| La Missione dell'Università di Pisa a Dra Abu el-Naga (Gurna, Luxor) – Campagne I-V (gennaio 2003 - novembre 2005)Redazione Archaeogate, 24-02-2006 Pag. 3 di 6  Dicembre 2003Nel corso di questa missione si è proceduto all'indagine degli ambienti situati a sud e sud-ovest della prima camera dipinta (A), in precedenza mai esplorati, in quanto quasi integralmente riempiti di terra e detriti[4]. Lo smantellamento dei muretti a secco che chiudevano il lato est ed ovest della piccola camera con nicchia B, essa stessa parzialmente riempita di sabbia e terra, ha rivelato una camera ad est (D), ingombra di riempimento fin quasi al soffitto, e, nelle stesse condizioni, un ambiente ad ovest. L'indagine si è concentrata su quest'ultimo, confermando la precedente ipotesi che si trattasse dello sloping passage verso gli ambienti funerari dell'ipogeo. Ad esso si accede da B per mezzo di un alto scalino intagliato grossolanamente nella roccia. Il suo pavimento discende gradualmente fino ad un dislivello massimo di circa 1 m rispetto alla stanza A; le pareti non presentano decorazioni ma solo una fascia ricoperta da un intonaco biancastro, a tratti conservato, nell'area dell'alto gradino di accesso; il soffitto, piatto, è anch'esso di nuda roccia. La prima parte, orientata N-S, è costituita da un ambiente stretto e basso (C)[5], che si allarga verso il fondo, biforcandosi dopo 3,20 m in un angusto tunnel verso sud-ovest (G) e un ambiente che piega più o meno ad angolo retto verso sud-est (F). Come la quasi totalità delle tombe tebane, TT 14, prima che l'ingresso venisse chiuso nel 1909 con un cancello di ferro, è stata oggetto di saccheggi e intrusioni antichi e moderni, che hanno pesantemente disturbato il contesto originale. L'indagine stratigrafica ha permesso, tra l'altro, di distinguere chiaramente il percorso seguito dagli intrusi moderni all'interno della tomba: il loro passaggio è infatti indicato da una diversa consistenza del riempimento, più sciolta e sabbiosa, risultato dello scavo del deposito originario, assai più compatto e tuttora ben visibile in alcuni punti. Molti indizi mostrano inoltre che l'ipogeo è stato più volte, dall'antichità ad oggi, invaso dall'acqua alluvionale convogliata dal vicino wadi, con risultati purtroppo disastrosi per il materiale organico depostovi. Molti frammenti dipinti della decorazione parietale di A sono stati rinvenuti nei diversi strati del deposito di B e C (fig. 5). Se si eccettuano questi, alcuni frammenti di ceramica dipinta tipica del Nuovo Regno e un blocco con parte di un'iscrizione geroglifica, anch'esso attribuibile al Nuovo Regno, i restanti rinvenimenti in B e C sono databili a diversi periodi tra la fine del Nuovo Regno e l'Età Tarda: gli ushabti - frammentari o integri, in faience, terracotta o argilla seccata al sole, iscritti o più spesso anepigrafi - appartengono in parte a tipologie note nella XXI e XXII dinastia, in parte alle numerose serie ospitate nei corredi funerari dell'età tarda, dalla fattura assai grossolana. Numerosi sono stati anche i ritrovamenti di piccoli amuleti funerari in faience, anche in questo caso databili tra III Periodo Intermedio ed Età Tarda. Alcuni frammenti in terracotta dipinta, rinvenuti in diversi livelli di C (alcuni nel riempimento "sciolto", altri nel deposito compatto non toccato dai ladri), in parte combacianti, appartengono alla tipologia dei cosiddetti "letti votivi", diffusa tra la XXI e la XXIV dinastia, per lo più – ma non esclusivamente – in contesti non funerari, con significato connesso alla fertilità. Sembra dunque assai probabile che la tomba ramesside sia stata riutilizzata nel corso del III Periodo Intermedio. Non hanno invece fornito informazioni utili i pur numerosi frammenti lignei, spesso identificabili come parti di sarcofago ma talmente deteriorati dall'acqua da aver perso quasi completamente traccia della decorazione originale.
Note[4] Un rapporto dettagliato di questa campagna è stato pubblicato da M. Betrò, Excavation of the Theban Tomb 14 (Huy) at Dra abu el-Naga (Gurna – Luxor). Preliminary Report (Season 2003), EVO 27, 2004, 45-59. [5] La larghezza massima è di ca. 1,50 mentre l'altezza massima è di 1,10 m. Articoli recentemente pubblicati in Egittologia [archivio]:- Mersa/Wadi Gawasis 2010-2011 Report - by Kathryn A. Bard (Boston University, Boston, MA, USA), Rodolfo Fattovich (University of Naples "L'Orientale," Naples, Italy) - Cheryl Ward (Coastal Carolina University, Conway, SC, USA)
- Report on the Pisa University Archaeological Missions in Fayum,in November and December 2011
- Dra Abu el-Naga 2011. Rapporto preliminare della XI campagna di scavo dell'Università di Pisa - M. Betrò / Preliminary Report of the University of Pisa 11th Field Season, by M. Betrò
Cliccare sull'immagine per l'ingrandimento  Fig.1: Pianta generale schematica delle tombe TT14 e MIDAN.05
 Fig.2: Veduta dell’area con l’ingresso moderno a TT 14 e MIDAN.05 in primo piano.
 Fig.3: Dettaglio della decorazione dipinta di TT14: Huy e sua moglie seduti
 Fig.4: Fotomosaico da fotoraddrizzamento digitale della porzione centrale del soffitto decorato della prima camera di TT14 (P. Del Vesco)
 Fig.5: Frammento della decorazione parietale della sala A rinvenuto in C: Huy in adorazione
 Fig.6: Vaso d’età saitica da D
 Fig.7: Frammento di sarcofago dipinto da G
 Fig.8: Eva Pietroni durante il rilievo con lo scanner 3D
 Fig.9: L’acquisizione e registrazione dei dati con lo scanner in tempo reale
 Fig.10: Dettaglio dei resti della decorazione dipinta sul soffitto di c (MIDAN.05)
 Fig.11: Scarabei funerari da corredi tardi
 Fig.12: Cono funerario proveniente dalla tomba del Capitano del Profeta d’Amon Nebanesu
 Fig.13: L’accesso aperto da ladri alla cameretta e con vista del muro di contenimento ovest.
 Fig.14: La cameretta e in fase di scavo
 Fig.15: Veduta del corridoio c da ovest, con la breccia sulla parete nord che mette in comunicazione gli ambienti c e d.
 Fig.16: Il pozzo funerario in d nella fase iniziale dello scavo.
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