Dorsi decorati - di Franco Magnarini
Redazione Archaeogate, 28-05-2007

Gli studiosi ed appassionati della materia non ignorano che il dorso degli scarabei-sigillo non sempre si presenta con il classico aspetto naturalistico: sutura tra protorace ed elitre e quest'ultime divise tra loro, come nell'insetto vero. Talvolta vi si possono scorgere decori che, allo stato attuale degli studi, pare rivestano un'unica funzione di abbellimento, anche se è stato ipotizzato che alcuni di essi intendessero simulare le zampe pelose dell'insetto [1] o il dorso del riccio. Non altrettanto nota è la rimarchevole varietà di questi decori che, pur nel contesto di una frequenza largamernte inferiore (approssimativamente meno del 3,5 % del totale dei dorsi classici del nostro campione), per fantasia e inventiva, non sono da meno di quelle che caratterizzano i motivi incisi sul ventre.
Altro aspetto interessante, quello che attiene alle epoche in cui alcuni di questi questi decori si
trovano con maggior frequenza. Per esempio, pur non potendo considerarli rigidi indicatori di datazione, il periodo che corre tra la fine del Medio Regno ed il Secondo Periodo Intermedio fa registrare maggiori frequenze dei tipi a, b, c, d, e, f, g, h, i, l, mentre sono molto più scarsi dal Nuovo Regno in avanti. Il tipo q è caratteristico dell'epoca ramesside. Il dorso di tipo r è caratteristico della XXV dinastia. I dorsi multipli del tipo u sono spalmati su tutti i periodi.
Dopo questa breve premessa, sarà utile illustrare il fenomeno con alcuni esempi.
a: Rari gli inserti di pietre dure (quasi sempre corniola e lapislazzuli) o paste vitree pigmentate (generalmente nei colori rosso e blu ad imitare le medesime pietre) sul protorace e sulle elitre.
b-c-d: Questi tre scarabei evidenziano incisioni a ricciolo che partono dal clipeo (esemplare b), dai fianchi (esemplare c) e sul protorace (esemplare d).
e-f-g-h-i-l: Ai decori vegetalizzanti è sottesa una maggiore fantasia creativa: il repertorio varia da semplici rametti o foglie di palma (esemplare e), ai fiori di loto (esemplare f), a combinazioni tra essi (esemplare g) ai rametti con capolino (esemplare h), agli steli fioriti, probabilmente di giglio d'acqua Nynphaea alba ? (esemplare i), a disegni più elaborati (esemplare l). I decori a rametti sono i più ricorrenti, probabilmente in relazione alla semplicità di esecuzione.
m-n: Non mancano elitre decorate con semplici linee che, curiosamente per la loro semplicità e conseguente facilità di realizzazione, sono più rare delle incisioni a ricciolo.
o-p: Decorazioni "a scaletta", in cui doppie linee sono intersecate da trattini, tendono ad essere caratteristiche dei periodi anteriori alla XII dinastia o successivi alla XVIII. L'esemplare "o" è ascrivibile all'epoca ramesside a motivo dell'iscrizione sul ventre e l'esemplare "p" al periodo tra la XXII e la XXV dinastia.
q: Durante il periodo ramesside gli scarabei, visti dall'alto, tendono ad avere le zampe sempre più aggettanti dal corpo [2]. Questo esempio rappresenta l'esasperazione di questa moda, in cui il corpo risulta sproporzionatamente più piccolo delle zampe.
r: Il dorso decorato con protomi di animali, più frequentemente di ariete [3], ma non solo, è caratteristica frequente durante la dinastia Kushita (XXV dinastia 728-656 a.C.). Questo esemplare sembra invece avere una protome di toro.
s-t: Dorso intersecato da linee che formano losanghe o quadrati.(tipo XXX della Tufnell), dall'autrice ritenuti l'imitazione del corpo del riccio [4].
u: Il dorso a foggia di due o più scarabei si trova in quasi tutte le epoche. Se ne conoscono con 22[5], 47[6] e perfino uno con 76 [7] elementi!. E' probabile che si credesse che la reiterazione degli insetti incrementasse il potere amuletico.
Abbiamo già detto che queste tipologie sono rare. Per dare concretezza all'affermazione, concludiamo con una semplice tabella statistica realizzata su un campione di 5000 esemplari documentati [8].
Leggi anche l'introduzione generale allo studio degli scarabei-sigillo di Franco Magnarini
Note
[1] Olga Tufnell, nella sua classificazione dei dorsi, prevede, tra gli altri, due tipi: S (Sprays or branches sometimes intended to simulate the fringed legs of the beetle) e dec (Addition of curls, floral motifs and occasionally figures): Tufnell O., STUDIES ON SCARAB SEALS vol. 2 part. 1, Ed. Aris & Phillips LTD, Warminster, UK-1984, pag. 34; Newberry P.E., SCARABS... Ed. Constable & Co. LTD London, UK-1906, pag. 73.
[2] Jaeger B., ESSAI DE CLASSIFICATION ET DATATION DES SCARABEES MENKHEPERRE Ed. Universitaires Fribourg, Suisse-1982, §§ 1371, 1376.
[3] Jaeger B., ESSAI DE CLASSIFICATION ET DATATION DES SCARABEES MENKHEPERRE Ed. Universitaires Fribourg, Suisse-1982, §§ 491, 1519. Flinders Petrie W.M. SCARABS AND CYLINDERS WITH NAMES Ed. University College, Constable & Co. LTD., London UK-1917, pag. 31.
[4] Tufnell O., STUDIES ON SCARAB SEALS vol. 2 part. 1, Ed. Aris & Phillips LTD, Warminster, UK-1984, pag. 35.
[5] Hodjash S., ANCIENT EGYPTIAN SCARAB, Moscow-1999 pag. 283, n° 1081.
[6] Hodjash S., ANCIENT EGYPTIAN SCARAB, Moscow-1999 pag. 247, n° 457.
[7] NFA, New York, Catalogo d'asta dell'11 Dic. 1991, n° 105.
[8] Sono stati presi in considerazione i seguenti cataloghi: Keel O., CORPUS DER STAMPELSIEGEL-AMULETTE AUS PALÄSTINA/ISRAEL, Katalog Band 1, Göttingen CH-1997 (2027 esemplari); Hornung E.-Staehelin, SKARABÄEN UND ANDERE SIEGELAMULETTE AUS BASLER SAMMLUNGEN, Basel CH-1976 (792 esemplari); Hodjash S., ANCIENT EGYPTIAN SCARAB, Moscow-1999 (386 esemplari); Giveon R., EGYPTIAN SCARABS FROM WESTERN ASIA, Fribourg CH -1985 (457 esemplari); Giveon R., SCARABS FROM RECENT EXCAVATIONS IN ISRAEL, Fribourg CH-1988 (75 esemplari); Tufnell O., STUDIES ON SCARAB SEALS, Vol 2, part 2, Warminster UK-1984 (522 esemplari); Ward W.A., STUDIES ON SCARAB SEALS, Vol 1, Warminster UK-1978 (389 esemplari); Ben-Tor D., THE SCARAB, Jerusalem, Israele-1993 (220 esemplari); Tiradritti F., LA COLLEZIONE DI SCARABEI SIRO-PALESTINESI DELLE CIVICHE RACCOLTE ARCHEOLOGICHE DI MILANO, Milano IT-2002 (132 esemplari).