| Il progetto di ricerca dell'ISAD per la salvaguardia dei dipinti murali egizianiRedazione Archaeogate, 24-05-2007  Gli antichi Egizi realizzarono milioni di metri quadrati di dipinti murali nei loro palazzi, nelle case, nei complessi piramidali, nelle tombe, nei templi ed in ogni costruzione, decorandoli con vivaci colori e con una straordinaria varietà dei temi figurativi. I dipinti murali erano la principale espressione d'arte degli Egizi che utilizzarono qualsiasi tipo di materiale come legno, pietra, papiro, avorio, per rappresentarlo così come su molti oggetti di uso quotidiano. Oggi, però, dopo millenni di abbandoni, saccheggi, strappi e distacchi, degradi antropici dovuto ad una pressione turistica elevata, che questi milioni di metri quadrati di dipinti murali egizi sono andati perduti per sempre. Invece i dipinti murali rimangono, soltanto, nelle necropoli scavate nella roccia naturale o nel sottosuolo egiziano a testimoniare l'altissima valenza artistica di queste superfici pittoriche. L'Istituto Superiore per le tecniche di conservazione dei Beni Culturali e dell'Ambiente "A. De Stefano", guidati dalla dott.ssa Maysoun Al Khouri, capo della Missione archeologica nella Necropoli di Gharbi Assuan già dal 2003, sono iniziati e proseguono gli studi e ricerche di alto valore scientifico che hanno evidenziato quali effetti disastrosi i dipinti murali egizi subiscono per il fenomeno del vento misto a sabbia, delle umidità provenienti dal Nilo, del clima arido che non sempre aiuta alla conservazione delle superfici pittoriche in ambiente ipogeo. Oggi, dopo anni di studio gli archeologi e i restauratori dell'Istituto Superiore "A. De Stefano", insieme agli Esperti dell'Istituto di Chimica Inorganica delle Superfici del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Padova, guidati dal prof. Pietro Alessandro Vigato, stanno, per la prima volta, iniziando a verificare le indagini chimiche già effettuate più di un anno fa nei laboratori scientifici del Supremo Consiglio delle Antichità d'Egitto Al Cairo, sulle diverse cromie di colore utilizzati dagli antichi pittori egizi. Infatti dai dati rilevati dagli Esperti egiziani si potrà finalmente conoscere come sono composti i diversi colori dei dipinti murali e la loro consistenza materica. Tutto ciò servirà per realizzare i futuri restauri su questi fragili e labili superfici pittoriche che tendono a scomparire per l'aggressione dei fattori di deterioramento. La composizione fisico-chimica delle cromie dei dipinti murali egizi è a base minerale, e soltanto ora con questa ricerca promossa dell'ISAD si saprà la reale quantità degli elementi chimici presenti, cioè quanto minerale era sufficiente per creare ogni singolo colore delle superfici pittoriche egizie. Fino ad oggi la conoscenza di queste quantità non era nota, perché nessuno l'aveva cercato e si ricavano empiricamente i colori senza una scientifica ricerca. Invece per il restauro le quantità e le proporzioni originali sono indispensabili per ottenere una corretta conservazione di queste delicate superfici pittoriche. Invece i restauri finora effettuati sono stati eseguiti come se i dipinti murali egizi fossero uguali ai dipinti rinascimentali che sono a base di terre. Gli studi svolti dall'Istituto Superiore "A. De Stefano" a Gharbi Assuan stanno cambiando l'approccio scientifico verso una conservazione corretta e rispondente alle quantità e alle qualità della materia contenuta nei dipinti murali realizzati millenni fa dagli Egizi. Sembra che questo nuovo indirizzo sia diventata una necessità improcrastinabile, anche per il Supremo Consiglio delle Antichità d'Egitto, presieduto dal famoso Zahi Hawwas , che ha dato l'assenso ad effettuare la prima campionatura e le prime analisi, che oggi sono al vaglio degli Scienziati italiani, coordinati dal Prof. Giuseppe Claudio Infranca, presidente dell' Istituto Superiore "A. De Stefano", che vede coinvolti anche gli Esperti dell' ICIS del CNR di Padova e i Tecnici della CTS di Altavilla Vicentina leader europeo nel settore della produzione di prodotti per il Restauro, che testeranno i prodotti per il restauro adatti ai dipinti murali a base di minerali. Si auspica che a conclusione della ricerca si possano finalmente, una volta e per tutte, conservare gli splendidi dipinti murali dell'Antico Egitto, in modo corretto e rispondente alle necessità e ai bisogni della materia di cui sono composte. Articoli recentemente pubblicati in Egittologia [archivio]:- Mersa/Wadi Gawasis 2010-2011 Report - by Kathryn A. Bard (Boston University, Boston, MA, USA), Rodolfo Fattovich (University of Naples "L'Orientale," Naples, Italy) - Cheryl Ward (Coastal Carolina University, Conway, SC, USA)
- Report on the Pisa University Archaeological Missions in Fayum,in November and December 2011
- Dra Abu el-Naga 2011. Rapporto preliminare della XI campagna di scavo dell'Università di Pisa - M. Betrò / Preliminary Report of the University of Pisa 11th Field Season, by M. Betrò
Cliccare sull'immagine per l'ingrandimento  Istituto Superiore per le Tecniche di Conservazione dei Beni Culturali dell’ambiente “Antonino De Stefano” (I.S.A.D.-Onlus/Ong)
|