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Terza Campagna di scavo a Dime (El-Fayyum) della Missione Archeologica del Centro di Studi Papirologici dell'Università di Lecce

La Missione Archeologica del Centro di Studi Papirologici dell'Università di Lecce diretta da Mario Capasso e Paola Davoli ha svolto la Terza Campagna di scavo a Dime (El-Fayyum), l'antica Soknopaiou Nesos, dal 9 novembre al 10 dicembre 2005.

Alla Missione hanno inoltre partecipato Alessia Armillis (studentessa), Anna Boozer (assistente di scavo, Columbia University, New York), Ivan Cancelliere (archeologo), Angela Cervi (schedatrice), Ivan Chiesi (topografo), Martin Fink (archeologo, Würzburg Universität), Francesco Meo (assistente di scavo), Giuseppe Alvar Minaya (schedatore), Simone Occhi (topografo), Natascia Pellé (papirologa), Timothy Pepper (papirologo, Berkeley University), Corrado Pino (studente), Ashraf Senussi (disegnatore), Martin Stadler (demotista, Würzburg Universität), Mohammed el-Zahabi (ingenere, Giza University).

La Terza Campagna di scavo si è svolta all'interno del grande recinto templare, nell'area situata al centro del temenos. Si è cominciato a scavare la struttura denominata ST20, individuata nel corso del Survey 2001, e la cui facciata in blocchi di arenaria era stata già posta in luce durante le Campagne di Scavo 2003 e 2004. Si tratta di un grande tempio dedicato al culto del dio coccodrillo Soknopaios e probabilmente costruito all'inizio dell'epoca romana. Il settore scavato misura 22 m da est ad ovest e 8 m da nord a sud, corrispondenti alla sala di accesso al santuario e a quattro stanze laterali disposte simmetricamente ai lati della prima. L'intero settore e le stanze erano ingombri (fig. 1) di blocchi e di architravi pertinenti alla originaria copertura dell'edificio e delle sue porte. Inoltre, la stratigrafia dei riempimenti dei vani era composta da detriti di arenaria e di calce legante derivanti dallo smantellamento dei muri del tempio. Tale stratigrafia è risultata in gran parte manomessa da scavi recenti.
L'edificio è costruito con blocchi isodomi di arenaria locale (fig. 2); gli architravi e parte dei pavimenti sono invece in calcarenite bentonitica locale. L'ingresso principale del tempio si trova a metà del muro sud. La stanza d'ingresso, denominata A, è larga 8,20 m e lunga 4,15 m ed è interamente pavimentata con blocchi di calcarenite locale. Da essa si accede a due stanze minori (B ed E) situate ad est e ad un vestibolo (D) nell'angolo nord-ovest. A tale vestibolo si accede anche dall'esterno attraverso una porta che si apre nel muro perimetrale ovest del tempio e che costituisce un suo ingresso laterale. Il vano D inoltre comunica a sud con la stanza C e a nord con un ulteriore vano non ancora scavato. Le stanze si conservano in altezza per circa 1,20 m; i pavimenti dei vani laterali sono solo in parte conservati. Nella stanza A, in asse con l'ingresso sud, si apre una porta che immette nel santuario. Ad essa si accede per mezzo di una rampa fiancheggiata da due serie di tre gradini (fig. 3). Ai lati di tale porta vi sono due semicolonnine aggettanti dal muro.

Nel corso della Campagna è stato inoltre portato a termine lo scavo del settore 1, corrispondente al cortile pavimentato portato alla luce nel 2003 e che pone in comunicazione il santuario di epoca romana e il tempio di epoca ellenistica ad esso prospiciente. All'estremità occidentale di tale cortile è un edificio, denominato ST 23, in mattoni crudi, di cui quattro stanze erano state indagate nelle Campagne 2003 e 2004. Lo scavo di quest'anno ha portato alla luce due ulteriori vani conservati per un'altezza di circa 1,50 m.

All'interno del tempio sono stati rinvenuti frammenti di alcune statue in stile greco-egizio raffiguranti personaggi maschili con lunghi abiti a panneggio e numerosi elementi decorativi architettonici in stile egizio, come fregi di urei originariamente pertinenti alla decorazione dei portali e cornici con rosette in stile alessandrino. Frammenti di pannelli lignei con decorazione in lamina d'oro e paste vitree policrome e figurate sono stati trovati sul pavimento delle stanze A ed E, insieme con frammenti di papiri greci e demotici.

Tra i rinvenimenti degli ambienti pertinenti all'edificio di servizio ST 23 vanno segnalati 25 ostraka demotici, due ostraka greci e due figurati, oltre a una decina di frammenti di papiri greci e demotici. Un papiro greco è completo con ancora il sigillo d'argilla in posto. Tra i sigilli in argilla due sono interi e sigillavano papiri; l'impronta su di essi reca un'iscrizione in geroglifico.
Durante la Terza Campagna è stato completato il rilievo topografico dell'intero sito, a cura dei dr Ivan Chiesi e Simone Occhi della società Archeosistemi di Reggio Emilia. Il dr Ivan Cancelliere, collaboratore del Coordinamento SIBA dell'Università di Lecce, ha realizzato una serie di rilievi fotogrammetrici tridimensionali delle strutture scavate e di alcuni edifici all'interno del temenos. Egli ha inoltre realizzato una serie di viste fotografiche digitali a 360° all'interno e all'esterno del temenos (Quick Time Virtual Reality).






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Figura 1
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Figura 2
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Figura 3
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