Missione archeologica in Nubia - Rapporto delle attività 2006
Redazione Archaeogate, 15-12-2006
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Sudan
Questa campagna, la cui durata è compresa tra il 25 novembre e il 23 dicembre, è principalmente dedicata ad una prospezione geomagnetica eseguita sotto la direzione del Prof. Giorgio Martinotti del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Torino, con la collaborazione del Dottor Luigi Perotti. L'area di indagine è la zona archeologica del Gebel Barkal, e precisamente il settore occupato da edifici del periodo meroitico. La raccolta dei dati sarà successivamente rielaborata in modo da provvedere indicazioni per lo svolgimento della successiva campagna di scavo, prevista nel febbraio 2007.
Contemporaneamente i due membri della Missione, Dott.ssa Maria Novella Sordi e Dott.ssa Grazyna Bakowska, procedono allo studio dei materiali ceramici secondo un progetto che ha preso forma nel recente Congresso della Società di Studi Nubiani tenutosi a Varsavia.
Coordina la missione il Prof. Alessandro Roccati dell'Università di Torino, nell'ambito delle attività inquadrate nel Centro per le ricerche archeologiche e gli scavi di Torino. Il finanziamento di questa missione è dovuto al Ministero degli Esteri ed alla Compagnia di San Paolo, che assicurano in tal modo la continuazione di un'importante impresa archeologica da anni non più sostenuta dall'Università di Roma "La Sapienza".
Occorre ribadire come l'applicazione di nuove tecnologie topografiche, riferite a fotografie satellitari, ha permesso il raddrizzamento di diversi errori planimetrici, con grande vantaggio delle valutazioni urbanistiche dell'area e dei rapporti storici intercorrenti tra edifici scavati in circostanze e da missioni diverse. A questo proposito i dati raccolti potranno esser comparati e verificati con quelli ottenuti parimenti attraverso un'indagine geomagnetica e posti liberalmente a disposizione dalla Missione americana diretta da Timothy Kendall, con cui da tempo si svolge una proficua collaborazione.
Inoltre i lavori in corso per la costruzione di un grande bacino idrico a monte della città di Karima raccomandano la massima urgenza di interventi per sfruttare al meglio una situazione ambientale che non sarà presto più così favorevole. A tale scopo è in programma una intensificazione dell'attività archeologica da parte della Missione italiana, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, per il cui sfruttamento ottimale saranno preziose le indicazioni ottenute dall'attuale indagine geomagnetica.