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L'oro della Nubia (di Alfredo e Angelo Castiglioni)

La zona di ricerca

Le nostre ricerche sulle antiche miniere d'oro faraoniche, tolemaiche e medievali arabe, si sono sviluppate nel cuore del deserto nubiano sudanese e precisamente nella zona di concessione archeologica assegnata dal Sudati alla nostra Associazione Ce.R.D.O.
Si tratta di un vasto territorio compreso tra 22° 00' e 20°00' di latitudine nord e tra 31°30' e 36°00'di longitudine est: una regione che presenta aspetti ambientali e paesaggistici straordinariamente differenti, dove le catene montuose che si affacciano sul Mar Rosso si stemperano nelle pianure sabbiose del deserto dell'Atmur, solcato da imponenti uadi (alvei asciutti di antichi fiumi), come l'uadi Allaki, il Gabgaba, l'Elei.
Gli Egizi chiamavano "terra di Wawat" (o Wowet, Uauat, Uaua) la regione desertica ad oriente del Nilo, situata nella Bassa Nubia, oggi conosciuta con il nome di "deserto Nubiano sudanese".
Wawat dipendeva da Mi'am (l'attuale Aniba) e la zona più ricca d'oro fu in seguito nota col nome di Akita (o Akaita, Akuita, Ikita, Akaiti). Quindi Akita era per gli Egizi quell'impervia regione montuosa posta nell'area orientale del deserto di Wawat da cui proveniva il maggior quantitativo d'oro rispetto alle altre grandi regioni minerarie, quelle di Koptos e di Kush di più facile accesso e sfruttamento, ma meno ricche di questo prezioso minerale. Ed è nella regione di Wawat che si sono svolle le nostre ricerche.

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