La Missione Archeologica in Basso Egitto dell'Università di Roma "La Sapienza" - dicembre 2005
Redazione Archaeogate, 01-03-2006
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La struttura in mattoni cotti
La costruzione H, già parzialmente indagata nelle passate campagne, è stata completamente svuotata del fango che la riempiva fino al soffitto a volta e farebbe pensare ad un suo uso come cisterna. L'imboccatura del pozzo, situata all'angolo S-O del tetto, è ora crollata. L'ambiente (m 5,70 x 2,80 x 3,00) tutto dipinto in rosso, presenta sul muro occidentale una nicchia arcuata e all'estremità opposta una specie di risega. Riseghe sono presenti su entrambe le parete lunghe. L'esterno è stato scavato solo sul fronte e presenta alla profondità di circa 3 metri tracce di una sorta di marciapiede in mattoni cotti, su cui è stata trovata una moneta bronzea di fabbrica alessandrina databile all'inizio del VII sec. d.C.
La struttura M, scoperta questo anno proprio all'inizio dello scavo, si trova all'estremità occidentale del sito. Il perimetro è stato ripulito per consentirne il rilevamento. Si tratta di un edificio rettangolare (m 7,00 x 3,00) coperto originariamente da una volta a botte ora crollata. Il pozzo si apriva in un prolungamento stretto e separato della struttura, particolare questo del tutto insolito ma interessante. Anche in questo caso si potrebbe pensare ad un suo utilizzo come cisterna soprattutto alla luce dell'analisi microstratigrafica su sezione lucida dell'intonaco, che ha evidenziato un impasto assolutamente impermeabile.