]. Hall riporta alcuni paralleli tra cui uno assolutamente simile, ma lo data XIX o XXII dinastia, ipotizzando che possa anche trattarsi di una variante del nome di Osorkon II [8]. Anche Petrie riporta un parallelo simile, ma lo ritiene una commistione dei nomi di Sethi I e Ramesse II [9]. Matouk, per i paralleli del suo catalogo, rimanda alle opinioni di Hall e di Petrie[10].
Rowe riporta un parallelo quasi identico, ma lo attribuisce dubitativamente a Pamy della XXII dinastia, citando l'affermazione di Petrie: Pamay is the only king who dropped the a of Amen and put only men[11]. Ward ritiene il suo esemplare di Osorkon II e traduce: strong in the truth of Ra, chosen of Amen[12].
In via del tutto subordinata, ma per completezza, ritengo che nemmeno si possa escludere che non si tratti di un nome, ma semplicemente di una frase del tipo: "perdura potente la verità (di chi?), scelto da Ra" copiata supinamente e lacunosamente da un artigiano non egiziano di Epoca Tarda.
Come si vede l'attribuzione di questo esemplare è abbastanza controversa. Non a caso il gruppo dei re "User Maat" della XXII dinastia viene considerato uno dei più difficili, come, del resto il periodo storico che costituisce il loro scenario. La contemporaneità delle dinastie XXII (a Tanis) e XXIII (a Leontopoli), con re che pretendevano di regnare contemporaneamente sull'Egitto, non aiuta a chiarire la confusione.
Per concludere e dare risposta al nostro interrogativo mi sembra corretto restringere l'area delle ipotesi alle prime due sopra citate, con leggera preminenza per la prima.
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Nfa Classical Auctions Inc., Catalogue of the auction of December 11, 1991, New York USA 1991, n.272 (datato al periodo XXII-XXVI din. (945-525 a.C.) e Keel O., "CORPUS DER STEMPELSIEGEL-AMULETTE AUS PALÄSTINA/ISRAEL" Katalog Band 1, Freiburg, CH 1997, 698, 25 (datato dalla 2a metà della XIX alla XX inastia).
[2] Flinders Petrie W.M. , SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES" , London 1917, tav. LXVI, 71; tav. LXX, 30.
[3] Tufnell O., "Studies on Scarab Seals" vol. 2, part 1 32-34.
[4] Tufnell O., "Studies on Scarab Seals" vol. 2, part 1 36-37.
[5] Jaeger B., "ESSAI DE CLASSIFICATION ET DATATION DES SCARABEES MENKHEPERRE" Fribourg 1982, § 1288, nota 765.
[6] Flinders Petrie W.M. , SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES" , London 1917, pag. 29
[7] Jaeger B., "LES SCARABEES A NOMS ROYAUX DU MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO DI BOLOGNA" Bologna 1993, 164, 103.
[8] Hall H.R., "CATALOGUE OF EGYPTIAN SCARABS...IN THE BRITISH MUSEUM" London, 1913, 2085.
[9] Flinders Petrie W.M. , SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES" , London 1917, tav. XL, 19.2.48.
[10] Matouk F.S., "CORPUS DU SCARABEE EGYPTIEN" Vol. 1, Les scarabées Royaux , Beyrouth, Liban-1971, 130, 796-798-799-800.
[11] Flinders Petrie W.M. , SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES" , London 1917, pag. 30.
[12] Ward J.- Llevellyn Griffith F., "THE SACRED BEETLE a Popular Treatise on Egyptian Scarabs" London, 1902, tav. VII, 83.