| Quarta Campagna di Scavo dell'Università di Lecce a Dime (El-Fayyum) - Rapporto 2006Redazione Archaeogate, 17-01-2007  La Missione Archeologica del Centro di Studi Papirologici dell'Università di Lecce diretta da Mario Capasso e Paola Davoli ha svolto la Quarta Campagna di Scavo a Dime (El-Fayyum), l'antica Soknopaiou Nesos, dal 29 ottobre al 16 dicembre 2006. Alla Missione hanno inoltre partecipato A. Armillis, A. Cervi, C. Caputo, I. Chiesi, A. Longo, F. Meo, G.A. Minaya, E. Pisanello, A.C. Potenza, N. Raimondi, Ashraf Senussi, T. Smekalova (Saint Petersburg State University), G. Soranna, M. Stadler (Würzburg Universität), Mohammed el-Zahabi (Cairo University). Il Supreme Council of Antiquities è stato rappresentato dagli ispettori Sayed Awad Mohammed e Mayada Ahmed Neguib. La Quarta Campagna di scavo si è svolta all'interno del grande recinto templare, nell'area situata al centro del temenos. È continuato lo scavo del tempio dedicato al dio coccodrillo Soknopaios (ST 20) e costruito con blocchi arenaria, probabilmente in epoca romana. Il nuovo settore di scavo misura 22 x 10 m e comprende la stanza antecedente al pronao, il pronao, una scala, il relativo sottoscala e una cappella laterale. La stratigrafia indagata era composta principalmente da detriti, blocchi e grandi architravi, pertinenti all'originaria copertura dell'edificio e delle sue porte e derivanti dal crollo e dallo smantellamento della struttura. Tale stratigrafia è risultata in gran parte manomessa da scavi effettuati in periodi diversi. In alcune stanze, tuttavia, parti di essa sono risultate intatte e hanno rivelato una fase tarda di occupazione, forse non continua, nel corso della quale furono utilizzati i mobili in legno del tempio e papiri in esso conservati come combustibile. A questa fase risalgono un frammento di papiro con testo copto e anfore LR 1 e LR 7. Dalla sala d'ingresso del tempio (A), portata alla luce nel 2005 e identificata come la sala wesekhet, si accedeva all'ambiente F per mezzo di una breve rampa affiancata da due serie di tre gradini. La stanza F, analogamente alla A, è pavimentata con lastre di calcarenite grigia e introduce al pronao (stanza L) per mezzo di una rampa del tutto simile alla precedente. Nell'angolo Sud-Ovest della stanza F vi è uno stretto passaggio, chiuso da una porta, che immetteva nella scala I, della quale si conservano solo i primi tre gradini e il vano sottoscala (stanza H) ancora in parte coperto dall'originario soffitto. A Est della stanza F una porta, circondata da una cornice piana e da un toro non finito, introduce alla stanza G, originariamente una cappella. Tra i materiali litici crollati all'interno di F sono state rinvenute parti di fregi di urei e di gole egizie decorate con sole alato e pertinenti alla porta della cappella G e alla porta che immette nel pronao. Le pareti della stanza F sono state tutte levigate e rifinite per accogliere decorazioni, solo in parte conservate sulla parete Nord-Ovest del vano. Si tratta di un registro figurato in cui sono rappresentati nove personaggi, solo parzialmente conservati. Di questi, due sono a bassorilievo finemente realizzato e raffigurano probabilmente un sovrano rivolto a destra, seguito da un personaggio femminile. Entrambi sono realizzati sulla cornice piana della porta e sono rivolti verso l'ingresso. Gli altri personaggi, invece, sono tutti maschili e in fasi diverse di realizzazione. Da destra a sinistra: un sovrano con gonnellino triangolare è rivolto a sinistra in atteggiamento di offerta di fronte ad un dio. Il sovrano è stato parzialmente scolpito a bassorilievo ma non perfettamente rifinito. Il dio che gli si trova di fronte è invece solo dipinto con inchiostro rosso ed è quasi completamente sbiadito. Un'altra raffigurazione di sovrano in atto di offerta segue il dio. Anch'essa è solo dipinta, mentre il dio a cui è rivolta l'offerta è realizzato a bassorilievo non rifinito. Seguono tre divinità solo dipinte, incedenti verso destra, con scettro was e ankh. Il pronao è stato solo parzialmente posto in luce. Esso si configura come una grande stanza sul fondo della quale è costruita la sala naos: i due corridoi che la affiancano introducono a sale laterali. Il naos era una struttura rastremante verso l'alto, con toro d'angolo, in parte conservato sullo spigolo occidentale. A Ovest della porta del naos, sulla cornice piana, si conserva la parte inferiore di una raffigurazione a bassorilievo dipinto. Rimangono i piedi di due figure maschili affrontate, di cui quella di destra rappresenta una divinità dipinta in azzurro. Tra i rinvenimenti vanno menzionati papiri demotici, tra cui una domanda oracolare completa di epoca romana; 6 papiri greci, tra cui una probabile lista di sacerdoti ed elenco patrimoniale del tempio di Soknopaios, risalente all'epoca romana, e 2 papiri figurati magici. Un frammento di papiro copto proviene dalla stanza centrale. Sono stati inoltre rinvenuti tre ostraka demotici, di cui uno completo, recante un nome di persona e utilizzato verosimilmente per le elezioni; e tre tituli picti in scrittura greca corsiva. Meritano inoltre di essere menzionati due sigilli in legno figurati, cretulae e tappi per anfore, frammenti di mobili sacrali e numerose parti di statue pertinenti originariamente al corredo templare. Una seconda area indagata si trova ad Ovest del tempio e corrisponde all'edificio denominato ST 21. Sotto al crollo in mattoni crudi della struttura stessa sono state poste in luce le volte a botte di tre piccoli ambienti sotterranei, di cui una integra. Nello spazio tra due di esse è stata rinvenuta una spada romana in ferro, completa di fodero e di pomello in ebano, databile tra il I e il II d.C. Si tratta di un rinvenimento straordinario e finora unico nel Fayyum. Particolarmente complesso si è rivelato il recupero dell'oggetto, che ha richiesto il consolidamento della stessa spada e della sabbia circostante prima della sua rimozione. L'operazione è stata eseguita con pieno successo da alcuni restauratori del Centro Italo-Egiziano per il Restauro e l'Archeologia (Cairo) diretto dal prof. G. Fanfoni. Il restauro sarà completato nella prossima Campagna del 2007. Il rilievo topografico dell'abitato, iniziato nel 2005 dalla società Archeosistemi di Reggio Emilia, è stato completato da I. Chiesi e N. Raimondi, insieme con il rilievo delle isoipse. Oggi disponiamo della prima planimetria scientifica completa del sito. È stata inoltre iniziata l'indagine delle strutture presenti nel territorio intorno a Dime. T. Smekalova e M. el Zahabi hanno condotto un primo survey geomagnetico di alcune aree situate in zone diverse. Sono stati individuati numerosi insediamenti e tombe databili dal Neolitico al periodo islamico. Articoli recentemente pubblicati in Egittologia [archivio]:- Mersa/Wadi Gawasis 2010-2011 Report - by Kathryn A. Bard (Boston University, Boston, MA, USA), Rodolfo Fattovich (University of Naples "L'Orientale," Naples, Italy) - Cheryl Ward (Coastal Carolina University, Conway, SC, USA)
- Report on the Pisa University Archaeological Missions in Fayum,in November and December 2011
- Dra Abu el-Naga 2011. Rapporto preliminare della XI campagna di scavo dell'Università di Pisa - M. Betrò / Preliminary Report of the University of Pisa 11th Field Season, by M. Betrò
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